DUNE

DUNE

art by Michele Barbaro

Anno 1984
Di David Lynch
Scritto da David Lynch
Musiche Brian Eno, Toto
Montaggio Antony Gibbs
Fotografia Freddie Francis
Cast Kyle MacLachlan, Jürgen Prochnow, Sting,
Max Von Sydow, Virginia Madsen,
Silvana Mangano, Jack Nance, Brad Dourif,
Linda Hunt, José Ferrer, Alicia Witt
Freddie Jones, Everett McGill,
Dean Stockwell, Patrick Stewart
Francesca Annis, David Lynch
Produzione Dino De Laurentiis, Raffaella De Laurentiis, José Lòpez Rodero
Durata 137′
Titolo Originale DUNE

“Not The Love We Dream Of” 5:10
Gary Numan
Dead Son Rising (2011)

DUNE

“Combatterete nell’ombra. Sarete sempre nell’ombra. Apprenderete la vera natura della società nella quale viviamo e la strategia con la quale la distruggeremo.”

George Orwell  (1903-1950)

Una goccia d’acqua. Un volto. Poi, fuori dalle gallerie, dagli oscuri corridoi … “Dune”. Famigerato, già abbandonato da Ridley Scott e Alejandro Jodorowsky (che aveva iniziato a lavorarci col famoso autore di fumetti francese Moebius e che nel ruolo dell’imperatore voleva addirittura Salvador Dalì), diretto da David Lynch su grande insistenza dei De Laurentiis, tra la sabbia del deserto alcune scenografie realizzate da quel visionario di Hans Ruedi Giger (1940). Resti di progetti altrui, riverbero di effetti speciali irrealizzabili senza tecniche digitali, nel 1984. Tratto dall’omonimo bestseller di Frank Herbert (1920-1986), capolavoro riconosciuto della fantascienza, “Dune” viene curato nell’adattamento per lo schermo dallo stesso regista di “Eraserhead”. L’inizio di questo squarcio sul futuro ambientato nel 10191 è presentato da una voce fuori campo che cerca una luce su un terribile avvenire, ma sono già piuttosto evidenti le difficoltà di immedesimarsi in un mondo così arcano e oscuro. La sfida è proibitiva ma è raccolta da Lynch e dai suoi collaboratori con estrema professionalità, un’epoca scandagliata da una troupe che più artistica non si potrebbe. La fotografia, abissale e tetra è di Freddie Francis, che qua e là riesce ad immortalare paesaggi futuristici di grande suggestione (e deve aver faticato molto). Le musiche, a tratti evocative, sono di un genio: Brian Eno (1948), “musicista non musicista”, pioniere del genere “Ambient” (strepitoso ingegnere del suono, compositore e produttore) e del gruppo americano dei Toto (ricorderete negli anni ’80 l’hit “Africa”). La colonna sonora è ricca di brani classici: Ludwig Van Beethoven (1770-1827), Gustav Mahler (1860-1911), Dmitrij Dmitrievic  Šostakovic  (1906-1975) e Luigi Cherubini (1760-1842), eseguiti dall’Orchestra Filarmonica di Vienna. I giganteschi vermi delle sabbie e i Navigatori della “Gilda” spaziale sono opera del pluripremiato e massimo esperto di creature meccaniche Carlo Rambaldi (1925), tra le sue collaborazioni in campo cinematografico: “Profondo Rosso”, “Lo Squalo”, “Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo”, “Alien” ed “E.T. L’Extra-Terrestre”. Il film si avvale anche del supporto di Tony Masters (1919-1990) già direttore artistico di “2001: Odissea Nello Spazio” di Stanley Kubrick. Pittoresco il cast. Il protagonista, nel ruolo di “Paul Usul Muad ‘Dib Atreides”, è l’esordiente Kyle MacLachlan, che lavorerà con Lynch in diverse pellicole e soprattutto vestirà i panni di “Dale Cooper” in “Twin Peaks”. Il padre di “Paul” è un misurato Jürgen Prochnow, sua sorella é la piccola Alicia Witt (anche lei in “Twin Peaks” e “Hotel Room”). Tra i tanti volti eccellenti spiccano Sting, nel ruolo del rivale di “Paul”, “Feyd Rautha” e l’elegantissimo Max Von Sydow, il “Dottor Kynes”. Vi sono anche “l’aficionado” Jack Nance, il sempre inquietante e fuori fuoco Brad Dourif e l’italiana Silvana Mangano (moglie di De Laurentiis). Lo stesso Lynch compare in un cameo. Stracciato da quasi tutti i critici, “Dune” si differenzia però da molte altre pellicole di fantascienza, come la serie tv “Star Trek”, perché elimina completamente elementi contemporanei riconducibili all’attuale società e fa scomparire anche personaggi simpatici ed accomodanti come i due robot in “Guerre Stellari”. Il regista è interamente proiettato nel 10191, dove l’umanità ha colonizzato quasi del tutto l’universo conosciuto, governato ora da poche famiglie con sistema feudale, e ne ricava, con i suoi pregi e i molti difetti, un film enigmatico, squilibrato ma d’autore. Perso tra scene come quadri viventi, astronavi e costumi stile retrò, il suo gigantismo si è scontrato con i limiti produttivi (e 45 milioni di dollari non erano certo pochi!)e, la fretta di chiudere la storia in poco più di due ore (il ciclo di “Dune” è composto da 6 romanzi) non ha sicuramente giovato all’ambizioso affresco visionario che ne stava venendo fuori. David Lynch è sbarcato sul desertico pianeta, non per la lotta tra le casate dei “Fremen” e degli “Harkonnen”, non per la “Spezia” ne per i giganteschi vermoni, non è sbarcato per nessun “Messia”. Sono gli oscuri corridoi delle navi spaziali ad attirarlo, i suoni metallici, le fonti di luce, i sogni … “Dune” é la fine di ogni visione, la caduta di una goccia d’acqua o di un granello di sabbia in un immenso deserto. La goccia scompare, il granello di sabbia scompare, eppure sono ancora davanti i nostri occhi. Ma la vista è limitata … “Paul Atreides” va oltre la nostra visione, Lynch soffre … “Dune” finisce.

