I SEGRETI DI TWIN PEAKS

I SEGRETI DI TWIN PEAKS

art by Michele Barbaro

Anno 1990 – 1991
Di David Lynch, Mark Frost
Scritto da David Lynch, Mark Frost, Harley Peyton, Robert Engels, Barry Pullman, Scott Frost, Tricia Brock, Jerry Stahl
Musiche Angelo Badalamenti, David Lynch, Julee Cruise
Montaggio Duwayne Dunham, Jonathan P. Shaw, Toni Morgan, Paul Trejo, Mary Sweeney
Fotografia Ronald Vìctor Garcìa, Frank Byers
Cast Kyle MacLachlan (as “Dale Cooper”), Michael Ontkean, Sheryl Lee, Dana Ashbrook,
Sherilyn Fenn, Ray Wise, Grace Zabriskie, Joan Chen, Jack Nance, Piper Laurie,
Richard Beymer, Lara Flynn Boyle, James Marshall, Everett McGill, Wendy Robie,
Peggy Lipton, Mädchen Amick, Eric DaRe, Chris Mulkey, Michael Horse, Harry Goaz,
Kimmy Robertson, Warren Frost, Miguel Ferrer, David Lynch, David Duchovny,
Phoebe Augustine, Catherine E. Coulson, Don S. Davis, Russ Tamblyn,
Lenny Von Dohlen, Frances Bay, Austin Jack Lynch, Michael J. Anderson,
Carel Struycken, Kenneth Welsh, Michael Parks, Walter Olkewicz, Clay Wilcox,
Victoria Catlin, David Patrick Kelly, Gary Hershberger, Ian Buchanan,
Charlotte Stewart, Mary Jo Deschanel, Jan D’Arcy, Robert Bauer III, Hank Worden,
Heather Graham, Billy Zane, Julee Cruise, Dan O’Herlihy, Joshua Harris,
David Warner, Brenda Strong, Mak Takano, Galyn Görg, Don Amendolia,
Clarence Williams III, John Boylan, Robyn Lively, Tony Jay, Royce D. Applegate,
Royal Dano, Claire Stansfield, Brett Vadset, Jane Greer, James Booth,
Jessica Wallenfels, Alicia Witt, Annette McCarthy, Nicholas Love, John Apicella,
Lisa Ann Cabasa, Rick Tutor, Roberta Maguire, Gavan O’Herlihy, Jed Mills,
Van Dyke Parks, Mark Frost, Ritch Brinkley, Troy Evans, Don Calfa, Ron Blair,
Lisa Cloud, Kathleen Wilhoite, Jill Rogosheske, Ron Taylor, Bellina Logan,
Diane Caldwell, Susan Sundholm, David L. Lander, Andrea Hays, Tony Burton,
Ed Wright, Ted Raimi, Jimmy Scott, Brenda E. Mathers, Al Strobel,
Frank Silva (as “Bob”)
Produzione David Lynch, Mark Frost, Gregg Fienberg, Philip Carr Neel, Robert Engels,
Harley Peyton
Durata 1440’
Titolo Originale TWIN PEAKS

“Twin Peaks Theme” 5:06
Angelo Badalamenti
Music From Twin Peaks (1990)

I SEGRETI DI TWIN PEAKS

“Sei al buio, in un bosco rischiarato dalla luna piena. Il vento soffia tra gli alberi e c’è una ragazza sola che emerge da dietro ad un tronco. Sembra triste, disperata …”

David Lynch (1946)

