La via Lucana del benessere. Il finocchietto selvatico, una risorsa spontanea

La via lucana del benessere ci porta oggi a scoprire una risorsa spontanea che cresce nella nostra terra, il finocchietto selvatico.

1Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare Miller) è una pianta erbacea perenne che nasce spontaneamente soprattutto nelle regioni del Mediterraneo e lungo le coste, privilegiando i luoghi soleggiati ed incolti.  Appartenente alla famiglia delle Ombelliferae, la specie vegetale è caratterizzata da un rizoma biancastro e da foglie pennatosette e di colore verde brillante che si originano in autunno; in estate, compaiono piccoli fiori gialli ad ombrella solitamente con cinque o quindici raggi all’estremità di fusti eretti. I frutti, comunemente ed erroneamente chiamati “semi”, sono acheni oblunghi che si raccolgono tra agosto e fine settembre. Tutte le parti della pianta emanano un odore intenso, dovuto alla presenza di olii essenziali.

Probabilmente originaria dell’Asia Minore ma diffusa in tutta l’area del Mediterraneo, fin dall’antichità la pianta era nota per scopi alimentari, aromatizzanti e curativi. Non solo consigliata alle puerpere per favorire la lattazione, era assunta dai gladiatori romani per accrescere il loro vigore e coraggio. Nel Medioevo la medesima proprietà era enfatizzata dalla massima “Semen cum vino sumptum veneris moves actus, atque senes eius gustu juvenescere dicunt” (il seme del finocchio bevuto col vino eccita i piaceri di Venere e si dice che ridesti nei vecchi il giovanil vigore). I semi del finocchio erano utilizzati per aromatizzare piatti di maiale o conservare salumi. In epoca medievale è stato coniato il verbo “infinocchiare”, in quanto i tavernieri offrivano ai clienti il gambo di finocchio prima di servire vino di scarsa qualità.

Ad oggi l’ortaggio è utilizzato soprattutto del Sud Italia; l’uso è particolarmente diffuso nella nostra regione soprattutto nelle preparazioni a base di carne, salsiccia in primis, e pesce, meno in alcuni dolci e conserve di frutta, nonché come componente di liquori tipici. Nel cuore del Pollino ha origine, infatti, il Liquore al Finocchietto selvatico, tipico liquore artigianale lucano, preparato diluendo il finocchietto stesso con acqua, alcol e zucchero a seguito delle fasi di raccolta, selezione e macerazione.

I semi di finocchio, in virtù delle loro proprietà aromatiche, sono utilizzati come spezia per insaporire carni grasse.L’olio essenziale di finocchio è responsabile della gran parte delle proprietà della specie vegetale stessa.

La spezia in questione è in grado di migliore la digestione incrementando le secrezioni biliari, oltre a costituire un valido 2aiuto per ripristinare una flora intestinale ottimale. Contrasta i processi fermentativi dell’intestino crasso e contribuisce all’eliminazione dell’aria che si accumula nello stomaco e nell’intestino, riducendo, di conseguenza, meteorismo e spasmi intestinali. Tali proprietà, note come carmitive, sarebbero da attribuire all’azione eccitante del fencone.
Nelle affezioni bronchiali costituisce un valido rimedio quale blando espettorante secretomotorio e secretolitico, favorendo cioè l’eliminazione di muco e microrganismi. L’azione espulsiva è favorita anche dalla capacità del finocchietto di promuovere la contrazione della muscolatura liscia della trachea.
Il finocchio risulta attivo nell’equilibrare i livelli degli ormoni femminili, grazie alla presenza dell’anetolo e dei suoi polimeri, dotati di probabili attività estrogeniche. È pertanto utile ed ancora oggi utilizzato nello stimolare la produzione di latte nelle puerpere, nell’alleviare i disturbi pre-ciclo mestruale nonché i sintomi della menopausa.
Studi di laboratorio condotti su ratti ipertesi hanno evidenziato che somministrazioni orali dell’estratto acquoso di finocchio possiedono effetti ipotensivi nei confronti della pressione sistolica. Effetto correlato con la proprietà ipotensiva è quello diuretico, in quanto la specie favorisce la produzione di urina. L’azione detossificante fa del finocchietto un ottimo alleato della funzionalità epatica.
Dal punto di vista nutrizionale, il finocchio è ricco di fibre e sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo; di contro è povero di grassi, pertanto particolarmente consigliato nelle diete ipocaloriche. Il contenuto vitaminico significativo costituisce un’ulteriore importante proprietà benefica dell’ortaggio: contiene, infatti, a) vitamina A, essenziale per proteggere la pelle e la vista;b) vitamina B, fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio e del sistema nervoso; c) vitamina C, immunostimolante ed antiossidante.

In conclusione la nostra regione è ricca di una risorsa che cresce spontaneamente, tutta da valorizzare. Ed il finocchietto selvatico è proprio al centro di un progetto che vede la collaborazione tra l’Università di Basilicata ed il CRA-ZOE di Bella Muro, incentrato sulla biodiversità di specie lucane quale patrimonio da valorizzare e sfruttare. Ai ricercatori il compito di indagare sempre più a fondo le proprietà della specie incontrata oggi lungo la via del benessere, a noi consumatori quello di beneficiare degli effetti positivi per la salute umana di cui essa è dotata.

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Maria Carmela Padula

Maria Carmela Padula

Laureata in Biotecnologie Molecolari, arricchisce la sua formazione universitaria conseguendo il Dottorato di Ricerca in "Biologia e Biotecnologie" e frequentando scuole di perfezionamento in materia di nutrizione umana. Ad oggi "vive" quotidianamente il connubio cibo-salute, in quanto svolge l'attività di biologo nutrizionista e si occupa di ricerca in ambito universitario con focus principale su aspetti della salute umana (genetica dell'obesità, del metabolismo del ferro e delle neoplasie ematologiche; studio delle proprietà health promoting di specie vegetali di interesse nutraceutico e farmaceutico).