“Voglio rimanere un eterno enigma, per me e per gli altri.”

Ludovico II Di Baviera (1845-1886)

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37 comments to “DUNE”
  1. Non voglio commentare la recensione, che mi ha fatto ripiombare nella “sindrome di Dune”. Maledetto, maledetto Monacò. Voglio commentare i critici che hanno stroncato questo film. E’ facile stroncarlo con un database di fantascineza e sci-fi nelle pupille. Ma bisogna guardare questo film con gli occhi incantati di un bambino che esce fuori dagli anni ottanta, forgiato da eroi con i giubotti di pelle e i graffi sulla faccia, sognando di essere un outsider in guerra con il mondo e l’ordine costituito. Un ribelle-modello che continua a vivere anche 10.000 anni dopo. Una conferma della propria etica. Bisogna guardare Dune con un pizzico di realismo magico, per credere che sia vero. Lasciarsi trascinare dalla verosimiglianza e dalla plausibilità di un universo al di là di ogni immaginazione temporale. Cosa sarà successo affinchè la società umana assomigli a quella di Dune? Ma soprattutto, è così improbabile che accada davvero? Dopotutto sono eventi che accadranno fra eoni.

    Ecco, bisogna guardare Dune come se fosse una visione, perchè è talmente scollegato dalla realtà da essere, paradossalmente, plausibile. Costituisce un mondo a se, con le sue regole, la sua morale e la sua trama di relazioni sociali indeducibili.

    Dune è un sogno a occhi aperti. Ma un sogno acessibile solo a chi è nato negli anni ’80 e non ha perso l’incanto della visione.

    • Potevi fare anche tu il critico cinematografico, cogli l’essenza del film, il morale della visione e con le parole ci sai fare, quando ti sarai rotto le palle di fare il guru a Vilnijus fammelo sapere che ti prendo con me!

  2. Ancora Lynch, non conosco il film ma ora dovrò vederlo dopo questa recensione, Monacò preciso come sempre, si destreggia anche nei film più discussi dalla critica, aggiungendo una firma personale d’autore! Aspetto la prossima!