“Nell’oscurità di un futuro passato, il Mago desidera vedere … non esiste che un’opportunità tra questo mondo e l’altro … Fuoco cammina con me …” Il vento soffia tra gli alberi, una ragazza corre e urla nel cortile di una scuola. “Laura” è bella, bionda, morta. Benvenuti a “Twin Peaks”, 51.201 anime, Stato di Washington, al confine col Canada. E’ una fredda mattina di febbraio e “Pete Martell” sta andando a pesca … “e la sirena, solitaria, suona …” si volta verso la riva del lago e scorge un corpo avvolto nella plastica. Nudo. Senza vita. “Laura Palmer”. Ha inizio la perversa danza degli spiriti che dimorano nei boschi, nella “Loggia Nera” e nella “Loggia Bianca”. “Laura” di 17 anni, reginetta di bellezza della High School di “Twin Peaks”, la ragazza “perfetta”, una comunità sconvolta e lo Sceriffo “Harry Truman” che indaga. Stesso giorno, scompare anche “Ronette Pulaski”, 17 anni. “Ronette” viene ritrovata in stato di shock, seminuda e con evidenti segni di violenze, attraversa un ponte sui binari della ferrovia, a piedi scalzi (un’immagine agghiacciante!). Superati i confini entra in gioco l’FBI. Nel sogno “Cooper” è invecchiato di 25 anni, seduto su una poltrona in una “stanza rossa”, al cospetto di “Laura Palmer” e di un “Nano” che parla al contrario. La ragazza gli sussurra dolcemente il nome del suo assassino nell’orecchio. Nella realtà ora: l’Agente Speciale dell’FBI “Dale Cooper” (brillante, conservatore e con un gran senso del dovere) sta arrivando a “Twin Peaks”. Ne ammiriamo l’elegante stile e la seducente conversazione al registratore con la sua segretaria “Diane” (che non vedremo mai). Ha bevuto un ottimo caffè nero (“come il buio di una notte senza luna”) e mangiato una squisita fetta di torta di ciliegie, citando il mitico attore W.C. Fields (1880-1946): “meglio stare qui che a Philadelphia”, viaggia verso lo Sceriffo “Truman” che lo aspetta con un cadavere e una ragazza in coma. In obitorio “Cooper” esamina attentamente il corpo di “Laura” (aiutato da una lampada difettosa, naturalmente) e rinviene, sotto l’unghia dell’anulare della mano sinistra, un minuscolo pezzetto di carta sul quale è scritta la lettera “R”, particolare questo che collega l’omicidio “Palmer” a quello di “Teresa Banks” avvenuto qualche tempo prima a sud ovest dello Stato. La caccia al “serial killer” è cominciata. In uno spettrale vagone ferroviario abbandonato, macchie di sangue, un cumulo di sporcizia (identico nella forma a quello nella camera di “Henry Spencer” in “Eraserhead”, film d’esordio di Lynch), sulla cima una catenina d’oro con mezzo cuore, spezzato, ai piedi del mucchietto una scritta fatta con il sangue: “Fire walk with me”. Questo è il mondo di “Laura Palmer”, la sua doppia vita; volontariato, droga, assistenza ad invalidi, sesso. Santa di giorno e puttana di notte. “Twin Peaks” significa “cime gemelle” e il tema del “doppio” è riproposto continuamente, con diverse sfaccettature e metafore. “Laura” ha una cugina identica a lei (viene da Missoula, Montana!) che si chiama “Madeleine” (come Kim Novak nel film di Alfred Hitchcock “La Donna Che Visse Due Volte” scelto non a caso). E ancora, approfondito e nostalgico il rapporto tra i fratelli “Horne” (i ricordi d’infanzia di “Ben”, uno dei personaggi più complessi della serie, sono un sottile omaggio a “Quarto Potere” di Orson Welles). Tutti i rispettabili abitanti di “Twin Peaks” hanno una relazione nascosta, fanno il doppiogioco. Nessuno è in realtà come si presenta, tutti o quasi hanno qualcosa da nascondere, compreso i boschi e i gufi che li abitano. La cittadina è circondata da antichi “Douglas Firs”, questi maestosi alberi che l’avvolgono sono porte, passaggi verso luoghi extradimensionali. Il legno di cui sono costituiti ha la capacità di accogliere gli spiriti e le anime dei morti. A “Twin Peaks” nulla è come sembra, l’apparente normalità e tranquillità è al tempo stesso inquietante, misteriosa ed ignota, un posto sospeso. Lynch orchestra la lenta ed inarrestabile discesa, l’irruzione del male nel ventre di una comunità prima innocente e poi complice, consenziente e “arrapata” di trame oscure e teatro di efferati delitti. Figure bizzarre come il “Nano” (che è il braccio amputato dello spirito “Mike”), del “Gigante”, di “Mike” appunto e di … “Bob”, confermano la fascinazione del regista per l’anormalità fisica e psicologica. Il confine tra mondo reale e irreale si farà sempre più labile, “Mike” e “Bob”, figli dello stesso oscuro male, si sfideranno in una “Twin Peaks” assediata dalla violenza e dalle forze malvagie che fioriscono allo sbocciare della notte. David Lynch e Mark Frost intrecciano tante vite, numerose vicende, storie tenere, drammatiche, comiche, spesso con risvolti soprannaturali, evidenziano le zone d’ombra di ogni abitante e giocano con entità che si nascondono in spazi invisibili, possedendo menti e corpi. Questi due geni hanno creato la serie tv più originale e affascinante di sempre, capace di catalizzare la passione di milioni di spettatori e di intere generazioni (la fanzine “Wrapped In Plastic” è stata pubblicata per anni negli Stati Uniti). L’atmosfera rarefatta, elementi da soap opera, detective story, un senso del grottesco e del macabro unico, noir, horror. La fotografia curata da Ron Garcìa e Frank Byers utilizza dei filtri speciali di corallo rosso per le scene degli interni, tecnica adottata al fine di massimizzare il contrasto visivo con tutti gli ambienti esterni (dove dominano colori più freddi come grigio e verde), i colori rosso e marrone che prevalgono al chiuso delle abitazioni e dei locali sono accoglienti e caldi e trasmettono un senso di riparo dalle numerose presenze oscure che dimorano nei dintorni di “Twin Peaks”. Lynch omaggia i suoi film precedenti e crea le basi per quelli futuri, rende un tributo ai miti del cinema americano, a Marlon Brando, Marilyn Monroe, James Dean, Billy Wilder … Molteplici sono le simbiosi con il mondo dell’arte, della pittura (altra grande passione del visionario regista), con ricche simbologie di culto. Verso la fine dell’episodio pilota, “Bobby” e “Mike”, rinchiusi in cella, vedono entrare anche “James Hurley”, loro acerrimo nemico a sua volta arrestato. Rimasti soli, da dietro le sbarre i due iniziano a gridare in modo animalesco (come scimmie), il loro volto deformato dall’urlo è una proiezione del dipinto di Francis Bacon (1902-1992) “Ritratto Di Innocenzo X”. Alcuni scorci di “Twin Peaks” (in equilibrio tra stile urbano contemporaneo e anni ’50, e vero punto di forza della serie) richiamano il particolare artista Edward Hopper (1882-1967), ritrattista appassionato delle provincie statunitensi: il dipinto “Gas” è stato indispensabile per la creazione della stazione di servizio di “Big Ed”. Le oniriche sequenze nella “Loggia Nera” e nella “Loggia Bianca” sono contaminate dalle suggestioni metafisiche e surrealiste di Giorgio De Chirico (1888-1978), René Magritte (1898-1967) e Paul Delvaux (1897-1994), in special modo dall’opera “Il Dialogo”. Una curiosità di natura letteraria: la scena in cui una piccola vecchina con la gobba, al “One Eyed Jack’s”, cuce una “Regina di Quadri” sul vestito dell’incantevole “Audrey” e poi scappa attraverso una porticina sul retro, è costruita come omaggio alla celebre fiaba dei fratelli Grimm, “Il Fuoco Che Ringiovanisce”. Il fascino ambientale della serie, soprattutto i bellissimi e sinistri boschi, ha influenzato enormemente cinema e tv: da “The Kingdom” di Lars Von Trier e “The Blair Witch Project” a “X-Files” e “Lost”. Gli esterni dell’immaginaria cittadina sono stati girati a Snoqualmie (la cascata dov’è situato il “Great Northern Hotel” è proprio come nel serial). Snoqualmie è un angolo di Paradiso che si trova nello Stato di Washington, a nord ovest, confine canadese (esattamente come “Twin Peaks”). Inoltre ogni anno si organizza il “Twin Peaks Festival” con un tour dei luoghi filmati da Lynch e Frost (ottime le offerte di viaggio, vitto e alloggio, con prezzi assolutamente accessibili). Sono senza fine le dediche a questa serie tv, dai “Simpson” a “Topolino”, a Dylan Dog (bellissima la storia in due albi: “I Segreti Di Ramblyn” e “La Belva Delle Caverne”) e Nick Raider (“I Misteri Di Northport”), fino al bizzarro Gordon Link, sempre per rimanere in ambito fumettistico. “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. L’importanza della colonna sonora è assoluta “e c’è sempre musica nell’aria …”, una vera e propria regia nella regia. Il tempo della vita in “Twin Peaks” è cullato dalle note eteree e meravigliose di Angelo Badalamenti, melodie jazz e “Ambient” che non si dimenticano facilmente, di sicuro il più grande lavoro del compositore italoamericano. Al suo incredibile stato di grazia si aggiungono anche l’angelica voce di Julee Cruise e il blues cupo e violento di David Lynch. In musica “Twin Peaks” può essere accostato a “Seventeen Seconds” (i boschi), “Faith” (la luce pallida, l’effimera speranza) e “Pornography” (l’oscurità, l’oblio, la morte): tre dischi dei The Cure, sorta di trilogia del primo periodo musicale del gruppo “Dark” inglese, il brano “The Funeral Party” in “Faith” anticipa l’irripetibile atmosfera delle partiture musicali composte per il serial da Badalamenti. Moby (famosissimo compositore, cantante e dj newyorkese) nell’album d’esordio omonimo, ha inserito una canzone, “Go”, dove adatta i suoi ritmi all’inquietante brano “Laura Palmer’s Theme” contenuto nella colonna sonora “Music From Twin Peaks” che ha venduto più di 3 milioni di copie. Trent Reznor, leader e unico componente dei Nine Inch Nails, fece saltare un’intervista con un magazine importante, pur di non perdersi una puntata di “Twin Peaks” di cui è un grandissimo fan. Anche gli IAN Ain’t hanno reso il loro tributo al capolavoro di David Lynch: un “concept album” uscito nel febbraio 2008 e intitolato “Into The Wood”. Il cast … Kyle MacLachlan, nel miglior ruolo di tutta la sua carriera, é l’Agente FBI “Dale Cooper”, elegante come Cary Grant, geniale come lo “Sherlock Holmes” (senza mantellina e “deerstalker”) di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). Michael Ontkean veste i panni dello Sceriffo “Truman” (un degno Dottor “Watson”), uomo buono, genuino e ricco di dignità. Le attrici sono tutte bellissime e per presentarvele mi affido ad alcuni versi tratti da “La Filosofia Dell’Amore” di Percy B. Shelley (1792-1822): “Vedi i monti baciare il cielo alto e le onde abbracciarsi tra loro; a nessun fiore sarebbe perdonato se disdegnasse suo fratello; e la luce del sole abbraccia la terra, e i raggi di luna baciano il mare: a cosa serve tutto questo baciare se tu non baci me?”. Sherilyn Fenn (che caviglie meravigliose, e non solo!) é “Audrey Horne”, intelligente e sensuale, il personaggio femminile più affascinante e noir; un misto tra la “Gilda” di Rita Hayworth e “Jessica Rabbit”. L’apparente innocenza e i modi seducenti (grazie al suo prorompente splendore si mette sempre in pericolo), richiamano alla mente la figura di una prostituta e aspirante attrice di un famoso fatto di cronaca avvenuto alla fine degli anni ’40 a Los Angeles, l’omicidio di Elizabeth Short, tristemente nota nella Hollywood hard boiled piena di luci e ombre come “La Dalia Nera” (appellativo ispirato dal successo riscosso all’epoca dalla diva Veronica Lake in una pellicola intitolata “La Dalia Azzurra”). L’anima perduta “Laura Palmer” e sua cugina “Maddy” sono ambedue interpretate dalla brava e molto americana Sheryl Lee. Notevoli anche la femme fatale “Josie Packard” (Joan Chen), la bella cameriera vittima di violenze domestiche “Shelly Johnson” (Mädchen Amick) e la migliore amica di “Laura”, “Donna Hayward” (Lara Flynn Boyle, che ebbe un breve flirt con Kyle MacLachlan sul set). Strepitosi Dana Ashbrook nel ruolo del giovane ribelle “Bobby Briggs” (novello James Dean) e suo padre “Garland” (Don S. Davis), personaggio questo davvero sorprendente, Maggiore dell’Aeronautica coinvolto in ricerche ufologiche, moralmente limpido e puro, ama la sua famiglia e la bellezza che circonda il mondo, come “Cooper”. Ray Wise e Grace Zabriskie (rispettivamente “Leland” e “Sarah”, il padre e la madre di “Laura”) recitano con un’intensità e un dolore incredibile. Il mitico Jack Nance è “Pete Martell”, ogni parola è superflua per questo straordinario attore. Bravissimo Richard Beymer (che prese parte al musical “West Side Story”), il suo “Benjamin Horne” ha mille sfumature, rese tutte perfettamente, indimenticabile quando dà fuori di matto e cerca di ribaltare con i soldatini il risultato della Guerra di Secessione facendo vincere i sudisti. E ancora … dolcissima Wendy Robie nel ruolo di “Nadine”, la scena del suo tentato suicidio è di una malinconia senza fine. Il “Nano” e il “Gigante” sono Michael J. Anderson (dalla mimica facciale illimitata) e l’olandese Carel Struycken (che sarà in seguito il maggiordomo “Lurch” nei film de “La Famiglia Addams” perdendo così un po’ della sua spettrale presenza se si riguarda “Twin Peaks”). “Mike” e il suo alterego, “l’uomo con un braccio solo”, sono interpretati dall’eccezionale Al Strobel che l’arto l’ha perso davvero in un terribile incidente stradale. Simpaticissimi i due “svaniti” Harry Goaz (Agente “Brennan”) e Kimmy Robertson (la segretaria del Dipartimento di Polizia “Lucy”, che prepara ogni sera memorabili banchetti a base di dolci per gli agenti in servizio). David Duchovny (il famoso “Fox Mulder” di “X-Files) è l’Agente della DEA “Dennis/Denise Bryson” amante del crossdressing. Nuovi volti emergenti come Alicia Witt (“Gersten Hayward”), Heather Graham (“Annie Blackburn” di cui “Cooper” si innamorerà) e Billy Zane (“John Justice Wheeler”) si incastrano a meraviglia con vecchie glorie del calibro di David Warner (“Thomas Eckhardt”), Michael Parks (“Jean Renault”) e Royal Dano (il Giudice “Clinton Sternwood”). Sempre per rimanere nel reparto geriatria un capitolo a parte merita l’attore Hank Worden (all’epoca di “Twin Peaks” aveva “solo” 90 anni!) che interpreta il cameriere “secolare” del “Great Northern Hotel”. Worden ha recitato in un qualcosa come 200 film e tra questi: “Passaggio A Nord Ovest” (1940) di King Vidor, che doveva essere il titolo di “Twin Peaks” e “I Due Volti Della Vendetta” (1961) di Marlon Brando, in originale “One-Eyed Jacks”, coincidenze. L’anziana ed inquietante “Mrs. Tremond” è una angosciante Frances Bay, e suo nipote, appassionato di magia, è interpretato dal figlio di Lynch, Austin Jack, i due oscuri personaggi sono degli abitanti della “Loggia Nera”. Ken Welsh calza come un guanto il mefistofelico “Windom Earle”, profondo conoscitore delle scienze occulte, inclusi i misteriosi “Dugpas” maghi tibetani votati al male puro. “Earle”, acerrimo nemico di “Cooper” dalla mente come un diamante: fredda, dura e brillante. Divertente e molto profondo l’Agente FBI “Albert Rosenfield”, esperto in medicina forense. Enigmatico l’agorafobico “Harold Smith” di Lenny Von Dohlen. Spassoso il ruolo che si è ritagliato David Lynch nella serie: il Capo Regionale dell’FBI “Gordon Cole” (il nome è lo stesso di un cinico impiegato in “Viale Del Tramonto” di Billy Wilder, il film preferito dal visionario regista). “Cole” è quasi completamente sordo, quando parla usa un tono di voce altissimo e non sempre capisce cosa gli viene detto, dando risposte dagli esiti esilaranti, molto acuto, elegante e cordiale, stima “Cooper” e ammira “Twin Peaks” … e le sue bellezze locali. Attori improvvisati: Eric DaRe fu inizialmente assunto per il montaggio del film e solo in seguito divenne “Leo Johnson” (uno dei personaggi più importanti della serie), stesso discorso per la “Signora Ceppo” interpretata da Catherine E. Coulson che era la segretaria di produzione. Il compianto Frank Silva (1949-1995) è stato scelto da Lynch, spaventato per aver visto accidentalmente la sua immagine riflessa in uno specchio, mentre era accovacciato ai bordi del letto e stava finendo di sistemare il set della cameretta di “Laura” (era un’attrezzista e scenografo). Quella paura si è trasformata in “Bob”, l’incarnazione del male assoluto, uno dei “mostri” più terrificanti emersi dal buio della mente umana (è stato l’incubo di chissà quante mie notti insonni, per anni ne sentivo la presenza dietro alle porte, dentro gli armadi, dall’altra parte dello specchio, nella penombra degli angoli oscuri, alle mie spalle … avevo 10 anni quando lo vidi per la prima volta e se penso o rivedo “Twin Peaks” ho sempre 10 anni!). Era il 9 gennaio del 1991, destinata al pubblico italiano, viene mandata in onda la prima puntata de “I Segreti Di Twin Peaks” su Canale 5, trasmessa alle 20:30 (che coraggio!) e seguita da 11 milioni di telespettatori. David Lynch ha diretto i sei episodi chiave, che sono anche i più terrificanti, con uno sguardo laterale rispetto alla realtà, che interrompe il pensiero e si affida all’ispirazione, ed entra in una “stanza rossa”. Entra nei ricordi, nell’inconscio e lo ricolora a suo piacimento. Vuole che lo seguiamo, senza paura, in un delitto commesso per una forma estrema, patologica, criminale … di amore. Cos’è del resto un lieto fine se non qualcosa che è scappato al controllo del burattinaio? Ci porta per mano, al “Great Northern Hotel”, alla stazione di servizio di “Big Ed”, alla casa del “Pino Blu”, passando per la “Bookhouse”, per il “Calhoun Memorial Hospital”, un attimo al “Double R Diner” di “Norma”, alla “Twin Peaks High School”, ai magazzini “Horne”, alla vecchia segheria dei “Packhard” … la casa dei “Palmer”. Alla “Roadhouse”, per farsi rapire dall’angelica voce di Julee Cruise che canta “Falling”, poi al Dipartimento di Polizia di “Twin Peaks”, allo “Sparkwood”, al “Country Club”, ad “Easter Park”. Per giocare d’azzardo e fare sesso con donne bellissime il “One Eyed Jack’s” … fino al rifugio di “Jacques Renault” dalle tende rosse, dove tutto ha avuto inizio … addentriamoci nel bosco più profondo ora, la “Caverna del Gufo”, “Glastonberry Grove”, dove tutto finisce. Dove la speranza si fa da parte per lasciare spazio alle profondità dell’abisso, dell’oscurità. Non affezionatevi troppo ai personaggi, a queste vite che non esistono, c’è tanto amore, ma anche tanta follia e crudeltà … e vi si spezzerà il cuore. “Twin Peaks”, qualcosa di gelido andato ad incagliarsi nell’anima per sempre, ma anche qualcosa di caldo, romantico, accogliente, che scorre fluido e lento e trova il significato della bellezza senza fine … schiocco di dita, jazz, e mi lascio portare via dalle note di quelle immagini, dalla notte … è solo allora, che le mie lacrime si liberano come pioggia … e ballo.

 

“Mi piacciono le tenebre, la confusione e l’assurdo, ma mi piace anche credere che ci sia una piccola porta che mi permette di uscire da tutto questo per raggiungere un mondo di felicità.”

