Peppino Maglione: “Vi racconto il fenomeno Melfi”

maglioneDopo aver smaltito l’euforia derivata da un anno favoloso conclusosi con il salto, sul campo in C, siamo nel periodo cruciale in cui bisogna programmare al meglio, dietro le quinte, l’assetto e le strategie societarie per la nuova stagione. Ci ha concesso un’intervista in merito, Peppino Maglione, presidentissimo del sodalizio normanno, e che in patria è considerato un dio.

Come si sta preparando il Melfi per affrontare al meglio il prossimo campionato?
Al momento siamo alle prese con l’iscrizione che è la nostra priorità. Ci sono dei paletti, che sono sempre più restrittivi, da rispettare. C’è la fideiussione da 600 mila euro, e in più bisogna mettersi in regola con il pagamento di tutti i giocatori, almeno fino al mese di maggio. Per adesso siamo tutti concentrati su questo fronte. L’altro aspetto primario sul quale ci stiamo adoperando, è sicuramente quello delle infrastrutture: il campo, l’omologazione delle luci e dei fari, secondo quelle che sono le esigenze nazionali. La battaglia si inoltra un po’ su due fronti: non solo su quello dei pagamenti e delle fideiussioni; ma anche in ottica di un “aggiornamento” dell’Arturo Valerio. Ci vorrà una capienza minima di 3000 posti, un impianto luci a norma, e ci vogliono 800 posti per la tifoseria ospite. Insieme al Comune di Melfi abbiamo già avuto una riunione nei giorni scorsi, sia col sindaco Valvano che con l’assessore ai lavori pubblici, Fischietti. Da parte loro c’è la disponibilità ad andare avanti e si sta facendo il possibile per far si che i lavori partano al più presto. Questo è tutto ciò che preme al momento, e siamo alle prese con il discorso iscrizione, che è il nostro pensiero primario.

Dal punto di vista tecnico, dopo l’arrivo di Di Bari, come pensate di agire?
In questo momento il discorso tecnico passa un po’ in secondo piano, al di là della conferma dell’allenatore e dell’arrivo del nuovo direttore sportivo, Riccardo Di Bari. Loro stanno lavorando circa l’allestimento della nuova squadra: sicuramente il progetto Melfi non cambia. Sarà un progetto verde, che continuerà sull’onda delle passate stagioni, con la valorizzazione dei giovani, che sono le risorse del futuro. Dopo il 30 giugno affronteremo meglio questo punto: il primo obbiettivo ora, è la registrazione al campionato, e vorremmo esser tranquilli che l’iscrizione sia andata a buon fine per agire al meglio sul mercato.
Con l’arrivo di Di Bari, certamente non verrà modificato l’assetto e la tipologia di un Melfi operaio vistosi nelle ultime stagioni sotto la guida di mister Dino Bitetto. Sono stati già intrapresi contatti con alcune società per non farci trovare impreparati. L’obiettivo sarà il medesimo: selezionare e aggiungere in rosa i giovani migliori, con le motivazioni giuste.

Non parliamo di nomi, visto che non è ancora il momento. Ma un nome glielo faccio io: Cardinale. Cosa sarà di Roberto dopo l’addio del ds Novelli che ha recitato un ruolo fondamentale per il suo approdo in gialloverde?
Prima di tutto facciamo un plauso al direttore Gioacchino Novelli per il suo lavoro, a cui va un ringraziamento per aver contribuito a questa salvezza e riconosciuto il merito di aver “pescato” alcuni giovani molto interessanti. Cardinale è un giocatore esperto, molto importante nell’assetto del nostro organico, nonchè capitano della squadra. Ha un contratto in scadenza, con un’opzione di rinnovo. Da parte nostra c’è la disponibilità a proseguire il rapporto, ma valuteremo bene il da farsi, perchè dev’essere una decisione consensuale, e deve esser condivisa da entrambe le parti. Anche il discorso economico ha una rilevanza considerevole. Cardinale è stato uno degli artefici di questa promozione, ed anche quest’anno avremo bisogno della sua esperienza e professionalità.

Si è deciso di proseguire sulla “giostra Bitetto”, con la solita mentalità operaia, sacrificio, umiltà e lavoro di squadra. Quale sarà il ruolo che ricoprirà il Melfi in un girone ardente come quello che partirà da qui a pochi mesi?
Sicuramente, ad oggi, sulla carta saremo la cenerentola del torneo; naturalmente noi vorremmo cercare di non esserlo, ma facciamo i conti con le difficoltà economiche e i budgets limitati che ci sono. Paghiamo lo scotto sia di un po’ di inesperienza in un girone di tale portata, essendo la prima volta che lo facciamo; sia di un budget limitato, a dispetto di squadre che posso spendere. È vero che veniamo da 11 anni di Lega Pro, ma è pur vero che siamo una piccola realtà, che ha bisogno dell’aiuto di tutti per andare avanti. Questo “fenomeno Melfi” non è soltanto un fenomeno legato prettamente a Melfi, ma è un discorso che va oltre l’aspetto sportivo e ricade inevitabilmente nel sociale, coinvolgendo tutta l’area del melfese. È importante continuare ad esserci e continuare a dare soddisfazioni ai nostri tifosi. Loro però, devono capire che sarà un campionato durissimo e ci devono stare vicino.

La promessa?
Sicuramente cercheremo di raggiungere l’obiettivo, e ci proveremo con tutte le nostre forze.

Intanto è già partita la campagna abbonamenti. I tifosi stanno rispondendo bene e la vendita dei tagliandi sta procedendo in una direzione che lascia ben sperare. Un invito, a sostenitori ed appassionati, ad acquistare l’abbonamento. Non solo; la speranza che, con l’aiuto di tutti, e magari anche di qualche nuovo imprenditore, si possa assistere ad un campionato sì di fuoco, ma di cui il Melfi possa esser la miccia.

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Giuseppe Antonio Rinaldi

Giuseppe Antonio Rinaldi ha studiato Lingue e Culture Moderne Europee presso l’Università degli Studi di Potenza e presso la Universidad de Castilla la Mancha di Ciudad Real (ES), laureandosi nell’estate del 2013. Ha avuto varie esperienze fuori dalla propria Penisola, lavorando durante uno stage a Londra presso la British International School, prima di collaborare con la Comunità Europea in vari progetti Youth in Action all around Europe. Dal novembre 2013 collabora con Il Lucano Magazine, e dal marzo del 2014 ha iniziato la sua collaborazione con La Nuova del Sud. Si occupa di sport, attualità, eventi, cronaca, politica e arte.