  3. Amo Dune. Sia dal punto di vista letterario(ho letto tutti i sei volumi più quelli “apocrifi” del figlio di Herbert scritti in collaborazione con K. Anderson), che cinematografico. Concordo con te che le vicende narrate mal si sposano con i tempi del cinema,in ogni caso le vicende raccontate dal film di Lynch sono tratte dal primo romanzo e non da tutta la serie. La critica al tempo ne parlò male e anche il pubblico storse il naso…tutti si aspettavano ancora un “guerre stellari”, ridere di battute di Robot claudicanti o delle imprese di nanerottoli verdi maestri nell’arte della spada laser. Tutto questo in Dune non c’è.D’altra parte il romanzo non sa neanche che cosa sia l’umorismo o l’ironia e in questo si trova perfettamente a suo agio,Lynch. Penso che sia uscito nel momento sbagliato. A quel tempo la fantascienza stellare non doveva essere cupa e tormentata o intimista. Inoltre va ricordato che stavano uscendo un sacco di film a budget ultraeconomico (alcuni perfino italiani) che ricalcavano più o meno le gesta di “Guerre stellari”. A me, invece, più passa il tempo più mi piace il film di Lynch. Memorabile l’incontro del rappresentante della Gilda spaziale con l’imperatore Padiscià Saddam quarto. E questo tutto grazie al genio visionario di Lynch.Ottima recensione, comunque.Mi trovi concorde su tutto. Mi ha fatto venir voglia di rivederlo ancora una volta. (lo riguardo volentieri a differenza delle serie “guerre stellari” e simili, che stanno invecchiando malamente e che non fa più nessuna voglia di rivedere…almeno a me.) Una piccola annotazione: gli Harkonnen e gli Atreides sono le due casate di Arrakis, i Fremen sono invece la popolazione locale che vive nel deserto,non sono una casata.

    • Perfetto, non ne dubitavo, anche se non sapevo fossi così appassionato di “Dune” e grazie per l’annotazione “sociale” alla fine, io l’ho visto in tutto 3 volte e ci sono cose cha ancora non ho capito e in diversi momenti mi sono perso … però ne adoro la meraviglia, il tono dark e chissenefrega se non tutto é comprensibile! Thanks, scopro che a più di qualcuno “Dune” é piaciuto, bene bene

  4. Mi ha sempre incuriosito , da quanto ho letto una citazione di questo film su un vecchio Dylan Dog, ora vedendo i commenti a questa recensione noto che il film ha diversi fan …devo trovarne una copia..

  5. Soltanto Lynch poteva far vivere questo film epico,privo di equilibrio proprio come tante nostre vite.
    Talmente erto da non lasciarlo scivolare,un film che richiede attenzione a mio avviso,se perdi il filo perdi l’orientamento e con Lynch non è difficilissimo,ed è qui tutto il fascino dei suoi Capolavori.
    Ancora una volta la tua recensione mette a nudo la temporalità e la spazialità dei protagonisti,gli istanti lirici quasi poetici, le devoziose retoriche.
    Ennesimi complimenti Monacò!
    ps poi viene la voglia di rivederli,credimi!!!

    • ancora una volta ti rigrazio per i tuoi commenti con uno sguardo particolare e sensibile, del resto conoscendo le tue passioni non poteva essere altrimenti.

  6. La recensione è precisa e puntuale poiché mette in risalto gli aspetti migliori del film. La critica lo ha accolto un po’ freddamente, anche secondo me sbagliando, il film può non piacere, per carità, ma è innegabile che tecnicamente è un gran lavoro vista l’accuratezza di: cast, musiche scelte (pochi film possono auspicare ad un tale livello) e la spettacolare fotografia, senza dimenticare la bravura con la quale è stato condensato in due ore un “lavoraccio” lungo ben sei libri. Sei, quindi, stato bravo a fornire al lettore la giusta chiave interpretativa per poter apprezzare il film, posto che non è uno di quelli “facili” di Lynch; bisogna cioè ragionarci sopra appieno per comprenderlo completamente, ma tanto le chiavi le hai fornite tu!!!

    • Io non so se ho fornito la chiave giusta, so che il progetto era travagliato, so che il cast era incredibile e so che Lynch é sempre stato un professionista, ma che ha sofferto non poco, sicuramente é il suo film meno riuscito, sicuramente rimane uno dei più enogmatici di sci-fi.

  7. vorrei commentare un giorno un film che ho visto, in modo da esprimere un concetto un po’ più profondo che, “ben scritto o ancor peggio interessante”.

  8. Che dire, semplicemente stupenda!!! Sei un critico d’arte nato!!! I miei migliori complimenti!!! ; ) Avanti così!!!

  9. Ho visto questo film tanti anni fa e fa parte della mia collezione in vhs, certo non è un film di facile “lettura” però io lo reputo un gran bel film diretto da uno dei più grandi visionari del cinema moderno, che impreziosisce la pellicola con il suo marchio di fabbrica , facendoci ascoltare i pensieri dei personaggi e conducendoci nei meandri della loro mente, creando così diversi punti di vista della narrazione.
    Bravo Monacò giusta lettura di una pellicola che non era per niente facile analizzare e che a suo tempo non ha avuto la giusta ricompensa sia da parte della critica che da quella del pubblico.
    Alla prossima rece!!!!

