CUORE SELVAGGIO

CUORE SELVAGGIO

art by Michele Barbaro

Anno 1990
Di David Lynch
Scritto da David Lynch
Musiche Angelo Badalamenti, Elvis Presley,
Chris Isaak
Montaggio Duwayne Dunham
Fotografia Frederick Elmes
Cast Nicolas Cage, Laura Dern,Willem Dafoe, Diane Ladd,
Harry Dean Stanton, Crispin Glover,
J.E. Freeman, Isabella Rossellini,
Jack Nance, Sherilyn Fenn,
Grace Zabriskie, Sheryl Lee,
David Patrick Kelly, John Lurie,
Pruitt Taylor Vince, Freddie Jones,
William Morgan Sheppard
Produzione Michael Kuhn, Steve Golin,
Monty Montgomery, Sigurjon Sighvatsson
Durata 116′
Titolo Originale WILD AT HEART

“Love Me” 2:44
Elvis Presley
Elvis (1956)

CUORE SELVAGGIO

“La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!”

Kahlil Gibran (1883-1931)

Una storia d’amore, lanciata lungo una strana autostrada del mondo contorto di oggi. “Sailor” e “Lula” si amano, “Sailor” e “Lula” sono in fuga verso la California. Dovranno attraversare un’America dal “cuore selvaggio”, come quello di “Sailor”, disposto ad ogni sorta di atrocità per proteggere la sua dolce metà. David Lynch adatta il romanzo “Wild At Heart” dello scrittore Barry Gifford (1946) e, pur restandogli molto fedele, crea un immaginario in bilico tra fumetto, soap opera, musical e videoclip. La realtà che vivono i due innamorati è una storia maledetta del profondo Sud, piena di balordi e di ferocia. Fred Elmes la fotografa in maniera stupefacente, usa colori nitidi e ama tutti i personaggi, trova nel fuoco e nelle sue sfumature un grande alleato e nei primi piani dei fiammiferi in fiamme, una sfida vinta. Occhio al tramonto sullo sfondo di un bacio tra “Sailor” e “Lula”, è da urlo. Le ottime musiche sono (ovviamente) di Angelo Badalamenti, circondato da canzoni bellissime: “Be-Bop A Lula” di Gene Vincent, “Blue Spanish Sky” di Chris Isaak e “Love Me Tender” di Elvis, tanto per citarne qualcuna. Magistrale davvero l’uso dell’immortale “Wicked Game” di Isaak, nella scena in cui i due innamorati, viaggiando nella notte sull’autostrada per Big Tuna, si imbattono in un terrificante incidente e in una ragazza ferita (l’incantevole Sherilyn Fenn) che esce dal buio. La triste sequenza (un’atroce presagio per i protagonisti) e la particolare atmosfera, sono un omaggio ai racconti visionari di James G. Ballard (1930-2009), la mente malata che ha partorito il sangue, il sesso e la carne di “Crash” (se non vi piace leggere vi consiglio di recuperarne il film del 1996 diretto da un altro David altrettanto fuori di testa, Cronenberg, dal titolo omonimo). Il montaggio di Dwayne Dunham non ha fretta ma sono diversi i momenti in cui spiazza. Il cast è, come sempre con Lynch, ricchissimo e con performance formidabili. “Sailor” (modellato nell’acconciatura, nel vestire e nel timbro di voce su Elvis Presley) è interpretato da un Nicolas Cage in stato di grazia, perfetto sia nei momenti romantici sia nelle sproporzionate esplosioni di violenza. Canta splendidamente “Love Me” (una canzone poco conosciuta ma tra le più belle di Elvis) e “Love Me Tender” muovendosi proprio come il “Re”. La “Lula” di Laura Dern è un incrocio tra Marilyn Monroe e “Dorothy Gale”, la protagonista del “Meraviglioso Mago Di Oz” di Lyman Frank Baum (1856-1919), citato numerose volte nel film. Dopo il “Frank Booth” di “Velluto Blu” ecco un suo sadico cugino, “Bobby Perù”. “Perù” è Willem Dafoe, attore dalle mille sfaccettature e dal ghigno inconfondibile, il suo personaggio, dai denti corrosi dal tartaro, è un depravato dall’aspetto