David Lynch (1946)

 

3 Cartoline Da Twin Peaks
Cooper Sogna …

L’Agente “Dale Cooper” non ha mai condotto un’indagine in maniera lineare. La sua natura profondamente spirituale e gli studi sulla cultura tibetana (che ama a tal punto da aver sempre desiderato di liberare il Tibet dalla dittatura comunista!) spesso prendono il sopravvento portandolo alla risoluzione degli enigmi grazie ai suoi sogni, rivelatori nelle indagini (come direbbe Dylan Dog: “scartando tutte le ipotesi possibili ciò che resta, è l’incubo”). Seduto nella “red room” con “Laura Palmer” e l’inquietante “Nano”, l’Agente FBI scopre che tutti i loro atteggiamenti e quello che gli succede intorno sono degli indizi che, se decifrati, porteranno all’identità dell’assassino. “Laura” bacia “Cooper” e gli bisbiglia il nome del “serial killer”, al suo risveglio, è l’unica parte che l’Agente dimentica. Il “Nano”, alla fine del sogno, comincia a ballare sulle note dello straordinario jazz di Badalamenti … una sola persona a “Twin Peaks” balla in modo compulsivo! “Let’s rock!” (forza balliamo!), questa frase che il “Nano” pronuncia nel serial la ritroviamo scritta sul parabrezza dell’auto dell’Agente FBI “Desmond” (che scompare nel nulla dopo averla letta) in “Fuoco Cammina Con Me!”, film prequel di “Twin Peaks” diretto da Lynch nel 1992. E’ questo l’inizio, qui gli spiriti cominciano a danzare. “Quella gomma che ti piaceva tanto sta tornando di moda”: il “Nano” lo dice a “Cooper”, il vecchio cameriere del “Great Northern Hotel” (connesso alla “Loggia Bianca”) lo dirà all’assassino, quando questo accadrà, nella memoria di “Cooper” si innescherà il ricordo, “Laura”, e il nome sussurrato nell’orecchio. “Lei é mia cugina, ma non diresti che è uguale, esattamente uguale alla piccola “Laura Palmer?” …”, il “Nano” si riferisce a “Maddy”, ma anche alla doppia vita che “Laura” conduceva. “A volte le mie braccia si piegano all’indietro”, “Laura” allude alla notte in cui è stata uccisa, era legata con le braccia all’indietro, partecipe di un gioco perverso con “Leo” e “Jac”, ma questo le piaceva! Le tende rosse del sogno di “Cooper” sono identiche a quelle nel rifugio di “Renault”. L’ombra che si intravede nella “red room” è quella di un uccello: trattasi di “Waldo”, la gracula religiosa (in grado di rifare le voci) che era nel cottage durante i giochi perversi e lo stupro di “Laura Palmer” e “Ronette Pulaski”. Il “Gigante” appare in tutta la sua spettrale altezza al “Great Northern”, poco dopo il ferimento dell’Agente “Cooper”, e pronuncia tre profezie destinate ad avverarsi: “C’è un uomo chiuso in un sacco che sorride” (l’uomo chiuso è “Jac Renault”), “I gufi non sono quello che sembrano” (i gufi sono messaggeri che hanno il compito di trovare anime piene di amore e di paura per gli spiriti della “Loggia Nera”), “Senza medicine lui è perduto” (lui è “l’uomo con un braccio solo”, che è costretto ad usare una potente droga per evitare che lo spirito di “Mike” lo possieda). Infine il “Gigante” lascerà un altro importante indizio criptico a “Cooper”: “Leo è stato chiuso dentro un cavallo affamato” (significa che “Leo Johnson” ha passato in carcere la notte dell’omicidio di “Teresa Banks”, la prima vittima dell’assassino che ha ucciso “Laura”, la prigione nel Montana si chiama “Hungry Horse”). Il semaforo rosso, completamente immerso nel buio della notte, é un segno al limite dell’indecifrabile, un avvertimento … e non è un sogno.

Loggia Nera: Ultimo Atto

“Glastonberry Grove”, nel mezzo delle 12 piante di sicomoro … Benvenuti nella “stanza rossa”, limbo senza spazio e senza tempo. L’ingresso è possibile solo in casi eccezionali: negli ultimi episodi di “Twin Peaks” alcuni abitanti sono colpiti da uno strano tremore alla mano, causato dall’allineamento di due pianeti, condizione necessaria perché il varco della “red room” si apra. Indispensabile sentimento per visualizzarne l’ingresso è la paura. “Windom Earle” lo sa, è per questo che si serve di miss “Twin Peaks”. L’Agente “Cooper” per entrare nella “stanza rossa” si avvarrà dell’aiuto della “Signora Ceppo” e del suo particolare olio, in grado di imprigionarla, la paura. Sia “Windom Earle” che “Cooper” arriveranno a questo, solo dopo aver decifrato il disegno nella “Caverna del Gufo” intuendo che si tratta di una precisa mappa. Il “Nano” (che parla al contrario e con una voce simile a quella di una canzone dei Kraftwerk) è la figura del “master” nella “red room”, ma troviamo anche “Laura Palmer” e il cameriere “secolare” del “Great Northern Hotel”: in questo simpaticissimo vecchietto alberga lo spirito del “Gigante”, ad ogni apparizione dell’uno segue quella dell’altro. Torniamo a “Cooper” … uscito dalla “stanza rossa”, l’Agente FBI, si trova nella “Loggia Nera” (anche se i due ambienti sono perfettamente uguali). Per spiegare gli avvenimenti che accadono all’interno di questi “luoghi malati” ci rifacciamo al racconto dell’Agente “Hawk”, nativo americano e uno dei migliori elementi della setta segreta dei “Bookhouse Boys”, che proteggono da secoli “Twin Peaks” dalle forze oscure che dimorano nei boschi. “Hawk” nella sua storia mette in guardia, perché chiunque entra all’interno della “stanza rossa“ o della “Loggia Nera” è destinato ad incontrare “l’abitante sulla soglia” (doppelganger), sosia malvagio. I sosia sono riconoscibili dagli occhi vitrei, opachi, cattivi. “Cooper” incontrerà i doppelganger di “Laura Palmer”, “Leland”, “Annie” (miss “Twin Peaks”), “Caroline” (la donna che amava uccisa da “Windom Earle”, suo marito), “Earle”, e anche il “Nano” (a dimostrazione che proprio tutti hanno un sosia malvagio nella “red room”). “Dale Cooper” sanguina, sanguina ancor prima di essere ferito. Nelle “Logge” il concetto di tempo è relativo … a questo punto succede qualcosa … “Windom Earle” propone a “Cooper” uno scambio: la sua anima per quella di “Annie” (la ragazza di cui l’Agente FBI è innamorato). “Earle”, assetato di potere, strappa l’anima al povero “Dale” e rilascia “Annie”. Ma non ha fatto i conti con “Bob” … “Bob” che succhia letteralmente l’anima di “Windom Earle”, punito e condannato, perso per sempre. L’anima di “Cooper” ritorna al suo posto ma non è ancora finita. Nel racconto l’Agente “Hawk” dice anche che chi, nel confrontarsi con “l’abitante sulla soglia”, difetterà di coraggio, sarà dannato. “Cooper” scappa, viene rincorso dal suo doppelganger, ha paura, viene raggiunto. Chi è uscito ora dalla “Loggia Nera”, dalla “stanza rossa”?, chi è tornato nella realtà? … la risposta in un riflesso nello specchio: come sta “Annie”? … come sta “Annie”? … come sta “Annie”? …

Bob

“Dio solo sa quello che si nasconde in queste deboli creature ubriache.”

Fëdor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881)

Ti va di giocare col fuoco? … povero ragazzino, sono quarant’anni che giochi con “Bob”. Fin da piccolo, quando andavi a trovare i tuoi nonni a Pearl Lake. E’ lì che l’hai visto per la prima volta? Com’è che si chiamava? Ah, si, “Robertson”. Un uomo, senza età, che abitava vicino casa di quei simpatici vecchietti, e ti torturava, ti tirava fiammiferi accesi. E’ “Bob”. E’ uno spirito, non appartiene a questo mondo. Possiede i corpi, ne annulla la volontà, spingendoli a commettere intollerabili violenze. Si nutre di paura “Bob”, di paura e sofferenza, ha banchettato anche con la tua, povero ragazzo. Chi era? Chi ne era posseduto, tuo nonno a Pearl Lake? E dove, nella tua camera da letto? Si avvicinava a te, cercava di possederti … ma tu non ne vedevi il suo reale aspetto, vedevi quei capelli lunghi, unti e grigi, vedevi un ghigno da animale sul suo orribile volto, vedevi “Bob”! Anche “Laura” vedeva “Bob” (tutti gli “eletti” e i “condannati” lo vedono), ma non la persona che ne è posseduta nella realtà. E’ avido di garmonbozia (la stessa che procurava al suo ex socio “Mike”), la garmonbozia, dolore e tristezza, un cereale, una droga. Gode “Bob”. “Bob” e “Mike”, due abomini che insieme commettevano ogni sorta di atrocità. Poi “Mike” ha visto Dio, e si è amputato il braccio del peccato, dove c’era un tatuaggio: “Fire walk with me”. “Mike” dice di “Bob” che è un suo “famiglio”, nella stregoneria un “famiglio” è lo schiavo della strega. “Bob” era uno schiavo di “Mike” allora? Forse “Mike” non è buono, forse vuole solo fermare “Bob” prima che diventi troppo potente, forse! E adesso? Ragazzino ormai cresciuto, tu che un’infanzia non l’hai mai avuta, lo fermerai o continuerai a giocare con lui? Il tuo riflesso nello specchio è “Bob”, sei “Bob”, e stai per ammazzare ancora … ma questo non ti spaventa più, quante volte l’hai già fatto? … “Teresa Banks”. No, non è l’omicidio a farti paura, è qualcos’altro … sei spaventato per via dell’identità della tua prossima vittima. La conosci bene, troppo! Non seguirla nel bosco. Questi maledetti, vecchi boschi … ma ormai non sto più parlando con quel ragazzino innocente, ormai un uomo, andato per sempre. No, adesso sto parlando all’assassino! Ti chinerai almeno, per fargliela baciare? Un’ultima volta prima di avvolgerla nella plastica. Quel bellissimo corpo nudo. Morto. Guardati allo specchio … sorridi … “Bob”!

Prima Stagione

Episodio Pilota (Northwest Passage) – David Lynch

Tracce Verso Il Nulla – Duwayne Dunham

Lo Zen, Oppure L’Abilità Di Catturare Un Killer – David Lynch

Riposa Nel Dolore – Tina Rathborne

L’Uomo Con Un Braccio Solo – Tim Hunter

I Sogni Di Cooper – Lesli Linka Glatter

Tempo Di Realizzazione – Caleb Deschanel

L’Ultima Sera – Mark Frost

 

Seconda Stagione

Che Il Gigante Sia Con Te – David Lynch

Coma – David Lynch

L’Uomo Dietro Al Vetro – Lesli Linka Glatter

Il Diario Segreto Di Laura – Todd Holland

La Maledizione Dell’Orchidea – Graeme Clifford

Demoni – Lesli Linka Glatter

Anime Solitarie – David Lynch

Guida Con Una Ragazza Morta – Caleb Deschanel

Legge Arbitraria – Tim Hunter

Discussione Tra Fratelli – Tina Rathborne

Ballo In Maschera – Duwayne Dunham

La Vedova Nera – Caleb Deschanel

Scacco Matto – Todd Holland

Doppio Gioco – Uli Edel

Schiavi E Padroni – Diane Keaton

La Donna Condannata – Lesli Linka Glatter

Ferite E Cicatrici – James Foley

Sulle Ali Dell’Amore – Duwayne Dunham

Variazioni E Relazioni – Jonathan Sanger

Il Sentiero Per La Loggia Nera – Stephen Gyllenhaal

Miss Twin Peaks – Tim Hunter

Oltre La Vita E La Morte – David Lynch

 

Twin Peaks Theme” 5:06

Angelo Badalamenti

Music From Twin Peaks (1990)

I SEGRETI DI TWIN PEAKS

Sei al buio, in un bosco rischiarato dalla luna piena. Il vento soffia tra gli alberi e c’è una ragazza sola che emerge da dietro ad un tronco. Sembra triste, disperata …”

David Lynch (1946)