  10. Bellissima la citazione di George Orwell…
    Mentre leggevo la recensione mi è venuto un pensiero in mente, cioè che le tue recensioni sono come quelle spezie che si usano in cucina e che fanno venire la voglia inresistibile di mangiare quel piatto…
    mentre leggevo, mi son venute in mente le immagini del film, che ho visto moltissimo tempo fa, credo agli inizi degli anni novanta tramite una videocassetta di mio zio e ne ero rimasto molto affascinato… la fotografia e l’atmosfera e quella tuta indossata dai personaggi e i vermoni… insomma non ricordo molto della trama, ma il film fece molto breccia nella mia fantasia, un film che rivedrò sicuramente grazie alla tua recensione.
    i disegni di Barbaro, non hanno bisogno di parole, sono

    • questo film ha fatto breccia in molte fantasie e quindi alla fine con tutti i difetti che ha é riuscito lo stesso nel suo scopo, far sognare. i disegni di Michele sono talmenti allucinanti che hai strozzato la parola!

  11. Informazioni Informazioni INFORMAZIONI continua a sfornare questi articoli che può capitarmi di farmi una mini cultura!!!

    Vai Monacò!

  12. La conclusione di questa recensione (con citazione annessa) esprime esattamente la bellezza di questo film.
    Un appassionato “classico” di fantascienza può rimanerne deluso, mentre un appassionato dell’oscurità, dei “corridoi bui e dei suoni metallici” può apprezzare (come ho fatto io) la ricercatezza di un film del genere. Il muro più difficile da superare è: “Non riesco ad vedere Lynch che gira un film fantascientifico”, ma guardando il tutto sotto le angolazioni da te proposte, se ne capiscono i motivi e le aspettative del regista.
    Evidentemente la sua sfida è stata quella di trasferire il campo di indagine dall’interiorità dell’uomo all’immensità cosmica (caratterizzata dallo stesso grado di incertezza e dalle stesse paure), e il risultato sarebbe dovuto essere lo stesso.
    E’ come leggere Poe e poi passare a Lovecraft, da un terrore intimo si passa a un atterrimento ultra-terreno.
    Questa recensione ti fa capire proprio questo, non pretende di far piacere il film o di considerarlo un esperimento riuscito, ma chiede allo spettatore di ricercare nella visione i temi che hanno reso grande Lynch, in modo da non chiedersi più perchè il regista ha girato un film fantascientifico, ma da spingersi a cercare i messaggi che ha nascosto tra le righe.

    • Sai cosa René? vieni a scrivere le recensioni al posto mio e io con gli IAN Ain’t suono chitarra, basso, tastiera ecc ecc!

  13. bel quadro generale del film … É un altro da aggiungere alla lista ‘da vedere’
    mi devo complimentare con il vignettista … É il caso di dire ‘mostruoso’.

  14. Come poter immaginare l’inimmaginabile. Questo è ciò che sempre mi ha trasmesso Lynch nei suoi film. La fantascienza poi, se la spogliamo dei contenuti spettacolari e piombiamo insieme agli Autori (libri e film) nei loro mondi fantastici, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, scopriamo quali immagini e quali trame possano emergere dai più reconditi anfratti della mente umana. Monacò ha descritto così bene alcuni aspetti salienti del film, che se non lo conoscessi già mi invoglierebbe a vederlo di corsa. Sono infine d’accordo con chi, prima di me, trova facile per i critici “criticare” l’aspetto spettacolare del film, gli effetti e tutto ciò che la tecnologia ha reso possibile poi. Ma ci provasserro, i tecnologi moderni (ai quali cmq tanto di berretto), a suscitare le emozioni che trasmette,ad esempio, un “2001 Odissea nello Spazio” , poi se ne potrebbe riparlare…

    • Daccordissimo con te amico mio, ma ne ero sicuro che il tuo commento sarebbe stato tecnico e puntuale, non ne avevo dubbi conoscendoti, aspetto gli altri con molta curiosità!

  15. Dimenticavo, l’artwork di Barbaro è da paura. La scelta dei colori poi a me mette sempre i brividi, se ben azzeccata. Il colore da quello spessore, quella versatilità giusta. Io stesso, grande appazzionato di fumetti, inizialmente ero scettico verso le forme elaborate di colore. Beh, oggi posso dire di dovermi quasi sempre ricredere…

    • Avere dei complimenti da un attento appassionato di fumetti…
      Quanti disegnatori ricordi, o meglio quante mani riconosci, ma quanti disegni hai osservato con molta attenzione attraverso migliaia di letture…..!!!!!
      quindiiiiiii……..Grazie……Enzo…!!!