fisico insopportabile … e non andrà incontro ad un bel destino! Diane Ladd (“Marietta”) interpreta la mamma di “Lula” (come nella realtà la Ladd lo è di Laura Dern), “Marietta”, una megera assatanata dalle unghia lunghe e trucco che con un bacio muori per avvelenamento da cosmetici; una strega frustrata, una spietata analisi della perfidia da soap opera. Molto elegante il killer “Santos” di J.E. Freeman e dolce e simpatico il detective privato “Johnnie”, interpretato dal grande caratterista Harry Dean Stanton (al primo film con Lynch), che lo modella incrociando i lati bizzarri e la psicologia dei “private eyes” creati da Raymond Chandler (1888-1959), Dashiell Hammett (1894-1961) e James M. Cain (1892-1977). L’inquietante Isabella Rossellini (con parrucca bionda) è la femme fatale “Perdita Durango”, che qualche anno dopo avrà un film tutto suo (ma ad interpretarla sarà Rosie Perez), tratto da un altro racconto di Gifford e diretto da Álex De La Iglesia. Una menzione speciale va alla performance di Crispin Glover (“cugino Dell”), irriconoscibile e oscuro nel breve e macabro racconto di cui è protagonista. Completano il cast il folle Jack Nance, la storpia Grace Zabriskie, la “fata buona” Sheryl Lee (la “Laura Palmer” di “Twin Peaks”), John Lurie, Pruitt Taylor Vince e i suoi strani occhi, David Patrick Kelly e Freddie Jones. David Lynch non si è mai divertito tanto, lui che è un moralista convinto è riuscito a far incazzare tutti. Gioca con l’oggetto della sua condanna, corteggia il male e non si nega niente spingendo tutto all’eccesso (modello per “Assassini Nati” di Oliver Stone). Sangue, sesso, squallidi motel, incidenti stradali, vomito, un volto interamente cosparso di rossetto, una sfera di cristallo, teste esplose, streghe, mani che nell’amplesso si tendono come nei peggiori romanzi rosa. “Cuore Selvaggio” è la nemesi della televisione, tutti i personaggi negativi sono mostri usciti dalle telenovelas. I censori del piccolo schermo si sono arrampicati sugli specchi per distribuire un film “on the road” dall’impostazione televisiva, ma senza rispettarne nessun requisito. Situazioni limite, linguaggio ipercrudo e immagini assurdamente ironiche (vedi il cane che si porta via una mano mozzata!) sono puro Lynch, fuori da ogni schema, da ogni sovrastruttura, anti-intellettuale. Il New York Magazine (vicino all’ala democratica) l’ha definito “un orrendo road movie” e un entusiasta Bernardo Bertolucci, Presidente di Giuria, ha faticato non poco per fargli vincere la Palma D’Oro a Cannes. Il regista ha rappresentato tutto l’immaginario americano, il film è gotico, visionario, pulp ante litteram, espressionista: sequenze come quella della “fata buona”, rimandano direttamente all’opera “Annunciazione” di El Greco (1541-1614). L’inizio è tra i più violenti della storia del cinema. Il finale vede “Sailor” e “Lula”, dopo l’odissea infernale attraversata da New Orleans al Texas, che realizzano il loro sogno d’amore e matrimonio, tra “Gangster Story” (1967) di Arthur Penn e “La Vera Gola Profonda” (1972) di Gerard Damiano. Dietro un finale strappalacrime il “cattivo maestro” David Lynch se la ride. L’ideologia reazionaria di “Wild At Heart” è nella frase che Nicolas Cage ripete alla Dern quando indossa il suo giubbotto di pelle di serpente (omaggio al Marlon Brando del film di Sidney Lumet): “Questa giacca rappresenta il simbolo della mia individualità e la mia fede nella libertà personale” … e vissero felici e contenti … solo loro due!