Nell’oscurità di un futuro passato, il Mago desidera vedere … non esiste che un’opportunità tra questo mondo e l’altro … Fuoco cammina con me …” Il vento soffia tra gli alberi, una ragazza corre e urla nel cortile di una scuola. “Laura” è bella, bionda, morta. Benvenuti a “Twin Peaks”, 51.201 anime, Stato di Washington, al confine col Canada. E’ una fredda mattina di febbraio e “Pete Martell” sta andando a pesca … “e la sirena, solitaria, suona …” si volta verso la riva del lago e scorge un corpo avvolto nella plastica. Nudo. Senza vita. “Laura Palmer”. Ha inizio la perversa danza degli spiriti che dimorano nei boschi, nella “Loggia Nera” e nella “Loggia Bianca”. “Laura” di 17 anni, reginetta di bellezza della High School di “Twin Peaks”, la ragazza “perfetta”, una comunità sconvolta e lo Sceriffo “Harry Truman” che indaga. Stesso giorno, scompare anche “Ronette Pulaski”, 17 anni. “Ronette” viene ritrovata in stato di shock, seminuda e con evidenti segni di violenze, attraversa un ponte sui binari della ferrovia, a piedi scalzi (un’immagine agghiacciante!). Superati i confini entra in gioco l’FBI. Nel sogno “Cooper” è invecchiato di 25 anni, seduto su una poltrona in una “stanza rossa”, al cospetto di “Laura Palmer e di un “Nano” che parla al contrario. La ragazza gli sussurra dolcemente il nome del suo assassino nell’orecchio. Nella realtà ora: l’Agente Speciale dell’FBI “Dale Cooper” (brillante, conservatore e con un gran senso del dovere) sta arrivando a “Twin Peaks”. Ne ammiriamo l’elegante stile e la seducente conversazione al registratore con la sua segretaria “Diane” (che non vedremo mai). Ha bevuto un ottimo caffè nero (“come il buio di una notte senza luna”) e mangiato una squisita fetta di torta di ciliegie, citando il mitico attore W.C. Fields (1880-1946): “meglio stare qui che a Philadelphia”, viaggia verso lo Sceriffo “Truman” che lo aspetta con un cadavere e una ragazza in coma. In obitorio “Cooper” esamina attentamente il corpo di “Laura” (aiutato da una lampada difettosa, naturalmente) e rinviene, sotto l’unghia dell’anulare della mano sinistra, un minuscolo pezzetto di carta sul quale è scritta la lettera “R”, particolare questo che collega l’omicidio “Palmer” a quello di “Teresa Banks” avvenuto qualche tempo prima a sud ovest dello Stato. La caccia al “serial killer” è cominciata. In uno spettrale vagone ferroviario abbandonato, macchie di sangue, un cumulo di sporcizia (identico nella forma a quello nella camera di “Henry Spencer” in “Eraserhead”, film d’esordio di Lynch), sulla cima una catenina d’oro con mezzo cuore, spezzato, ai piedi del mucchietto una scritta fatta con il sangue: “Fire walk with me”. Questo è il mondo di “Laura Palmer”, la sua doppia vita; volontariato, droga, assistenza ad invalidi, sesso. Santa di giorno e puttana di notte. “Twin Peaks” significa “cime gemelle” e il tema del “doppio” è riproposto continuamente, con diverse sfaccettature e metafore. “Laura” ha una cugina identica a lei (viene da Missoula, Montana!) che si chiama “Madeleine” (come Kim Novak nel film di Alfred Hitchcock “La Donna Che Visse Due Volte” scelto non a caso). E ancora, approfondito e nostalgico il rapporto tra i fratelli “Horne” (i ricordi d’infanzia di “Ben”, uno dei personaggi più complessi della serie, sono un sottile omaggio a “Quarto Potere” di Orson Welles). Tutti i rispettabili abitanti di “Twin Peaks” hanno una relazione nascosta, fanno il doppiogioco. Nessuno è in realtà come si presenta, tutti o quasi hanno qualcosa da nascondere, compreso i boschi e i gufi che li abitano. La cittadina è circondata da antichi “Douglas Firs”, questi maestosi alberi che l’avvolgono sono porte, passaggi verso luoghi extradimensionali. Il legno di cui sono costituiti ha la capacità di accogliere gli spiriti e le anime dei morti. A “Twin Peaks” nulla è come sembra, l’apparente normalità e tranquillità è al tempo stesso inquietante, misteriosa ed ignota, un posto sospeso. Lynch orchestra la lenta ed inarrestabile discesa, l’irruzione del male nel ventre di una comunità prima innocente e poi complice, consenziente e “arrapata” di trame oscure e teatro di efferati delitti. Figure bizzarre come il “Nano” (che è il braccio amputato dello spirito “Mike”), del “Gigante”, di “Mike” appunto e di … “Bob”, confermano la fascinazione del regista per l’anormalità fisica e psicologica. Il confine tra mondo reale e irreale si farà sempre più labile, “Mike” e “Bob”, figli dello stesso oscuro male, si sfideranno in una “Twin Peaks” assediata dalla violenza e dalle forze malvagie che fioriscono allo sbocciare della notte. David Lynch e Mark Frost intrecciano tante vite, numerose vicende, storie tenere, drammatiche, comiche, spesso con risvolti soprannaturali, evidenziano le zone d’ombra di ogni abitante e giocano con entità che si nascondono in spazi invisibili, possedendo menti e corpi. Questi due geni hanno creato la serie tv più originale e affascinante di sempre, capace di catalizzare la passione di milioni di spettatori e di intere generazioni (la fanzine “Wrapped In Plastic” è stata pubblicata per anni negli Stati Uniti). L’atmosfera rarefatta, elementi da soap opera, detective story, un senso del grottesco e del macabro unico, noir, horror. La fotografia curata da Ron Garcìa e Frank Byers utilizza dei filtri speciali di corallo rosso per le scene degli interni, tecnica adottata al fine di massimizzare il contrasto visivo con tutti gli ambienti esterni (dove dominano colori più freddi come grigio e verde), i colori rosso e marrone che prevalgono al chiuso delle abitazioni e dei locali sono accoglienti e caldi e trasmettono un senso di riparo dalle numerose presenze oscure che dimorano nei dintorni di “Twin Peaks”. Lynch omaggia i suoi film precedenti e crea le basi per quelli futuri, rende un tributo ai miti del cinema americano, a Marlon Brando, Marilyn Monroe, James Dean, Billy Wilder … Molteplici sono le simbiosi con il mondo dell’arte, della pittura (altra grande passione del visionario regista), con ricche simbologie di culto. Verso la fine dell’episodio pilota, “Bobby” e “Mike”, rinchiusi in cella, vedono entrare anche “James Hurley”, loro acerrimo nemico a sua volta arrestato. Rimasti soli, da dietro le sbarre i due iniziano a gridare in modo animalesco (come scimmie), il loro volto deformato dall’urlo è una proiezione del dipinto di Francis Bacon (1902-1992) “Ritratto Di Innocenzo X”. Alcuni scorci di Twin Peaks (in equilibrio tra stile urbano contemporaneo e anni ’50, e vero punto di forza della serie) richiamano il particolare artista Edward Hopper (1882-1967), ritrattista appassionato delle provincie statunitensi: il dipinto “Gas” è stato indispensabile per la creazione della stazione di servizio di “Big Ed”. Le oniriche sequenze nella “Loggia Nera” e nella “Loggia Bianca” sono contaminate dalle suggestioni metafisiche e surrealiste di Giorgio De Chirico (1888-1978), René Magritte (1898-1967) e Paul Delvaux (1897-1994), in special modo dall’opera “Il Dialogo”. Una curiosità di natura letteraria: la scena in cui una piccola vecchina con la gobba, al “One Eyed Jack’s”, cuce una “Regina di Quadri” sul vestito dell’incantevole “Audrey” e poi scappa attraverso una porticina sul retro, è costruita come omaggio ad una celebre fiaba dei fratelli Grimm, “Il Fuoco Che Ringiovanisce”. Il fascino ambientale della serie, soprattutto i bellissimi e sinistri boschi, ha influenzato enormemente cinema e tv: da “The Kingdom” di Lars Von Trier e “The Blair Witch Project” a “X-Files” e “Lost”. Gli esterni dell’immaginaria cittadina sono stati girati a Snoqualmie (la cascata dov’è situato il “Great Northern Hotel” è proprio come nel serial). Snoqualmie è un angolo di Paradiso che si trova nello Stato di Washington, a nord ovest, confine canadese (esattamente come “Twin Peaks”). inoltre ogni anno si organizza il “Twin Peaks Festival” con un tour dei luoghi filmati da Lynch e Frost (ottime le offerte di viaggio, vitto e alloggio, con prezzi assolutamente accessibili). Sono senza fine le dediche a questa serie tv, dai “Simpson” a “Topolino”, a Dylan Dog (bellissima la storia in due albi: “I Segreti Di Ramblyn” e “La Belva Delle Caverne”) e Nick Raider (“I Misteri Di Northport”), fino al bizzarro “Gordon Link”, sempre per rimanere in ambito fumettistico. “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. L’importanza della colonna sonora è assoluta “e c’è sempre musica nell’aria …”, una vera e propria regia nella regia. Il tempo della vita in “Twin Peaks” è cullato dalle note eteree e meravigliose di Angelo Badalamenti, melodie jazz e “Ambient” che non si dimenticano facilmente, di sicuro il più grande lavoro del compositore italoamericano. Al suo incredibile stato di grazia si aggiungono anche l’angelica voce di Julee Cruise e il blues cupo e violento di David Lynch. In musica “Twin Peaks” può essere accostato a “Seventeen Seconds” (i boschi), “Faith” (la luce pallida, l’effimera speranza) e “Pornography” (l’oscurità, l’oblio, la morte): tre dischi dei The Cure, sorta di trilogia del primo periodo musicale del gruppo “Dark” inglese, il brano “The Funeral Party” in “Faith” anticipa l’irripetibile atmosfera delle partiture musicali composte per il serial da Badalamenti. Moby (famosissimo compositore, cantante e dj newyorkese) nell’album d’esordio omonimo, ha inserito una canzone, “Go”, dove adatta i suoi ritmi all’inquietante brano “Laura Palmer’s Theme” contenuto nella colonna sonora “Music From Twin Peaks” che ha venduto più di 6 milioni di copie. Trent Reznor, leader e unico componente dei Nine Inch Nails, fece saltare un’intervista con un magazine importante, pur di non perdersi una puntata di “Twin Peaks” di cui è un grandissimo fan. Anche gli IAN Ain’t hanno reso il loro tributo al capolavoro di David Lynch: un “concept album” uscito nel febbraio 2008 e intitolato “Into The Wood”. Il cast … Kyle MacLachlan, nel miglior ruolo di tutta la sua carriera, é l’Agente FBI “Dale Cooper”, elegante come Cary Grant, geniale come lo “Sherlock Holmes” (senza mantellina e “deerstalker”) di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). Michael Ontkean veste i panni dello Sceriffo “Truman” (un degno Dottor “Watson”), uomo buono, genuino e ricco di dignità. Le attrici sono tutte bellissime e per presentarvele mi affido ad alcuni versi tratti da “La Filosofia Dell’Amore” di Percy B. Shelley (1792-1822): “Vedi i monti baciare il cielo alto e le onde abbracciarsi tra loro; a nessun fiore sarebbe perdonato se disdegnasse suo fratello; e la luce del sole abbraccia la terra, e i raggi di luna baciano il mare: a cosa serve tutto questo baciare se tu non baci me?”. Sherilyn Fenn (che caviglie meravigliose, e non solo!) é “Audrey Horne”, intelligente e sensuale, il personaggio femminile più affascinante e noir; un misto tra la “Gilda” di Rita Hayworth e “Jessica Rabbit”. L’apparente innocenza e i modi seducenti (grazie al suo prorompente splendore si mette sempre in pericolo), richiamano alla mente la figura di una prostituta e aspirante attrice di un famoso fatto di cronaca avvenuto alla fine degli anni ’40 a Los Angeles, l’omicidio di Elizabeth Short, tristemente nota nella Hollywood hard boiled piena di luci e ombre come “La Dalia Nera” (appellativo ispirato dal successo riscosso all’epoca dalla diva Veronica Lake in una pellicola intitolata “La Dalia Azzurra”). L’anima perduta “Laura Palmer” e sua cugina “Maddy” sono ambedue interpretate dalla brava e molto americana Sheryl Lee. Notevoli anche la femme fatale “Josie Packard” (Joan Chen), la bella cameriera vittima di violenze domestiche “Shelly Johnson” (Mädchen Amick) e la migliore amica di “Laura”, “Donna Hayward” (Lara Flynn Boyle, che ebbe un breve flirt con Kyle MacLachlan sul set). Strepitosi Dana Ashbrook nel ruolo del giovane ribelle “Bobby Briggs” (novello James Dean) e suo padre “Garland” (Don S. Davis), personaggio questo davvero sorprendente, Maggiore dell’Aeronautica coinvolto in ricerche ufologiche, moralmente limpido e puro, ama la sua famiglia e la bellezza che circonda il mondo, come “Cooper”. Ray Wise e Grace Zabriskie (rispettivamente “Leland” e “Sarah”, il padre e la madre di “Laura”) recitano con un’intensità e un dolore incredibile. Il mitico Jack Nance è “Pete Martell”, ogni parola è superflua per questo straordinario attore. Bravissimo Richard Beymer (che prese parte al musical “West Side Story”), il suo “Benjamin Horne” ha mille sfumature, rese tutte perfettamente, indimenticabile quando dà fuori di matto e cerca di ribaltare con i soldatini il risultato della Guerra di Secessione facendo vincere i sudisti. E ancora … dolcissima Wendy Robie nel ruolo di “Nadine”, la scena del suo tentato suicidio è di una malinconia senza fine. Il “Nano” e il “Gigante” sono Michael J. Anderson (dalla mimica facciale illimitata) e l’olandese Carel Struycken (che sarà in seguito il maggiordomo “Lurch” nei film de “La Famiglia Addams” perdendo così un po’ della sua spettrale presenza se si riguarda “Twin Peaks”). “Mike” e il suo alterego, “l’uomo con un braccio solo”, sono interpretati dall’eccezionale Al Strobel che l’arto l’ha perso davvero in un terribile incidente stradale. Simpaticissimi i due “svaniti” Harry Goaz (Agente “Brennan”) e Kimmy Robertson (la segretaria del Dipartimento di Polizia “Lucy”, che prepara ogni sera memorabili banchetti a base di dolci per gli agenti in servizio). David Duchovny (il famoso “Fox Mulder” di “X-Files) è l’Agente della DEA “Dennis/Denise Bryson” amante del crossdressing. Nuovi volti emergenti come Alicia Witt (“Gersten Hayward”), Heather Graham (“Annie Blackburn” di cui “Cooper” si innamorerà) e Billy Zane (“John Justice Wheeler”) si incastrano a meraviglia con vecchie glorie del calibro di David Warner (“Thomas Eckhardt”), Michael Parks (“Jean Renault”) e Royal Dano (il Giudice “Clinton Sternwood”). Sempre per rimanere nel reparto geriatria un capitolo a parte merita l’attore Hank Worden (all’epoca di “Twin Peaks” aveva “solo” 90 anni!) che interpreta il cameriere “secolare” del “Great Northern Hotel”. Worden ha recitato in un qualcosa come 200 film e tra questi: “Passaggio a Nord Ovest” (1940) di King Vidor, che doveva essere il titolo di “Twin Peaks” e “I Due Volti Della Vendetta” (1961) di Marlon Brando, in originale “One-Eyed Jacks”, coincidenze. L’anziana ed inquietante “Mrs. Tremond” è una angosciante Frances Bay, e suo nipote, appassionato di magia, è interpretato dal figlio di Lynch, Austin Jack, i due oscuri personaggi sono degli abitanti della “Loggia Nera”. Ken Welsh calza come un guanto il mefistofelico “Windom Earle”, profondo conoscitore delle scienze occulte, inclusi i misteriosi “Dugpas” maghi tibetani votati al male puro. “Earle”, acerrimo nemico di “Cooper” dalla mente come un diamante: fredda, dura e brillante. Divertente e molto profondo l’Agente FBI “Albert Rosenfield”, esperto in medicina forense. Enigmatico l’agorafobico “Harold Smith” di Lenny Von Dohlen. Spassoso il ruolo che si è ritagliato David Lynch nella serie: il Capo Regionale dell’FBI “Gordon Cole” (il nome è lo stesso di un cinico impiegato in “Viale Del Tramonto” di Billy Wilder, il film preferito dal visionario regista). “Cole” è quasi completamente sordo, quando parla usa un tono di voce altissimo e non sempre capisce cosa gli viene detto, dando risposte dagli esiti esilaranti, molto acuto, elegante e cordiale, stima “Cooper” e ammira “Twin Peaks” … e le sue bellezze locali. Attori improvvisati: Eric DaRe fu inizialmente assunto per il montaggio del film e solo in seguito divenne “Leo Johnson” (uno dei personaggi più importanti della serie), stesso discorso per la “Signora Ceppo” interpretata da Catherine E. Coulson che era la segretaria di produzione. Il compianto Frank Silva (1949-1995) è stato scelto da Lynch, spaventato per aver visto accidentalmente la sua immagine riflessa in uno specchio, mentre era accovacciato ai bordi del letto e stava finendo di sistemare il set della cameretta di “Laura” (era un’attrezzista e scenografo). Quella paura si è trasformata in “Bob”, l’incarnazione del male assoluto, uno dei “mostri” più terrificanti emersi dal buio della mente umana (è stato l’incubo di chissà quante mie notti insonni, per anni ne sentivo la presenza dietro alle porte, dentro gli armadi, dall’altra parte dello specchio, nella penombra degli angoli oscuri, alle mie spalle … avevo 10 anni quando lo vidi per la prima volta e se penso o rivedo “Twin Peaks” ho sempre 10 anni!). Era il 9 gennaio del 1991 quando, destinata al pubblico italiano, viene mandata in onda la prima puntata de “I Segreti Di Twin Peaks” su Canale 5, trasmessa alle 20:30 (che coraggio!) e seguita da 11 milioni di telespettatori. David Lynch ha diretto i sei episodi chiave, che sono anche i più terrificanti, con uno sguardo laterale rispetto alla realtà, che interrompe il pensiero e si affida all’ispirazione, ed entra in una “stanza rossa”. Entra nei ricordi, nell’inconscio e lo ricolora a suo piacimento. Vuole che lo seguiamo, senza paura, in un delitto commesso per una forma estrema, patologica, criminale … di amore. Cos’è del resto un lieto fine se non qualcosa che è scappato al controllo del burattinaio? Ci porta per mano, al “Great Northern Hotel”, alla stazione di servizio di “Big Ed”, alla casa del “Pino Blu”, passando per la “Bookhouse”, per il “Calhoun Memorial Hospital”, un attimo al “Double R Diner” di “Norma”, alla “Twin Peaks High School”, ai magazzini “Horne”, alla vecchia segheria dei “Packhard” … la casa dei “Palmer”. Alla “Roadhouse”, per farsi rapire dall’angelica voce di Julee Cruise che canta “Falling”, poi al Dipartimento di Polizia di “Twin Peaks”, allo “Sparkwood”, al “Country Club”, ad “Easter Park”. Per giocare d’azzardo e fare sesso con donne bellissime il “One yede Jack’s” … fino al rifugio di “Jacques Renaud” dalle tende rosse, dove tutto ha avuto inizio … addentriamoci nel bosco più profondo ora, la “Caverna del Gufo”, “Glastonberry Grove”, dove tutto finisce. Dove la speranza si fa da parte per lasciare spazio alle profondità dell’abisso, dell’oscurità. Non affezionatevi troppo ai personaggi, a queste vite che non esistono, c’è tanto amore, ma anche tanta follia e crudeltà … e vi si spezzerà il cuore. “Twin Peaks”, qualcosa di gelido andato ad incagliarsi nell’anima per sempre, ma anche qualcosa di caldo, romantico, accogliente, che scorre fluido e lento e trova il significato della bellezza senza fine … schiocco di dita, jazz, e mi lascio portare via dalle note di quelle immagini, dalla notte … è solo allora, che le mie lacrime si liberano come pioggia … e ballo.