  16. Oddio…un film difficile da metabolizzare a difficile da esteriorizzare…il genius è che anche stavolta hai saputo cogliere i tratti sconosciuti di quello che secondo me dovrebbe essere IL film di fantascienza per antonomasia e non uno dei…
    Comicio col dire…che Lucas non me ne voglia bontà Divina…che la pesantezza retorica delle “Guerre stellari” sono finalmente superate con l’opera di Lynch, bando a frivolezze stilistiche e a nonsense che distruggono lo spettatore appesantendo la visione…Dune è l’apoteosi del cervellotico sullo schermo. Gli strascichi di datata fantascienza sono sparsi sapientemente nelle scenografie, nei costumi, negli sguardi dei protagonisti..si intravede “L’invasione degli ultracorpi” con i suoi cloni e “Ultimatum alla terra” (il vero…l’originale…1951).
    Nell’opera il centro è l’uomo…solo nell’universo..nemico di se stesso e ideatore di mostri (non a caso una delle famiglie è degli Atridi…Agamennone, Menelao e le guerre iliache)…ed il povero Kyle MacLachlan…salviamolo da Desperate Housewives, il suo volto è devoto alla follia!
    Il tuo cuore Valerio, come sempre, è riuscito a scandagliare i meandri della mente che ha partorito l’opera (Dalì sarebbe stato perfetto con i suoi baffi cosacchi)..non spegnere mai la luce che è in te, la luccicanza è un potere unico e ad entrare in certe menti a volte si rischia di non tornarne più indietro!

    Klaatu, barada, nikto!

    p.s. per l’artwork, l’immagine trasuda dal supporto e sputa fuori un encefalo con tanto di cresta sagittale abnorme….un Maestro 🙂

    Ah…Giger…per lui c’è da aprire un capitolo a parte, il papà di Alien è degno di proskynesis…le sue opere sono riluttanti ma affascinanti, i suoi corpi di donna mutati in altro da sè sono alla base di una forma onirica che ha fatto scuola e che non poteva non rientrare nel delirio lucido di Lynch.
    Dio salvi la mente umana!

    • Ehi come al solito sei completa nel tuo commento, e ti ringrazio per i complimenti, non so se la mia sia “luccicanza” o altro, ma so che ho uno strano rapporto con l’arte, venuta nella mia vita a salvarmi dalle miserie del mondo, forse é per questo che riesco a parlarne in questo modo profondo… un grazie anche a nome di quell’animale del Vecchietto (alias michele barbaro) che non trova mai il tempo di ringraziare nessuno!

  17. Premettendo che non conosco questo film, che la fantascienza non è il mio genere, e, soprattutto, che non ne capisco molto, anzi nulla, di critica cinematografica, devo complimentarmi con Valerio perchè ritengo abbia descritto tale opera cinematografica in modo tale da farlo immaginare perfettamente; è’ un pò come se, leggendo tale recensione, delle immagini abbiano colpito la mia mente, dandomi visione di questo “mondo” fantascientifico. Eppure, appunto, come immaginare l’inimmaginabile? Come immaginare il 10191? E, soprattutto, come immaginarlo senza aver visto l’interpretazione di Lynch? Bravo Valerio!

    Mariassunta

  18. mi sto rendendo conto che mi devo vedere questi film dovrò venire a ripetizione da te…..bravo..

  19. Questo film è bellissimo, e mi ispirò nello scrivere un testo, su una musica composta dal gruppo dei NEFER, e mio fratello la cantò. Questo è il testo:

    DUNE – tratta dalla raccolta di testi ” IL TUO NOME NEL VENTO ”

    Come il vento me ne andrò,
    attraverserò
    terre desolate senza età,
    e abbandonerò la mia città.
    Sulle dune viaggerò,
    su quel fiume volerò.
    Tra i deserti cercherò
    la mia identità,
    e vicino un oasi rivivrò
    tra le palme della libertà.
    Sulle dune viaggerò,
    su quel fiume volerò.
    Cercherò
    le costellazioni immense e poi
    troverò
    stelle che brilleranno in me in quei dì,
    sempre qui
    sulle dune sai.
    Correrò
    per le strade dell’immensità,
    e sarò
    vento che soffierà così in quei dì
    sempre qui
    sulle dune e poi …
    come il vento me ne andrò.