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38 comments to “CUORE SELVAGGIO”
  1. Questo film non l’ho mai visto, ma ho letto che tra gli attori c’è Nicolas Cage, allora cercherò il prima possibile di vederlo, mi piace anche la trama. La tua recensione, come sempre, è impeccabile, e poi riesci sempre a tirar fuori l’anima del film, e anche se ancora non l’ho visto, mi hai fatto già carpire, con le tue frasi, molte cose, e sono convinto, che quando visionerò il film, emergeranno.

  2. Visto oggi per la prima volta. Premetto che a parte Inland Empire ho visto tutti i films di Lynch e questo “Cuore Selvaggio” non è affatto male, anzi non credevo che mi piacesse cosi tanto. Naturalmente inferiore ad altri capolavori lynchiani, ma cmq rimane un film che merita di essere visto e sa trasmettere delle ottime sensazioni visive ed emozionali. Ottima recensione!

  3. Il film non l’ho ancora visto, una recensione del genere però mi fa capire quanto bella sia la pellicola!
    Ancora una volta un Monacò da applausi.

    Grande Valerio!

  4. Riesci a cogliere, in maniera impeccabile, atmosfere, colori, sfumature, con la scansione spasmodica, emotiva di suoni e ritmi, di inquadrature e situazioni…Analizzi, mai con distacco, risvolti profondi e mentali, ironici e puramente artistici, cosi’ da ricavare, acutamente, paralleli di forte spessore e qualità. La tua recensione, incisiva e variegata, cattura ed emoziona! CONGRATULAZIONI!

  5. Molto dettagliata questa recensione , specie la parte che parla di Marietta …
    gran bel lavoro ….
    aspetto di leggerne una su -Lost Highways- “Strade Perdute” …

  6. Da come scrivi Valerio è chiaro che Lynch ti è entrato nella pelle.
    Le tue recensioni sono eccezionali in quanto mostrano un quadro chiaro di emozioni, sensazioni e sfumature noir e pulp che anche i meno esperti del “genere” colgono.
    Questo film è un must come gli altri da lui diretti, anche se per me il numero uno è “Mulholland Drive”.

  7. Altro gran film di Lynch e come nella maggior parte dei suoi lavori è tutto estremizzato al massimo, solo qui ha decisamente e volutamente esagerato per sbalordire lo spettatore e poi per sconcertarlo con un finale assolutamente inaspettato vista l’aria che tira durante tutta la pellicola. La grandezza del film sta proprio nel finale da Cenerentola e mi è piaciuta tanto la tua citazione: “e vissero felici e contenti… solo loro due”, centra a pieno quello che anche secondo me è il fine di Lynch cioè cercare di dimostrare che a volte un “po'” di sano egoismo non è poi cosa negativa. Come ho già scritto poco più su, tutti i personaggi sono caratterizzati al massimo nei loro aspetti peculiari e hai fatto benissimo ad evidenziarlo visto che un altro degli aspetti fondamentali del film che come negli altri lavori del Maestro per essere compreso a pieno va “capito”, anche con questa recensione tu aiuti un novizio del genere a cercare di comprendere pienamente il non facile filo logico della pellicola. Inutile precisare che il lavoro mi è piaciuto, ma lo faccio lo stesso perché cosi mi gira.

    • grazie ancora Long John … sono contento che ti piace Lynch, anche perché da noi non ha così tanti estimatori come si meriterebbe, ma sono sempre meno le persone capaci si abbandonarsi all’arte e all’estetica senza necessariamente trovare un nesso logico! aspetto il tuo commento su “Twin Peaks” … che “vecchietto” (michele barbaro) permettendo uscirà questo fine settimana!