Mi piacciono le tenebre, la confusione e l’assurdo, ma mi piace anche credere che ci sia una piccola porta che mi permette di uscire da tutto questo per raggiungere un mondo di felicità.”

David Lynch (1946)

3 Cartoline Da Twin Peaks

Cooper Sogna …

L’Agente “Dale Cooper” non ha mai condotto un’indagine in maniera lineare. La sua natura profondamente spirituale e gli studi sulla cultura tibetana (che ama a tal punto da aver sempre desiderato di liberare il Tibet dalla dittatura comunista!) spesso prendono il sopravvento portandolo alla risoluzione degli enigmi grazie ai suoi sogni, rivelatori nelle indagini (come direbbe Dylan Dog: “scartando tutte le ipotesi possibili ciò che resta, è l’incubo”). Seduto nella “red room” con “Laura Palmer” e l’inquietante “Nano”, l’Agente FBI scopre che tutti i loro atteggiamenti e quello che gli succede intorno sono degli indizi che, se decifrati, porteranno all’identità dell’assassino. “Laura” bacia “Cooper” e gli bisbiglia il nome del “serial killer”, al suo risveglio, è l’unica parte che l’Agente dimentica. Il “Nano”, alla fine del sogno, comincia a ballare sulle note dello straordinario jazz di Badalamenti … una sola persona a “Twin Peaks” balla in modo compulsivo! “Let’s rock!” (forza balliamo!), questa frase che il “Nano” pronuncia nel serial la ritroviamo scritta sul parabrezza dell’auto dell’Agente FBI “Desmond” (che scompare nel nulla dopo averla letta) in “Fuoco Cammina Con Me”, film prequel di “Twin Peaks” diretto da Lynch nel 1992. E’ questo l’inizio, qui gli spiriti cominciano a danzare. “Quella gomma che ti piaceva tanto sta tornando di moda”: il “Nano” lo dice a “Cooper”, il vecchio cameriere del “Great Northern Hotel” (connesso alla “Loggia Bianca”) lo dirà all’assassino, quando questo accadrà, nella memoria di “Cooper” si innescherà il ricordo, “Laura”, e il nome sussurrato nell’orecchio. “Lei é mia cugina, ma non diresti che è uguale, esattamente uguale alla piccola “Laura Palmer?” …”, il “Nano” si riferisce a “Maddy”, ma anche alla doppia vita che “Laura” conduceva. “A volte le mie braccia si piegano all’indietro”, “Laura” allude alla notte in cui è stata uccisa, era legata con le braccia all’indietro, partecipe di un gioco perverso con “Leo” e “Jac”, ma questo le piaceva! Le tende rosse del sogno di “Cooper” sono identiche a quelle nel rifugio di “Renault”. L’ombra che si intravede nella “red room” è quella di un uccello: trattasi di “Waldo”, la gracula religiosa (in grado di rifare le voci) che era nel cottage di durante i giochi perversi e lo stupro di “Laura Palmer” e “Ronette Pulaski”. Il “Gigante” appare in tutta la sua spettrale altezza al “Great Northern”, poco dopo il ferimento dell’Agente “Cooper”, e pronuncia tre profezie destinate ad avverarsi: “C’è un uomo chiuso in un sacco che sorride” (l’uomo chiuso è “Jac Renault”), “I gufi non sono quello che sembrano” (i gufi sono messaggeri che hanno il compito di trovare anime piene di amore e di paura per gli spiriti della “Loggia Nera”), “Senza medicine lui è perduto” (“lui” è “l’uomo con un braccio solo”, che è costretto ad usare una potente droga per evitare che lo spirito di “Mike” lo possieda). Infine il “Gigante” lascerà un altro importante indizio criptico a “Cooper”: “Leo è stato chiuso dentro un cavallo affamato” (significa che “Leo Johnson” ha passato in carcere la notte dell’omicidio di “Teresa Banks”, la prima vittima dell’assassino che ha ucciso “Laura”, la prigione nel Montana si chiama “Hungry Horse”). Il semaforo rosso, completamente immerso nel buio della notte, é un segno al limite dell’indecifrabile, un avvertimento … e non è un sogno.

Loggia Nera: Ultimo Atto

Glastonberry Grove”, nel mezzo delle 12 piante di sicomoro … Benvenuti nella “stanza rossa”, limbo senza spazio e senza tempo. L’ingresso è possibile solo in casi eccezionali: negli ultimi episodi di “Twin Peaks” alcuni abitanti sono colpiti da uno strano tremore alla mano, causato dall’allineamento di due pianeti, condizione necessaria perché il varco della “red room” si apra. Indispensabile sentimento per visualizzarne l’ingresso è la paura. “Windom Earle” lo sa, è per questo che si serve di miss “Twin Peaks”. L’Agente “Cooper” per entrare nella “stanza rossa” si avvarrà dell’aiuto della “Signora Ceppo” e del suo particolare olio, in grado di imprigionarla, la paura. Sia “Windom Earle” che “Cooper” arriveranno a questo, solo dopo aver decifrato il disegno nella “Caverna del Gufo” intuendo che si tratta di una precisa mappa. Il “Nano” (che parla al contrario e con una voce simile a quella di una canzone dei “Kraftwerk”) è la figura del “master” nella “red room”, ma troviamo anche “Laura Palmer” e il cameriere “secolare” del “Great Northern Hotel”: in questo simpaticissimo vecchietto alberga lo spirito del “Gigante”, ad ogni apparizione dell’uno segue quella dell’altro. Torniamo a “Cooper” … uscito dalla “stanza rossa”, l’Agente FBI, si trova nella “Loggia Nera” (anche se i due ambienti sono perfettamente uguali). Per spiegare gli avvenimenti che accadono all’interno di questi “luoghi malati” ci rifacciamo al racconto dell’Agente “Hawk”, nativo americano e uno dei migliori elementi della setta segreta dei “Bookhouse Boys”, che proteggono da secoli “Twin Peaks” dalle forze oscure che dimorano nei boschi. “Hawk” nella sua storia mette in guardia, perché chiunque entra all’interno della “stanza rossa“ o della “Loggia Nera” è destinato ad incontrare “l’abitante sulla soglia” (doppelganger), sosia malvagio. I sosia sono riconoscibili dagli occhi vitrei, opachi, cattivi. “Cooper” incontrerà i doppelganger di “Laura Palmer”, “Leland”, “Annie” (miss “Twin Peaks”), “Caroline” (la donna che amava uccisa da “Windom Earle”, suo marito), “Earle”, e anche il “Nano” (a dimostrazione che proprio tutti hanno un sosia malvagio nella “red room”). “Dale Cooper” sanguina, sanguina ancor prima di essere ferito. Nelle “Logge” il concetto di tempo è relativo … a questo punto succede qualcosa … “Windom Earle” propone a “Cooper” uno scambio: la sua anima per quella di “Annie” (la ragazza di cui l’Agente FBI è innamorato). “Earle”, assetato di potere, strappa l’anima al povero “Dale” e rilascia “Annie”. Ma non ha fatto i conti con “Bob” … “Bob” che succhia letteralmente l’anima di “Windom Earle”, punito e condannato, perso per sempre. L’anima di “Cooper” ritorna al suo posto ma non è ancora finita. Nel racconto l’Agente “Hawk” dice anche che chi, nel confrontarsi con “l’abitante sulla soglia”, difetterà di coraggio, sarà dannato. “Cooper” scappa, viene rincorso dal suo doppelganger, ha paura, viene raggiunto. Chi è uscito ora dalla “Loggia Nera”, dalla “stanza rossa”?, chi è tornato nella realtà? … la risposta in un riflesso nello specchio: come sta “Annie”? … come sta “Annie”? … come sta “Annie”? …

Bob

Dio solo sa quello che si nasconde in queste deboli creature ubriache.”