    Ma adesso passiamo alla tua recensione, come al solito molto accurata nei particolari, e poi è sempre un piacere leggerle, anche perchè apprendo cose che non sapevo. E visto che il film è da un po’ che non lo vedo, mi sa che oggi pomeriggio lo vado a rivedere……………Continua così……………PS: Se ci vediamo ti devo dare gli ultimi miei due libri…………

  20. Incredibile, non sapevo che avevao iniziato a lavorarci anche Jodorowsky e Ridley Scott e che poi avevano gettato la spugna! Complimenti!

  21. Adottando ormai il metodo “vincente” inizio col commentare l’opera del mio pittore preferito!..devo essere sincero non mi manda in estasi anche perchè alcuni dei suoi tratti cadono quasi nel macabro ma ovviamente non si può minimamente discutere il tuo talento che non smetterò mai di lodare.Non sono impazzito davanti il tuo lavoro ma devo dire che la mano non si smentisce mai,anche se un disegno non proprio al top dei tuoi splendidi orizzonti molto più delicati,anche se a volte enigmatici,ma certamente ben fatto,curato e ben calibrato nei colori assolutamente armonici tra loro!..Bravissimo Mike,sai spaziare da un tema all’altro con incredibile leggerezza e tranquillità che non è per nulla da tutti!
    A te Vale dico subito che sono contento che hai mantenuto il ritmo della recensione preso sin dall’inizio.anche se stavolta ti sei fatto un pò travolgere dalla tua estremissima puntualità e precisione nell’ “enumerare” tutti i particolari tra cui tutti gli elementi della pellicola che possano essere gli attori ed i loro percorsi cinematografici,le musiche,le scenografie,le curiosità e quant’altro possa girare intorno la produzione di un film lasciando così uno spazietto breve dedicato a ciò che materialmente noi vediamo proiettato.Hai reso molto più interessante in questo caso il “viale d’ingresso” piuttosto che il “palazzo” stesso,non tralasciano però completamente,ma non riccamente come in precedenza,il contenuto.Da complimentarsi però per il “solito” lavoro di ricerca sempre superbamente minuzioso.E bravo ancora per aver mantenuto un buon tono nel corso dell’intera recensione e devo dire,concludendo,molto carina ed intrigante la scelta del finale da te proposto completata da una perfetta citazione.Non è semplice scegliere o trovare un finale per ogni scritto,qualsiasi esso sia,ma tu ne sei sempre in grado,e mai in maniera banale!
    Un abbraccio!

    • il “palazzo stesso” a cui tu ti riferisci non era poi così vasto ed interessante da essere approfondito secondo me, quindi ho trovato più opportuno soffermarmi sulla preparazione artistica dell’opera e su quello cercato e sfuggito di poco al Maestro Lynch … sul lavoro del Vecchietto io penso che in questo caso, la sfida per lui era la più difficile … perchè gli ho scelto un soggetto non umano, che dovesse essere indefinito, inquietante e proveniente dal futuro … come sempre l’anzianotto ne ha preso la completezza, azzeccandone i colori e le dinamiche! e non era affatto facile!

      • Sinceramente?Si nota perfettamente tutto ciò che mi hai appena detto in entrambi i vostri lavori,ma nonostante le difficoltà,come già detto,ve la siete cavate egregiamente non a caso mi sono complimentato senza essere “critico” questa volta! 🙂

  22. PS: Mi piacerebbe leggere una tua recensione sul film MATRIX e le sue implicazioni con la nostra realtà.

    • poche implicazioni nella nostra realtà, molto citazionismo, film bello e sopravvalutato, non é prevista una recensione di Matrix per almeno4-5- anni! se avrai pazienza può essere!

  23. Il tuo standard qualitativo si innalza di volta in volta, per una volta hai parlato anche dei difetti di un film ma a modo tuo ossia facendoli sembrare dei pregi, personalmente ho sempre guardato a dune come ad un film mal riuscito, come ad una produzione con soli scopi commerciali, come alla sopraffazione da parte dei produttori di uno dei più grandi talenti che il cinema ricordi… Ora invece vedo dune come un film innovativo, come qualcosa di veramente autoriale e, senza azzardare, credo che oggi pomeriggio lo rivedrò cercando di notare il pessimismo, di farmi proiettare senza se e senza ma nel 10191, dimenticandomi di essere nel 2011.
    Grande Monacò.

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