  8. Film che non ho avuto occasione e fortuna di vedere,ma non è MAI troppo tardi…..trama che attrae e affascina tanto per la storia d’amore tra Lula e Sailor quanto per il senso di libertà nel vivere la passione che una relazione comporta(e che dovrebbe comportare), un pò sopra le righe,geniale, non a caso cuore selvaggio!!!
    La recensione lascia respirare il tutto facendo immaginare un Linch più diretto…e immacabilmente incanta.
    ps complimenti anche a Michele Barbaro.

  9. Uagliò ma sei na forza!!!! Mi piacerebbe pure a me essere un eccellente critico come te!!! Ma tu sei insuperabile!!! COMPLIMENTONI!!! ; )

  10. E rieccomi qui a commentare una delle tue recensioni, come al solito brillanti e piene di dettagli che non so in quanti riuscirebbero a cogliere, riconoscere e ricercare. Solo persone dall’impressionante cultura artistica come te possono farlo. Il film per il momento ancora non l’ho visto ed è uno di quelli da aggiungere alla lunga lista, e quindi non posso esprimermi più di tanto, così mi limiterò ad elogiare il tuo lavoro ed ad andarmi ad ascoltare la canzone di Elvis…
    Barbaro sei troppo bravo!

    • leggendo un po di commenti ho scoperto a sorpresa che questo é uno dei film di Lynch meno conosciuti, strano, essendo anche uno dei più semplici e diretti, rimedia fratello sarli e fammi poi sapere…

  11. Non ho visto ancora il film ma da come ne parli sembra un grande lavoro 😉 e inoltre mi è sembrato di capire che “Natural Born Killers” prenda ispirazione da questo film quindi devo assolutamente vederlo. 🙂
    Complimenti per la recensione, questa è la prima che leggo e devo dire che sei stato molto convincente 😛

    • grazie Emilio e … si Oliver Stone e il tuo amato Tarantino hanno preso spunto proprio da questo film per “Assassini Nati”!

  12. Hai recensito un film molto poco convenzionale in modo ancor meno convenzionale. Adoro quando parli della parte tecnica dei film e con esempi perfetti rimandi a sequenze davvero memorabili non perdendo di vista la valutazione del film. Migliori di volta in volta… Stavolta hai dedicato tantissimo spazio ai personaggi, a differenza di come fai sempre, Brando a parte, il che rende questa recensoione caotica, poetica e diretta: proprio come il film!
    Non avevi mai scritto, secondo me , una recensione che si adattasse come un guanto al film di turno. Complimentoni, anche se le recensioni di eraserhead e velluto blu le preferisco.
    Aspetto con ansia quella di Apocalypse Now vista la qualità delle tue revisioni.
    E sono curioso di come scriveresti la recensione di un film che ti fa cagare…

    Michele Barbaro sei assurdamente bravo… ma come cazzo fai?

    • “Giovane Holden” … non scriverei mai la recensione di un film che mi fa cacare anche perché non mi piace perdere tempo (oltre le visioni che ahimè sono costretto a dedicare a certo cinema per disprezzarlo con cognizione di causa!) con cose che non mi dicono ne mi lasciano niente! Grazie per i complimenti e sono contento che trovi in miglioramento la qualità di queste mie revisioni … ti assicuro che non é mai semplice, ma tanto stimolante! ti aspetto su Twin Peaks! per Apocalypse Now c’è tampo, le pubblico in ordine cronologico di come le ho scritte!

  13. Valerio come sempre non lascia nulla al caso. Tanto da mettermi una specie di ansia da film;adesso non posso far altro che passare le prossime due ore a vedermelo. Questa volta però lascerò il mio commento anticipatamente,basandomi su delle piccole sensazioni che mi hanno accompagnato durante la lettura.
    La trama mi incuriosisce,pur non amando molto il cast. Leggendo vedo una palma d’oro a Cannes;sapendo come l’assegnano,non promette nulla di buono. Ma analizzando le diverse fonti/ispirazioni che troviamo nel film,non posso far altro che staccare e andare a vedermelo.Con buona pace dei diversi libri da studiare!!Alla prossima!

