Quel che resta di Venezia

La programmazione dal 16 Settembre.

Ci eravamo lasciati con la timida riapertura delle prime sale cinematografiche e con la promessa di tornare con titoli accattivanti e nuove pellicole “Made in Venezia”.

La realtà, però, è che nel primo finesettimana in cui nelle sale italiane sono apparsi alcuni dei titoli presenti alla Mostra del cinema, in concorso, nelle sezioni minori o fuori concorso, un dato che salta subito all’occhio è il più visto tra i film “veneziani”: Box Office 3D, l’imbarazzante parodia di Ezio Greggio che ha aperto di fatto la kermesse al Lido e che, come spesso accade con alcune sgradevoli pellicole italiane degli ultimi anni, sembra riscuotere un evidente successo di pubblico, forse perché la comicità è quella puramente televisiva e priva di slanci, rimasta ancorata ai modelli del Drive In e del Bagaglino e che si sposa perfettamente con le attitudini televisive imposte dai vari palinsesti, pubblici e privati. In realtà in Sala Grande al Lido, alla presentazione del film, rideva solo la Galleria (non a caso) e da lì provenivano i ripetuti applausi durante la proiezione: il resto era gelo e puro imbarazzo interrotto solo da un coraggioso e indignato urlo a metà film: “Vergogna!”.

Nonostante la critica inferocita però, il film di Greggio, dati alla mano, ha incassato oltre 300 mila euro in più rispetto al disaster movie diretto da Steven Soderbergh e presentato in concorso alla Mostra di Venezia, Contagion, che vanta nel cast attori come Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Laurence Fishburne e Marion Cotillard. Niente da fare. Box Office 3D rimane terzo in classifica, primo film italiano alle spalle di due grandi blockbuster di prevedibile quanto indiscusso successo: Super 8, lo sci-fi vintage diretto da J. J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg che continua a raccogliere consensi e favori della critica dagli USA fino a Locarno, e Kung Fu Panda 2, “l’anim-azione” Dreamworks ormai in sala da ben tre settimane.

Il cartellone lucano propone anche I Puffi in 3D, nuovo lungometraggio animato adatto tanto ai più piccoli quanto agli adulti, i quali scansano la noia grazie all’umorismo costruito tra le righe della sceneggiatura e pensato proprio per i più grandi, e Crazy, Stupid, Love, piacevole commedia romantica che comodamente non rinuncia ad alcun elemento tipico del genere sentimentale, arricchendolo inoltre con un cast notevole, Steve Carell, Julianne Moore, Emma Stone, John Carroll Lynch e Marisa Tomei, e con scelte vincenti di regia, come avviene nell’incipit del film.

E così veniamo a quel che resta di Venezia perché, si sa, la vera competizione inizia dopo il concorso. Disastrosi, in verità, sono alcuni debutti post-festival come per il film Terraferma di Emanuele Crialese (premio speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) che scivola addirittura all’ottavo posto dietro a un’altra leggera commedia italiana con Diego Abatantuono, Cose dell’altro mondo, presentata anch’essa in anteprima al Lido. Ma il peggiore risultato è forse quello de L’ultimo terrestre di Gipi che era sicuramente tra le opere minori della kermesse ma ugualmente da non perdere e che in Basilicata neanche è mai arrivato, ma senza colpa: il film è distribuito in sole 40 sale italiane, a differenza del film di Greggio che invece è proiettato su ben 304 schermi. Con queste proporzioni il calcolo è immediato e inevitabile. Meglio distribuito invece, e quindi più semplice da vedere, è un altro atteso e consigliato film italiano, presentato anch’esso a Venezia: Ruggine di Daniele Gaglianone, con Stefano Accorsi, Filippo Timi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino. Il film è in programmazione a Potenza così come il biopic su Vasco Rossi, la rockstar italiana che, nel bene come nel male, è stata protagonista a modo suo dell’estate appena trascorsa e della mostra veneziana con il documentario Questa storia qua.

Il vero film della settimana resta però Carnage l’ultimo e discusso, perché mancato leone d’oro, di Roman Polanski. Con questo film il regista franco-polacco punta alle origini teatrali della sceneggiatura, tratta da Le dieu du carnage di Yasmina Reza, ambientando la storia in tempo reale in un’unica stanza di un appartamento di Brooklyn con una resa tutt’altro che claustrofobica. Il film brilla per la regia, la sceneggiattura, per lo humor divertente, caustico e incalzante delle vicende e della straordinaria impresa attoriale dei suoi protagonisti: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, e John C. Reilly. Il teatro contemporaneo è costellato di drammi borghesi fatti di piccole frustrazioni quotidiane ma Polanski, grazie alla sua cinepresa d’autore, riesce a smascherare con occhio divertito ma allo stesso tempo lucido e disincantato il perbenismo e il moralismo dell’America, e non solo, più puritana.

Cosa c’è al cinema questa settimana? A voi la scelta, ce n’è per tutti!

 

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