Fëdor Michajlovi

Dostoevskij (1821-1881)

Ti va di giocare col fuoco? … povero ragazzino, sono quarant’anni che giochi con “Bob”. Fin da piccolo, quando andavi a trovare i tuoi nonni a Pearl Lake. E’ lì che l’hai visto per la prima volta? Com’è che si chiamava? Ah, si, “Robertson”. Un uomo, senza età, che abitava vicino casa dei tuoi amati nonni, e ti torturava, ti tirava fiammiferi accesi. E’ “Bob”. E’ uno spirito, non appartiene a questo mondo. Possiede i corpi, ne annulla la volontà, spingendoli a commettere intollerabili violenze. Si nutre di paura “Bob”, di paura e sofferenza, ha banchettato anche con la tua, povero ragazzo. Chi era? Chi ne era posseduto, tuo nonno a Pearl Lake? E dove, nella tua camera da letto? Si avvicinava a te, cercava di possederti … ma tu non ne vedevi il suo reale aspetto, vedevi quei capelli lunghi, unti e grigi, vedevi un ghigno da animale sul suo orribile volto, vedevi “Bob”! Anche “Laura” vedeva “Bob” (tutti gli “eletti” e i “condannati” lo vedono), ma non la persona che ne è posseduta nella realtà. E’ avido di garmonbozia (la stessa che procurava al suo ex socio “Mike”), la garmonbozia, dolore e tristezza, un cereale, una droga. Gode “Bob”. “Bob” e “Mike”, due abomini che insieme commettevano ogni sorta di atrocità. Poi “Mike” ha visto Dio, e si è amputato il braccio del peccato, dove c’era un tatuaggio: “Fire walk with me”. “Mike” dice di “Bob” che è un suo “famiglio”, nella stregoneria un “famiglio” è lo schiavo della strega. “Bob” era uno schiavo di “Mike” allora? Forse “Mike” non è buono, forse vuole solo fermare “Bob” prima che diventi troppo potente, forse! E adesso? Ragazzino ormai cresciuto, tu che un’infanzia non l’hai mai avuta, lo fermerai o continuerai a giocare con lui? Il tuo riflesso nello specchio è “Bob”, sei “Bob”, e stai per ammazzare ancora … ma questo non ti spaventa più, quante volte l’hai già fatto? … “Teresa Banks”. No, non è l’omicidio a farti paura, è qualcos’altro … sei spaventato per via dell’identità della tua prossima vittima. La conosci bene, troppo! Non seguirla nel bosco. Questi maledetti, vecchi boschi … ma ormai non sto più parlando con quel ragazzino innocente, ormai un uomo, andato per sempre. No, adesso sto parlando all’assassino! Ti chinerai almeno, per fargliela baciare? Un’ultima volta prima di avvolgerla nella plastica. Quel bellissimo corpo nudo. Morto. Guardati allo specchio … sorridi … “Bob”!

Prima Stagione

Episodio Pilota (Northwest Passage) – David Lynch

Tracce Verso Il Nulla – Duwayne Dunham

Lo Zen, Oppure L’Abilità Di Catturare Un Killer – David Lynch

Riposa Nel Dolore – Tina Rathborne

L’Uomo Con Un Braccio Solo – Tim Hunter

I Sogni Di Cooper – Lesli Linka Glatter

Tempo Di Realizzazione – Caleb Deschanel

L’Ultima Sera – Mark Frost

Seconda Stagione

Che Il Gigante Sia Con Te – David Lynch

Coma – David Lynch

L’Uomo Dietro Al Vetro – Lesli Linka Glatter

Il Diario Segreto Di Laura – Todd Holland

La Maledizione Dell’Orchidea – Graeme Clifford

Demoni – Lesli Linka Glatter

Anime Solitarie – David Lynch

Guida Con Una Ragazza Morta – Caleb Deschanel

Legge Arbitraria – Tim Hunter

Discussione Tra Fratelli – Tina Rathborne

Ballo In Maschera – Duwayne Dunham

La Vedova Nera – Caleb Deschanel

Scacco Matto – Todd Holland

Doppio Gioco – Uli Edel

Schiavi E Padroni – Diane Keaton

La Donna Condannata – Lesli Linka Glatter

Ferite E Cicatrici – James Foley

Sulle Ali Dell’Amore – Duwayne Dunham

Variazioni E Relazioni – Jonathan Sanger

Il Sentiero Per La Loggia Nera – Stephen Gyllenhaal

Miss Twin Peaks – Tim Hunter

Oltre La Vita E La Morte – David Lynch

Monacò

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67 comments to “I SEGRETI DI TWIN PEAKS”
  1. Eccoci, finalmente, a decantare la follia onirica di quel geniaccio di Lynch spalmata su un long time (l’hai fatto in maniera splendida, caro Valerio, devo proprio riconoscere), il suo sguardo obliquo che rasenta la paranormalità dei luoghi e dei tempi. Una serie cult che più cult non si può (anche se all’epoca della messa in onda fu un successone: come poteva essere altrimenti, in una TV ancora scevra da inutili programmi terra terra in cui si esalta, si scompone e ricompone solo la fragile superficialità degli umani?), un richiamo continuo agli elementi contrassegnanti il cinema di Lynch, un ambientazione splendida in cui fortemente voluto e riuscito il contrasto tra l’apparente tranquillità dei boschi del Nord America, in una silente e laboriosa cittadina in cui ti aspetti al massimo qualche rissa tra oversize infraciditi di alcool, e invece ti spunta fuori una storia talmente complessa e intricata ma allo stesso tempo memorabile e fascinosa. Il noir, il grottesco, il sense of humour spinto fino alla demenzialità, in alcuni casi, e questi rapidi colpi di pennello che vanno a delineare marcatamente l’essenza di tutti ( e dico tutti veramente) i personaggi della serie, senza trascurare i dettagli. Anzi, sono proprio i dettagli spesso il punto di partenza e il collegameno tra gli eventi e le persone, in un tourbillon di immagini (oniriche e reali), fatti e conclusioni, che poi si scopre non sono conclusioni ma vere e proprie porte verso l’infinito sogno lynchiano.
    Dilungarmi non mi serve, mi basta rileggere la rece per trovarmi d’accordo al 100% con Valerio Monacò. Concludo dicendo: io l’ho rivisto qualche tempo fa (ho la collezione delle puntate), e mi continuo a chiedere quando comincia il sogno e quando finisce la realtà, in una serie di continui passaggi in cui si perde la cognizione dello spazio e del tempo. Al di là di qualche fisiologico momento di stanca, inevitabile su una storia che si dipana su tante puntate, in generale questo è il grande merito di Lynch, quello di avvolgerti nei suoi colori, nella passione dei dettagli e nell’incandescenza delle trame, con quella sensazione che il colpo di scena è proprio lì, dietro l’angolo, e quando lo vedi può anche deluderti, per poi affascinarti una volta metabolizzato.
    Complimenti per la rece e per l’artwork…corro a rivedermi Twin Peaks, farò tardi ma….pazienza!

    • sono sempre gli angoli, quello che celano dietro a far paura… e Lynch lo sa, complimenti a te Enzo!

  2. credi che ci sarà un seguito? in fondo ci sono molti capitoli aperti. che la parte buona di ccoper sia intrappolata nella loggia nera è un fatto, ma ci potrebbero essere novità. e benjamin è morto? e audrey? e soprattutto che fine ha fatto veramente josie?

    • “Audrey” si é salvata … “Josie” é morta e la sua anima é itrappolata nel legno… non credo ci sarà mai un seguito ma magari chissà, nel mio inconscio spero di essere smentito!

  3. Prima di tutto vorrei rinnovare i miei auguri per il tuo compleanno…
    La recensione di questa magnifica serie tv, l’hai sviluppata in modo eccellente, dal tronde è qualcosa che ti è entrato dentro e quindi non ti deve essere nemmeno stato molto difficile.
    Mi ricordo di quando ci fermavamo a vedere le punate a casa tua, quanto tempo è passato???
    Per il resto non voglio dire altro, Twin Peacks e la tua recensione dicono già tutto!
    Complimenti a Barbaro per la scelta della scena da rappresentare e per come lo ha fatto. Non credo di dire una stupidagine, quando dico che questa è una delle scene più suggestive di tutta la serie.
    alla prossima recensione

    • Grazie per gli auguri, le scene, le scene per lo più le scelgo io o lo facciamo insieme e poi Michele é impareggiabile nel trasformarle con il suo stile che é sempre uguale e sempre diverso, un rettile dell’arte… io adoro il suo gusto, realizza sempre al meglio tutto quello che gli passo! Sono passati anni da quando ti feci vedere il serial Sarloteca, del resto gli auguri sono per il mio 30° compleanno, purtroppo!

  4. Ma si riesce a trovare il modo per vedere la prima serie???? Comunque gran bella recensione ricca di suspance e molto intrigante… Complimenti!!

    • in DVD trovi tutte e due le stagioni, senza grosse difficoltà, oppure puoi vedere di scaricarle da qualche programma o di vederle in streaming, ma di questo sono meno esperto!

  5. pazzesco!!! sono senza parole veramente stupendo!!! credo che leggendo tutto cio’ mi sono sentita catapultata in twin peaks…tutto a dettaglio…complimenti VALE…benvenuti a “TWIN PEAKS”

  6. Che dire,inarrivabile! Capolavoro avvolto nel mistero, pieno di suspence e colpi di scena, ricordo ancora i brividi che mi trasmetteva. Superbe descrizioni dei personaggi, attori bravissimi, colonna sonora da urlo e ottimi effetti speciali! Credo difficilmente si potrà arrivare a un livello di perfezione tale nel panorama dei telefilm attuale e futuro! X files a confronto è una macchietta(con tutto il rispetto). Ottima recensione! Tuffati dentro alla serie! A presto Monacò!

  7. …e direi che dopo questa accuratissima recensione, posso ricominciare a guardare la serie della quale mi è stato regalato il cofanetto qualche mese fa!

  8. Mamma mia quanto tempo è che non ne sentivo parlare.. e quanti ricordi…toppo avanti sta serie !!

  9. Posto che serie TV come Twin Peaks non ci sono mai state e probabilmente non ci saranno mai, poiché si tratta di un lavoro assolutamente geniale, sei stato bravo a sviluppare il tema della duplicità presente in tutta la serie e a riguardo a rimarcare l’ambivalenza di tutti i personaggi che d’altronde è un marchio di fabbrica di Lynch che nel lavoro in esame fa di tutto per non smentirsi. Mi è piaciuta molto la definizione che hai dato:” tutti gli abitanti sono arrapati di trame oscure”, centra perfettamente il clima che si respira nella cittadina e che il “buon David” fa di tutto per far si che esca dalla realtà di fantasia e permei lo spettatore facendolo piombare nell’incubo. Non sapevo assolutamente niente degli alberi che circondano Twin Peaks e che sono porte per altre dimensioni ma era logico aspettarsi la perfezione anche nei dettagli.La tua citazione finale:” Non affezionatevi troppo ai personaggi, a queste vite che non esistono, c’è tanto amore, ma anche tanta follia e crudeltà … e vi si spezzerà il cuore. “Twin Peaks”, qualcosa di gelido andato ad incagliarsi nell’anima per sempre, ma anche qualcosa di caldo, romantico, accogliente, che scorre fluido e lento e trova il significato della bellezza senza fine … schiocco di dita, jazz, e mi lascio portare via dalle note di quelle immagini, dalla notte … è solo allora, che le mie lacrime si liberano come pioggia … e ballo” e la perfetta conclusione di tutta la storia, non credete a quello che vedete ed per la salvezza mentale dello spettatore è meglio cancellare tutto e lasciar perdere.

    Quanto alle cartoline poni l’accento su aspetti che io non ricordavo più e che non fanno altro che accrescere la grandezza del lavoro di Lynch e l’attenzione prestata a tutti i particolari che come ho scritto più su rendono Twin Peaks un lavoro assolutamente inarrivabile.

    In conclusione il tuo è un ottimo lavoro che oltretutto denota l’impegno e la passione con la quale scrivi, bravissimo!!!