    • Concordo con i premi a cannes anche se qualche volta (come in questo caso) ci azzeccano! fammi poi sapere che ne pensi e ricorda… ogni cosa che ti distrae dallo studio non può far altro che bene!

  14. Esordisco dicendo che quanti potevano accostare tante forme espressive, apparentemente discordanti, come il noir, il dark, il road movie, lo splatter e le tematiche fumettistiche e favolistiche. Non mi vengono in mente molti nomi. Uno diquesto però è di sicuro quello di Lynch. Il viaggio verso qualcosa (che sia la love story o la fuga dal male poco importa), in quello spettacolo multiforme e multistrato che sono gli States, dove tutto è possibile e dove ogni posto può vomitare i gorghi più putrescenti dell’inferno, attraverso violenza e cattiveria gratuita, ma dove è possibile anche cullare un proprio dream, guardare avanti ed avanzare verso la metà, anche al costo di battersi contro tutto e tutti, ad un pelo dal fuoco eterno. Il fuoco, questo elemento gradito e ripetuto da Lynch in molti suoi passaggi, la vita sul filo del rasoio, il sesso, la violenza e i riferimenti al Mago di Oz, in una del tutto personale e visionaria favola dark contemporanea,, fanno di questo road movie un passaggio particolare nella filmografia recente. Bravo Monacò anche in questo frangente, dipinge la storia cogliendo i tratti salienti di ogni personaggio, e dire che a volte non è facile cogliere il succo lynchiano, le metafore e le sue personali elucubrazioni mentali. Un Ok anche per l’artwork di Barbaro. infine, prima di chiudere i battenti, devo ringraziare Monacò perchè ha citato un autore che mi ha sempre colpito molto (il Ballard di Crash, anche se Ballard non è solo Crash), che quanto a visionarietà non è secondo a nessuno ( a proposito, io fortunatamente leggo molto ed è difficile cogliermi di sopresa, ma il film di Cronenberg devo riprocurarmelo, mi hai fatto venire giù la tentazione). Infine, ho rispolverato un vecchio cd di Chris isaak, ed ora sto riascoltando la splendida “Wicked Game” che, fatte salve le splendide song di The Pelvis, resta la mia preferita nel film e da sola me lo dipinge tutto davanti agli occhi. Non me ne voglia nessuno, sono solo opinioni.

  15. Versione corretta e riveduta. Prima ci ho provato ma non sopporto gli errori di battitura…

    Esordisco dicendo: quanti potevano accostare tante forme espressive, apparentemente discordanti, come il noir, il dark, il road movie, lo splatter e le tematiche fumettistiche e favolistiche? Non mi vengono in mente molti nomi. Uno di questi però è di sicuro quello di Lynch. Il viaggio verso qualcosa (che sia la love story o la fuga dal male poco importa), in quello spettacolo multiforme e multistrato che sono gli States, dove tutto è possibile e dove ogni posto può vomitare i gorghi più putrescenti dell’inferno, attraverso violenza e cattiveria gratuita, ma dove è possibile anche cullare un proprio dream, guardare avanti ed avanzare verso la meta, anche al costo di battersi contro tutto e tutti, ad un pelo dal fuoco eterno. Il fuoco, questo elemento gradito e ripetuto da Lynch in molti suoi passaggi, la vita sul filo del rasoio, il sesso, la violenza e i riferimenti al Mago di Oz, in una del tutto personale e visionaria favola dark contemporanea, fanno di questo road movie un passaggio particolare nella filmografia recente. Bravo Monacò anche in questo frangente, dipinge la storia cogliendo i tratti salienti di ogni personaggio, e dire che a volte non è facile cogliere il succo lynchiano, le metafore e le sue personali elucubrazioni mentali. Un Ok anche per l’artwork di Barbaro. infine, prima di chiudere i battenti, devo ringraziare Monacò perchè ha citato un autore che mi ha sempre colpito molto (il Ballard di Crash, anche se Ballard non è solo Crash), che quanto a visionarietà non è secondo a nessuno ( a proposito, io fortunatamente leggo molto ed è difficile cogliermi di sopresa, ma il film di Cronenberg devo riprocurarmelo, mi hai fatto venire giù la tentazione). Infine, ho rispolverato un vecchio cd di Chris isaak, ed ora sto riascoltando la splendida “Wicked Game” che, fatte salve le splendide song di The Pelvis, resta la mia preferita nel film e da sola me lo dipinge tutto davanti agli occhi. Non me ne voglia nessuno, sono solo opinioni.

