«Volevo fare lo scrittore, poi ho capito che con le canzoni si acchiappava di più!»

mmRocco Spagnoletta, Dario Vista, Antonio Gruosso, Mimmo Gruosso, Renato Pezzano, Antonello Ruggiero, Rocco Azzarino, ovvero, gli interpreti dell’estate lucana 2014 che amano coinvolgere e sentirsi tutt’uno con il loro pubblico e con le loro canzoni, fatte di verità.

Sono partiti dieci anni fa, quasi per gioco pensando di non farcela, i Musicamanovella e sono arrivati ad essere i protagonisti di uno degli eventi più importanti, il “concertone” del 1° Maggio a Piazza San Giovanni di Roma. Tra giungo e luglio hanno portato la loro musica in tanti comuni della Basilicata e nel mese di agosto altre tappe in Campania, Calabria e un minitour in Sicilia.

Per capire a cosa è dovuto il loro successo abbiamo incontrato Rocco Spagnoletta chitarrista nonché cantautore della band.

Quando nascono i Musicamanovella e da dove è nato questo nome?
La storia dei MM fra poco la si studierà sui libri di storia per quanto tempo ormai è passato. Nascemmo esattamente 10 anni fa quando Vinicio Capossela venne a Pignola per studiare le nostre tradizioni musicali. In realtà i prodromi dei Musicamanovella vanno ricercati nel Gruppo Vineolae di Pignola che è stato un gruppo folk degli anni ’90 che ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali (1° classificato in Europa su 34 nazioni). Del gruppo Vineolae facevamo parte io, Dario Vista, Antonio e Mimmo Gruosso che poi avremmo formato i MM. Naturalmente, nell’agosto 2004 affascinati da uno dei più grandi concerti che la storia della Basilicata ricordi (Capossela a Pignola), abbiamo capito che la musica avrebbe dovuto far parte della nostra vita più di quanto pensassimo e così mettemmo su una band che all’inizio faceva riferimento a Capossela. E da Vinicio abbiamo mutuato anche il nome, infatti il nostro disco preferito era Canzoni a Manovella proprio di Capossela.

Dai vari concerti seguiti ho notato che, oltre ad essere una band musicale, siete anche un gruppo di amici. Cosa vi rende così affiatati?
Siamo cresciuti insieme. Antonio e Mimmo sono fratelli (ma nonostante ciò sono molto uniti), io e Dario siamo cresciuti insieme e siamo i più classici migliori amici, e tutti e quattro ci siamo conosciuti venti anni fa e non ci siamo mai più lasciati. (tra l’altro siamo anche gli uni testimoni di nozze degli altri, insomma siamo pure compari!!). Poi Renato Pezzano e Antonello Ruggiero sono entrati nel gruppo in un secondo momento ma hanno capito subito il clima che si respirava: serenità e fiducia reciproca, molto divertimento e soprattutto nessun padrone e nessun fenomeno: così sono diventati subito parte integrante della famiglia. E infine il maestro Azzarino, come si fa a non amarlo? Il segreto comunque è uno solo: ci vogliamo bene al di là della musica.

Parlaci dell’esibizione in Piazza San Giovanni.rocco 2
È stato uno spartiacque tra quello che volevamo fare e quello che dobbiamo fare, era arrivato il momento in cui dovevamo confrontarci con il resto del mondo. Il momento in cui la Basilicata era lontana e l’Italia, attraverso la Tv, ci guardava da vicino. E l’Italia riusciva a contarmi anche i punti neri sulla fronte per certe riprese ravvicinatissime!!! Ma mi hanno detto che ne siamo usciti abbastanza bene!!!

L’intervista integrale sulla musica e i progetti futuri dei Musicamanovella nel prossimo numero de Il Lucano Magazine!

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Flavia Adamo

Flavia Adamo

Sono laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi della Basilicata e per poter completare e acquisire le giuste competenze in ambito comunicativo ho deciso di proseguire il mio percorso universitario presso l'Università di Salerno seguendo quelle che sono le mie passioni e i miei interessi attraverso il corso di laurea magistrale in Teoria dei linguaggi e della Comunicazione audiovisiva. Collaboro con il Lucano Magazine da settembre 2013 occupandomi di tutto ciò che desta la mia curiosità in particolare in ambito culturale e artistico. Credo che la comunicazione sia alla base di tutti i processi umani e che bisogna sempre ricordare il passato per vedere le grandi cose che si sono fatte e si possono fare nel futuro. Spesso e volentieri sono le piccole cose che catturano la mia attenzione, in fondo sono “la passione e la curiosità a guidare l'innovazione”. (Dan Brown)