    • sempre troppo buono Long John, e poi con Lynch é facile farsi prendere dall’emozione e sognare … é vero non esisterà mai più un’altra serie come Twin Peaks, così come non esisterà mai un altro Lynch… solo copie di copie di copie di copie di copie di copie di copie…

  10. La serie nel suo insieme, non è male.
    era una novità. un po’ come X files e sout park.
    La recensione rende appieno l’atmosfera, le nuances, le atmosfere e, piccola criticala, lunghezza della serie ( non posso prendermi le ferie per leggere le tue recensioni!!!), che per fortuna non finiva mai.
    Sbatte in faccia la falsità del perbenismo e bigottismo americano (e diciamolo, mondiale) fatto di uomini di tutta facciata, integerrimi, assoluti sulla morale degli altri, ma putridi nell’animo, falsi. Chissà quanti padri di famiglia sudavano freddo, guardando in tv quello che anche loro facevano con le amiche delle figlie, o delle mogli.
    Tornando a noi
    Era davvero bello. un appuntamento fisso e ti faceva cagare addosso. Lo seguivo meno nei viaggi onirici, quando era troppo complesso, senza un vero motivo, ma giusto perchè sono pazzo e voglio mettere il fottito nano, ballerino, che, cazzo, deve parlare al contrario, altrimenti si capisce quello che dice e beh li mi annoiava un po’..che ci vuoi fare, ero ragazzo.
    Sono d’accordo con te, sul paesaggio, che io però interpretavo in questo modo: la purezza, la linearità della natura, del paesaggio freddo nei colori e nelle temperature, contro il caldo degli interni, non accoglienti e protettivi, ma torbidi e contorti. insomma l’eterno scontro tra il bene e il male.
    Hai mai visto una serie inglese degli anni ’70 : Zaffiro e Acciaio? cercala su internet.
    aloha max

    • la cercherò la serie inglese, e tu sai benissimo quanto mi faceva cagare addosso Twin Peaks… poi tu sempre arrabbiato é? ma mi piaci anche per questo!

  11. Ho adorato la serie di Twin Peaks, e la tua recenzione è a dir poco perfetta mi hai fatto rivivere in dieci minuti una storia a dir poco complessa ma affascinante, la descrizione dei personaggi è azzeccatissima, la grandezza di questa serie a mio avviso è stata data dalla genialità del regista che ha saputo mixare suggestioni oniriche, noir, fantascienza e ambientazione naturali e musicali in un cocktail senza eguali

    • se ci hai messo dieci minuti per leggerla penso che tu abbia messo il record!!! la maggior parte di quelli che l’hanno letta hanno perso il lavoro o la scuola per farlo! compliemnti per la velocità!!! grazie per la stima!

  12. Quando andò in onda per le prime volte Twin Peaks ero davvero piccolina, ma ricordo il lungo battage pubblicitario che anticpò la serie, con la musica di sottofondo caratteristica e la frase-slogan “chi ha ucciso Laura Palmer?”. Ricordo anche che nella mia scuola girellava un diario apocrifo della Palmer forse distribuito con Tv Sorrisi & Canzoni, ma potrei sbagliare testata.
    La serie in sè non mi appassionò molto, ma forse ero davvero poco interessata al genere, almeno a quell’età. La recensione mi persuade che magari dovrei rivederla con gli occhi e le conoscenze critiche attuali.

    • si era proprio Tv Sorrisi e Canzoni, e ti consiglio assolutamente di rivederla oggi la serie, analizzando la tua ottima e cupa scrittura su “Dr. Morgue” non puoi che godertela Twin Peaks, con occhi nuovi e più consapevoli!!

  13. Da quando Monacò mi ha costretto a vedere Twin Peaks ho inizato ad essere ossessionato dai nani e dalla sensualità morbosa di Audrey Horne, che sto inconsciamente cercando in tutte le donne nelle diverse latitudini d’Europa. Di nani, invece, ne ho trovati molti: persone troppo miopi per apprezzare le dinamiche d’assurdo e il ritmo del metafisico che traspare da una pellicola. L’unico modo di guardare Twin Peaks è sttraverso uno sdoppiamento di coscienza – bisogna trovare il giusto equiibrio fra percezione razionale e abbondono estatico, per raggiungere il piano psiclogico del realismo magico. Solo così che è possibile cogliere questa esperienza visivo-filosofica, penetrando nell’ossessione che ha abitato il regista e si è manifestata in serie televisiva. Chi l’ha girato, davvero, Twin Peaks? Il “fantasma” di Bob non somiglia tanto ai fantasmi ideologici che hanno corroso il novecento, occupando la coscienza degli uomini e controllandone le azioni? Cosa ci fa paura? Lynch ha individuato il nucleo inconscio del terrore e l’ha rappresentato in metafora chiudendo il Mondo in una città e gli archetipi in personaggi, initimandoci a ricordare che Bob continua a vivere.

    • il nucleo inconscio del terrore, della paura, non sai quanto hai ragione fottutissimo caso di omonimia!

  14. devo smettere di leggere, guardare filmini, vedere rare volte la tv, evitare youtube, evitare telegiornali, blog, giornali, saggi, e incominciare a guardare la società e il mondo esterno con gli occhi delle Twin Peaks e di David Lynch

  15. filmini = film di bassa qualità che passano da una ventina d’anni in mezzo mondo e li spacciano per grandi capolavori esempio (avatar)

  16. Twin Peaks. Indescrivibile perversione dell’immaginazione e dei sensi che ti avvolge e ti tiene incollato allo schermo con gli occhi sbarrati affamati del soggetto. Inietta nelle vene quel brivido di emozioni che pochi registi sono in grado di dare.
    La perdizione tra sogno, realtà, immaginazione lascia spazio alla mente dello spettatore di frugare tra i cassetti dei pensieri cercando una spiegazione ragionevole. Non esiste. L’essere umano ha tante sfaccettature, nulla è mai scontato e alla volte spiegabile.
    “Certe volte, le idee, così come gli uomini, saltano fuori e dicono, “Salve”. Si presentano, le suddette idee, con parole… Sono parole? Queste idee hanno uno strano modo di parlare. Tutto ciò che vediamo in questo mondo si basa sulle idee di qualcuno. Certe idee sono distruttive, altre, costruttive. Certe idee si presentano come sogni. Posso ripeterlo: certe idee si presentano come sogni”. ( Signora Ceppo)
    Lynch colpisce nel segno e ci guida nei mille volti di quella tranquillità apparente iniziale di un paesino come tanti per poi prenderci per mano episodio dopo episodio e condurci nella fitta rete di intrigo, timore, sensualità. Le apparenze ingannano, spesso si crede ciò che è, o pare più plausibile, mentre Lynch riesce a scavare nell’intimità più oscura celata nei personaggi.
    E mentre sei lì a guardare quel capolavoro sembra quasi di percepirne l’essenza, le inquadrature e le musiche ti stordiscono fino a desiderare di provare una sorta di trance estatica, una voglia di sindrome di Stendhal, dinnanzi ad un’opera di tale grandezza.
    Valerio complimenti!Sei riuscito, tra le righe, a riproporre la carrellata di immagini unita all’approfondimento essenziale dei dettagli, ma quello che è più importante è che sei riuscito a dare emozioni!!

    • Grazie mille Antonella, riuscire a dare emozioni simili a quelle che si provano guardando i film che recensisco é uno dei miei principali obiettivi…se ci riesco é sempre un traguardo raggiunto! complimenti per la citazione della “Signora Ceppo” ma non mi aspettavo niente di meno da te!

  17. Guardarsi allo specchio e non sapere mai cosa vedrai: questo è lo spettacolo degli spettacoli.
    Una serie tv capace di scavare a fondo nell’animo umano, nella sua duplice natura; un essere è capace di amare a dismisura, di vedere Dio nello sguardo di un’altra persona; ma è capace anche di torturare con la più immane violenza.
    So cosa significa per te Twin Peaks, so che è dentro di te… So che ai tuoi occhi tutto il mondo è Twin Peaks, e che ogni singolo essere umano potrebbe esserne un degno personaggio.

    Il rosso delle tende nel disegno è ipnotico, è vivo, deve essere lo stesso colore del sangue mentre scorre nelle vene…

    • Tu è meglio che non ti guardi allo specchio, sennò ti accorgi di essere un personaggio di Twin Peaks, tipo, mmmm mmmm, beh, “Nadine Hurley” e poi ti tagli le vene e schizzi tutto il sangue sul disegno del Vecchio Pappagorgio!

  18. Ciao Valerio, il primo desiderio irrefrenabile che viene in mente appena finito di leggere una tua recensione su Lynch e’ sempre lo stesso, buttare via tutto il mondo reale dalla finestra e mettersi davanti allo schermo per rivivere il sogno.
    che dire, la tua recensione e’ come al solito accuratissima, ci trovo cose che non sapevo e mai mi sarei sognato di credere che non sapessi tutto di tp. due cose su tutte, consiglio a tutti di darti seriamente retta, quando li metti in guardia a non affezionarsi troppo ai personaggi di tp, ti entrano veramente dentro e si incagliano all’anima, sono veramente magici. l’altra cosa e’ il tuo capitolo dedicato a bob e a mike………da brividi.
    bravissimo!

    • grazie mille “Bobby”, grazie per il tuo commento da quel sogno o incubo che é “Twin Peaks”, del resto possiamo trovarla in ogni piccola città dove viviamo, e anche gli incubi rendono tristi quelle persone che non sono capaci di farli!

  19. Ottima recensione, forse troppo minuziosa, personaggi descritti in maniera perfetta così come gli avvenimenti, per un attimo mi è sembrato di stare davanti la televisione, naturalmente ho scoperto cose che non conoscevo e che mi hanno fatto rendere conto di essere stato influenzato così tanto da questa serie da citarla involontariamente in una mia sceneggiatura, questo un po’ mi ha spaventato, David Lynch è riuscito ad entrare nella mia testa senza farsene accorgere, ma credo che sia proprio questo il suo potere.
    Per finire mi complimento con Monacò che è riuscito come al solito a stupirmi e a insegnarmi nuove cose.

    Non mi sarei potuto aspettare altro!

    bravo Valerio

    Achille

  20. Conosci meglio tu twin peaks di Lynch… Io non so da dove partire… il commento verrà bello lungo ma tu hai scritto un fiume di parole che dimostrano il tuo impareggiabile amore per quella che, a livello globale, è forse la migliore opera di Lynch. Sembra sia tu l’autore della sceneggiatura. Amo particolarmente i dettagli con cui farcisci le tue recensioni ma qua ti sei superato: ogni singolo momento degno di nota l’hai menzionato con classe sopraffina e trasporto emotivo, sei riuscito a dfifferenza di molti critici strapagati e, come diresti tu, comunisti a cogliere il vero senso di questa straordinaria opera con sole quattro righe: “… addentriamoci nel bosco più profondo ora, la “Caverna del Gufo”, “Glastonberry Grove”, dove tutto finisce. Dove la speranza si fa da parte per lasciare spazio alle profondità dell’abisso, dell’oscurità. Non affezionatevi troppo ai personaggi, a queste vite che non esistono, c’è tanto amore, ma anche tanta follia e crudeltà … e vi si spezzerà il cuore.” Adoro le tue recensioni rivedute e corrette ma qua è come se avessi dato fuoco alla vecchia recensione e avessi scritto qualcosa di così nuovo, approfondito e personale, impossibile da capire al 100% ( guarda un po, proprio come i film di Lynch ). Gli ultimi due paragrafi (la loggia nera e bob) sono quanto di meglio tu abbia mai scritto… da orgasmo! E le citazioni mai come stavolta sono state più azzeccate… Che cazzo ti devo scrivere più? Rinnovo ogni volta i miei complimenti ma stavolta non bastano, devo soltanto dire che sei uno che di cinema ne capisce veramente.
    Secondo me vivi ad Avigliano ma dormi a Twin Peaks.
    Michele Barbaro fai brutto.

    • facciamo che Twin Peaks lo conosco quanto Lynch non di più va! si, é la migliore opera di Lynch, anche secondo me … poi non ti nascondo che anche a me farebbe piacere essere strapagato ogni tanto,anche perché ho sempre barattato i soldi con la mia indipendenza artistica, ma si sa noi pazzi siamo fatti così! sono contento che ti sia piaciuta la recensione e anche il disegno del Vecchietto che tra l’altro mi é stato regalato da lui per il mio compleanno! Vivo ad Avigliano ma dormo a Twin Peaks é geniale Holden, ne prendo atto, e poi sai la stima che nutro nei tuoi confronti! Grazie Grazie Grazie

  21. Cavolo il tuo articolo è riuscito a far rivivere in me il ricordo di quel mondo fantastico che si nasconde dietro la saga di Twin Peaks. Come dimenticare il mitico Dale Cooper, lo sceriffo Truman, la simpatia di Lucy, le malefatte di Bobby Briggs, il fascino seducente di Audrey nonchè quelle calde atmosfere che accompagnano lo spettatore nel Double R Diner o nella Roadhouse ?!

    Twin Peaks non è soltanto una cittadina che non si può dimenticare! E’ un mondo che entra dentro noi spettatori, che ci rapisce dalla realtà permettendoci di vivere al suo interno, fra i suoi personaggi in quel viaggio che ci lascia l’amaro in bocca soltanto dopo i titoli di coda dell’ultima puntata.

    Questo articolo oltrepassa di gran lunga il limite di una semplice e disincantata recensione, sei andato oltre, riuscendo a mostrarci Twin Peaks attraverso gli occhi di tutti coloro che lo hanno amato e che tutt’ora adorano e sono spaventati dalle vicissitudini che si celano fra i secolari Douglas Firs……Splendido!