    • “in quello spettacolo multiforme e multistrato che sono gli States, dove tutto è possibile e dove ogni posto può vomitare i gorghi più putrescenti dell’inferno, attraverso violenza e cattiveria gratuita, ma dove è possibile anche cullare un proprio dream, guardare avanti ed avanzare verso la meta, anche al costo di battersi contro tutto e tutti, ad un pelo dal fuoco eterno.” S-T-U-P-E-N-D-O !!!!!!

  16. grandissimo anche se non ho visto il film e come se l’avessi visto……devi girare un corto te vedi come devi fare…

  17. La rete offre tantissime recensioni e opinioni della pellicola in questione, ma questa è forse l’unica che riesce a dare un quadro completo di quello che offre la pellicola nella quale Nicolas Cage è artefice di una delle sue più grandi interpretazioni (..bhè ora penso sia una sua controfigura a interpretare film come L’apprendista stregone e il mistero dei templari)…cosa dire in più, chi non ha visto questo film deve correre immediatamente a procurarsene una copia, anche se dubito che la lettura delle righe scritte dal buon Valerio non abbia messo la acquolina in bocca a tutti i buon gustai di cinema.

    • ahahahahahahah, Donato che ora Cage sia una una controfigura di se stesso é verissimo, maledizione, anche se qualche buona interpretazione la riesce ancora a cacciare (vedi con Herzog!), ma é imbolsito e sembra abbia molti problemi di natura mentale, non che sia mai stato particolarmente bene! speriamo si riprenda é pur sempre un grandissimo attore!

  18. Sangue, fuoco, spari, strada e… naturalmente Elvis Presley. Un dolce canto si erge dalla cappotta di una Cadillac, un pezzo mitico di Elvis, un nuovo pezzo di immaginario americano: Cuore selvaggio… ora può finalmente amare. Intorno a lui scorrono le facce ultracaratterizzate di tutti le figure di questo viaggio. Grazie Vale per averle messe tu sul trono che meritano, menzionandole tutte… Una stupenda favola televisiva di un Lynch mai così amante, divertito e anticonvenzionale. Nicolas veste la “pelle” di Brando e grida il nome della sua Stella! Un grido che squarcia ogni cosa… tranne la meravigliosa colonna sonora del film, che ci accompagna in questo viaggio attraverso l’america selvaggia, tra gangster (ovviamente), ambigui personaggi ridenti (ovviamente) e “femmine” con trucco esasperato (ovviamente). Non sembra, ma Lynch è il solito Lynch… ma pochi lo capiscono (critica compresa) e pochi mettono comprendono fino in fondo questo dolcissimo ritratto di un amore americano. Magnifico, eccezionale, anzi sovrano… in una parola: il “RE” dei film on the road.