    Un diamante dalle mille sfaccettature incastonato fra sogno e realtà, fra ciò che è reale e ciò che non lo è, fra spiegabile e inspiegabile, descritto in maniera minuziosa e fervida da un articolo decisamente coinvolgente e meraviglioso.

    Complimenti ancora Monacò..

    • Grazie tante Claudio, ricordo ancora di quelle serate estive passate a chiacchierare di Lynch e di cinema insieme… Bei tempi, piuttosto disincantati!

  22. Ciao Valerio,
    Decisamente eccellente, è una recensione molto accurata…… non avevo mai letto una tua recensione è veramente molto dettagliata. Io adoro Twin Peaks non l’ho mai più rivisto ma per un momento era come se stessi guardando la tv…. complimenti, ma tantissimi complimenti. Non è da tutti riuscire a suscitare emozioni ma tu ci sei riuscito in pieno, almeno per quel che mi riguarda. Ho deciso di scaricarmi la serie, e da un po che ci penso, ero molto piccola quando vedevo Twin Peaks e mi chiudevo le orecchie per non sentire la canzone. io credo che questo sia un capolavoro, tutti dovrebbero vedere Twin Peaks per poter capire. Grazie per avermi dato la possibilità di leggere la tua recensione e ancora complimenti.

    • grazie a te per aver colto uno degli aspetti che più mi sta a cuore quando lavoro alle mie recensioni, riuscire su carta a trasportare l’atmosfera e le sensazioni della pellicola… grazie per averla letta e inquadrata in questo modo!

  23. Ancora una volta sei riuscito a trasmettere emozioni e sensazioni che difficilmente si riesce a trovare nella recensione di un film, nonostante, forse sarò uno dei pochi a non aver mai visto TWIN PEAKS, devo dire che sei riuscito a darmi un idea precisa e ben scritta di quello che è stato un evento televiso di cui all’epoca se ne sentiva parlare molto.

  24. 🙂 Ciao, Vale. Ci sono. Ossevo da lungi; scrivo.

    Mipiacemipiacemipiace il Tuo stile. Adoro i Tuoi costrutti fulgidi, brevi, essenziali, deliziosamente sintetici e puntuali. I contenuti, d’altro canto, denotano sempre una conoscenza dettagliata, un “sentire” che va ben oltre l’essere informato sui fatti.
    Il risultato è un succo denso, corposo e avvolgente, fatto di sapere – appunto – e di grande passione. Cinema e musica…

    Ci sono. Osservo da lungi. Talvolta scrivo.
    😉
    Complimenti.

    gina

    • ahahahahaha, perfetta nella tua pazzia ed eccentricità! degno personaggio di Lynch sei te!

  25. “E’ accaduto a Twin Peaks…”, così iniziavano gli episodi del serial che, nel 1990, si affermò come capolavoro televisivo.
    Magistralmente diretta da Lynch, la serie TV descrive i “luoghi comuni” di una piccola cittadina della provincia americana mescolando uno stile che unisce i maggiori generi di fiction di quegli anni, come il poliziesco, l’horror, la soap opera e la sitcom, a rivisitazioni di diversi generi cinematografici, come il western con il bordello stile saloon o il noir a cui si aggiunge l’umorismo di personaggi ironici e mefistofelici.
    “Accade sul Lucano Magazine” che Valerio Monacò, oggi, racconta con eclettismo e dovizia di particolari tutti i retroscena, i dietro le quinte e i più piccoli particolari della serie più amata e più chiaccherata degli ultimi anni. Monacò sembra quasi compiere un atto chirurgico, capace di restituire al telefim d’autore un’analisi artistica indispensabile per poter cogliere in profondità il progetto indecifrabile e onirico del visionario regista americano.
    Dunque vi invito a (ri)vedere la surreale serie televisiva che ha cambiato la storia dei serial TV e a (ri)leggere con attenzione la puntuale recensione di Monacò che indaga l’incubo lynchiano per scoprire al di là di ogni “ragionevole dubbio”, chi ha ucciso Laura Palmer!!!
    …Ma ricordate che non tutte le recensioni sono quelle che sembrano 🙂

    • MITICA In Halloween … come sempre in ritardo ma come sempre piacevole…e poi paragonarmi ad un chirurgo categoria che non stimo molto é una ficata e un tiro mancino, ma questo a te piace cara! grazie! e anche io non sono quello che sembro! stai attenta!

  26. Complimenti caro Valerio la recensione è bellissima! e che dire….Twin Peaks è un capolavoro assoluto!!! non riesco nemmeno a trovare le parole. Lynch è riuscito ad andare oltre…come sempre poi, per un genio del suo calibro, è riuscito a rendere una “semplice” serie televisiva in un’autentica opera d’arte.
    Quello che mi è rimasto dentro è quell’universo inconcepibile e inquietante partorito dalla mente di Lynch: nani che parlano al contrario, la loggia bianca e la loggia nera, sax che suonano da soli nella notte più fonda….. Twin Peaks è un sogno assurdo e bellissimo….bravo Valerio!!!

  27. Una serie Tv conosciuta,ma Mai vista.Difficile recuperare il tempo perso,visti i 1440’ minuti di regia.Mi fido di Valerio,che,come ogni volta,riesce a catturare tutta la mia curiosità,facendo viaggiare la mia mente tra un film e l’altro,per focalizzare il tutto.Dispiace avere un gap cosi profondo rispetto agli altri lettori,proverò a recuperare. Sono e sarò ripetitivo nel lodare la passione e la capacità nel recensire del Monacò.Davvero Complimenti

  28. Gran bella recensione, il lettore viene completamente rapito e si immedesima nelle scene. Cosa ne è uscito fuori….un lavoro creato da una persona che ci mette passione in ciò che fa…non è un lavoro arronzato. Del resto il dettaglio e quel plus in questi tuoi lavori sono dettate dalla passione che c’è in te. Complimenti per il lavoro!

  29. punch!!!una delle piu interessanti recensioni che ho letto…mette molta curiosità sapere tutto…ma proprio tutto quello che riguarda questa serie immensa…i personaggi…le loro storie…gl’intrecci…gli ambienti…le luci…gli omaggi che lynch fa ai suoi artisti preferiti…nn so perchè ma tutti i dettagli e le trame e sottotrame che lynch mette m ricorda palahniuk…ho sempre considerato questo regista un mostro d bravura e dotato di una mostruosa fantasia…fin dal primo film che ho visto(strade perdute) m ha lasciato senza parole…penso che twin peaks sia la sua opera piu bella,tetra,misteriosa che abbia mai fatto…c sono quasi tutti i generi dentro…mentre leggevo la recensione quando elence i genere che questa serie racchiude m è venuto in mente la sigla d arancia meccanica…aahah satyricon…drammatic…comedy etc…
    capolavoro

    • sono vere due cose: é assolutamente la migliore opera di Lynch per me e si i disegni del “vecchietto” (alias Michele Barbaro) sono scambiati da molti per delle locandine ed é il motivo per cui a volte non vengono proprio presi in considerazione, nonostante siano capolavori assoluti, deve abbassare lo standard!!!!!!!!! scherzo!

  30. ah…dimenticavo…complimenti x il disegno…spesso i diseni che accompagnano le recensioni li scambiavo pef le locandine dei film…assurdo

  31. Su questo telefilm ci sarebbero talmente tante cose. Firmato da un immenso David Lynch, riesce ad inventare un nuovo genere praticamente quasi inesplorato in quegli anni. Una vera “perla rara” che consiglio a tutti. GIUDIZIO DI MONACO’ COME AL SOLITO FANTASTICO!

  32. Chi ha ucciso Laura Palmer? …… horror,terribile,sentimentale,fascinosa…patica all’inverosimile!, tutta la serie inquietante e misteriosa incolla,prende,trattiene e “atrofizza”.
    Lynch denuda con la sua maestria i segreti che si celano in questa cittadina con particolare attenzione sulla duplice realtà dei protagonisti.(cime gemelle)..si sa che il Maestro insegue l’anormalità in senso sia fisico che psicologico..la contrarietà del normale ordine , il ridondante apparire di messaggi e enigmi.

    La tua ineccepibile recensione riporta indietro negli anni, in cui le musiche,i flashback,i respiri,i volti e le voci del coro dei protagonisti della serie cult rincorreva i nostri di anni.

    Capolavoro assoluto e recensione meticolosa, plausi e lodi a te!

    • e un grazie a te per seguirmi sempre (anche se con ritardo questa volta)… scrivere per me significa immedesimarsi e vivere in quelle parole che metto su carta…sentirne le musiche, gli odori, le paure e tutto il resto… é molto bello, una sorta di viaggio…

  33. Ecco perchè non ho mai seguito certi spaccati d’america, li rifiuto perchè la provincia americana è lontana profonda, isolata e ipocrita, li ho rifiutati perchè forse somigliavano ai miei e alla provincia alla quale appartengo e rifiuto. Certo a guardarsi allo specchio come si deve tutti ci vedremmo un pò nani senza un braccio. Peccato che della chilometrica recensione autobiografica di Twin esista solo il tuo talento scientifico nel recuperare ricostruire la dimensione astratta che riproponi in righe, purtroppo la polpa è altrove. Chisà se i talenti creativi potessero liberarsi dai tronchi in cui sono stati relegati pure da noi.
    Hai visto barbaro un pò surrelista!

    • spero che il nome con cui ti sei firmato non abbia nulla a che vedere con i giallozzozzi dell’as unicredit di cui si vocifera tu sia un tifoso…

  34. Non ricordavo quanto fosse bella questa serie televisiva, grazie al tuo articolo mi sono ritornati alla mente moltissimi particolari ormai dimenticati, il mio prossimo passo sarà rivederla assolutamente!!!
    Grande Monacò!!

    • la vedi rivedere assolutissimamente, io lo rifaccio almeno una volta all’anno, ne ho saltati solo un paio!!!

  35. Lo Zen oppure l’abilità di catturare un killer
    La mia puntata preferita ma tralasciamo questo dettaglio da niente.
    Twin Peaks…i picchi gemelli (come hai già ricordato tu Valerio), un viaggio verso la caduta (Falling – Badalamenti) in cui ciascuno è ciò che no nsembre e non vuole far apparire, un gioco di doppi, l’altro din dal titolo in cui anhce gli ambienti sono alter ego di un vissuto mai dimenticato e scomodo deja vù di sensazioni che riafforano a galla, le scale buie si incrociano e così le scale che portano alla stanza di Laura diventano le scale buie da cui scende Jeffrey in “Velluto Blu”, le prospettive si incrociano ed i mondi parallesi si incastrano stridendo…gli ingranaggi non sono ancora oliati. Il nano, il gigante, l’uomo senza braccio non sono aberrazioni di una mente spasimante per i freaks ma proiezioni di ciò che ciascuno potrebbe essere in bilico tra male e ciò che male non è ma non è neanche bene, eppure ciascun personaggio è incatenato a Twin Peaks fuori del quale sarebbe l’assurdo così come gli attori restano incollati ai personaggi (fortuna la loro che li ha voluti volti delle follie di una mente onirica).
    Il male non smetterà mai di appartenerci e questo lo sa bene il più antihollywoodiano regista mai esistito.
    I luoghi sono quelli della quotidianità a volte anche estremizzat in cui si arriva a decantare il valore di un caffè nero fumante pur i rassicurarelo spettatore medio mentre scivola lentamente verso il baratro di quelli che per lui sono gli incubi peggiori, dietro la quotidianità si cela il malsano che caratterizza ciascun contesto:bordelli oltre confine in cui necessitano travestimenti, case tra i boschi con tende rosse set di film hard; tutto a Twin Peaks ha la patologia della soap opera: amanti, paranoie, nevrosi e forse per questo non tutti i momenti sono riusciti…ma sarebbe come chiedere a Jack Nickolson di mantenere un suo ghigno oltre l’attimo in cui compare in volto…sarebbe mai la stessa cosa????
    Gli specchi si rincorrono negli arredamenti e ri ritrovano ad essere emblema dello schermo, il destino dello spettatore ignaro è guardarsi morire agonizzante.
    In ultima ma non per questo meno importante Laura:voce su nastro, visione della madre, assenza che domina gli eventi…verrebbe da pensare che l’unico ad aver realmente odiato intensamente Plamer sia stato solo l’amato Lynch…..e ce lo dimostrerà poi in “Fuoco cammina con me”.
    Molti si chiedono se mai ci sarà un post…già c’è stato…la puntata zero però è divenuto il mio “Mulholland Drive”.
    “La domanda giusta è dove se giunto tu fino ad ora?”

    Buon doppio a tutti.

  36. TWIN PEAKS – the lovely film of my childhood!
    It is necessary to learn Italian to read all your articles, Valerio!
    But, even Google Translator can not mess it!

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