    P.S. Barbaro mi inizi a fare paura…

  19. bellissimo fil e bellissima recensione,dettagliatissima, un tuffo nel cuore del film. complimenti!i

  20. Considero questo film una specie di flusso incensurato di immagini e situazioni, credo che Lynch abbia rappresentato senza girarci intorno quello che lui vede, e quello senza ipocrisia molti vedrebbero.
    Una fusione di finzione e di realtà, una violenza che sembra gratuita, ma che in realtà fa capire fin dove può spingersi la perversione della mente umana se lasciata libera di vagare.
    Non è una parodia, ma prende in giro, perchè senza ipocrisia si potrebbe sdrammatizzare di più, e senza cattiveria..

    L’immagine del Vecchietto ha dei colori bellissimi, ogni volta sembra che riesca a carpire la fotografia del film e che la faccia sua, personalizzandola a piacimento. Pazzesco.

  21. Se Shakesperare avesse potuto ammirare anche solo un paio di fotogrammi di “Wild at heart” probabilmente i suoi “Romeo e Giulietta” avrebbero avuto connotati diversi….Lynch riesce a coniugare una favola infantile, la fuga per un amore anelato e avidamente ostacolato, con un road movie dai contorni putrescenti che veste body di lycra e giacche pitonate. I personaggi per la fiaba ci sono tutti…cool e kitsch come solo l’amato David poteva disegnarli.E’ un intero viaggio nella follia umana, la psiche riaffora continuamente attraverso la fastidiosa prepotenza di alcune scene, lo squarcio nel racconto tramite flashback con l’immagine del fuoco che torna continuamente, una fotografia al limite dell’allucinato…toni cupi con sferzate di colori vivacissimi che feriscono lo sguardo e la mente…perchè l’obiettivo è proprio questo, distogliere da quella che è una banale, trita e stantia storia old british fatta di cuori infranti e ribellione giovanile e accompagnare lo spettatore in un viaggio onirico nella mente seguito da ritmi hard rock che si alternano al Re, simulato…e simulacro, di un era in cui il lattice tutto poteva e tutto ha potuto.Il trucco nella visione sta nel lasciarsi affascinare e sbalordire da personaggi ambigui ed isterici che fanno sorridere di ingenua incredulità ma che abitano le nostre menti da sempre…le lunghissime unghie laccate della matrigna Marietta sono o no le stesse delle streghe delle nostre fiabe? E hotel dalla moquette lercia, rapine, lame scintillanti e incidenti stradali in notturna al vento del deserto sono o non sono le avventure che ogni eroe compie per salvare la propria bella?È una visione rallentata e intorpidita, sia nei movimenti di macchina (vogliamo parlare dei soliti sacchi di sabbia con cui zavorra la macchina da presa?) che nell’incedere narrativo….come sempre crea un prezioso fuori sincrono tra sguardo e realtà narrata…Lo stesso fuori sincrono visivo si rispecchia in un fuori sincrono sonoro evocato dal tema del playback come ulteriore fonte di straniamento sensoriale, ciò che i sensi mostrano non sempre è ciò che realmente dovrebbe essere percepito (in Mullholland Drive la cantante cade morta mentre il nastro continua a cantare…). Del resto l’attenzione per il sonoro, da parte del maestro è nota, tanto quanto l’attenzione per il rumore che in “Wild at heart” non è solo da semplice riempitivo sotto la superficie delle vicende, monito del fatto che in profondità qualcosa è diverso, è anche l’esortazione del regista ad osservare con attenzione i dettagli di una storia che apparentemente nulla ha di nuovo…la focalizzazione sui dettagli eviterebbe strane “mise en abîme” ed eviterebbe anche l’inscindibile senso di vuoto che la fine del film porta con sè…il rumore è andato via….
    Probabilmente è il film che più ti si addice Valerio…in fondo anche tu sei un pò avantpop…e tua è la battuta “ E’ un mondo senza pietà, che ha dentro di sé un cuore selvaggio” ….ti stimo artista….continua a deliziarci 🙂

    • anche tu continua a deliziarmi con i tuoi commenti … I-M-P-R-E-S-S-I-O-N-A-N-T-I !!!!!!!!!!

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