L’Angelo perso a Venosa. In ricordo di Alda Merini

L’Associazione Familiari Antistigma di Venosa sta organizzando, assieme a un nutrito gruppo di volontari e di liberi cittadini, una iniziativa denominata “I vicoli degli angeli”. Il progetto si pone come obiettivo principale la valorizzazione di luoghi per anni dimenticati, che tornano concretamente a vivere, non soltanto nei ricordi ma anche nei gesti quotidiani. Con questo proposito nasce il primo di una lunga serie di eventi che scaturisce dall’impulso di voler rinvigorire il centro storico e renderlo grembo di vitalità. “C’è un movimento segreto”, tratto da “La Carne degli Angeli” di Alda Merini, è stato un incontro denso di emozioni nelVenosa - Antistigma 004 magnifico chiostro dell’ex convento di San Domenico. Un luogo ricco di storia, dove i ricordi del passato possono essere recuperati e possono diventare modello di incontro, di relazione, di arte. È stata un’occasione di scambio e di arricchimento culturale e artistico per celebrare la giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco. Un omaggio per l’85simo anniversario della nascita di una straordinaria donna, che ha trasformato i propri limiti in continue soglie da superare.
Le voci narranti di Tonia Bruno, Simona Rizzitiello e Lara Daloiso non si sono limitate a decantare alcuni dei più bei versi di Alda Merini, ma ne hanno rappresentato l’essenza, supportate anche dall’intervento del paesologo Franco Arminio e della ricercatrice Ornella Spagnulo, che ha parlato della testimonianza di Alda Merini e delle sue speranze per un mondo migliore. Sono stati portati sul palco, allestito nell’anfratto dell’ex convento, anche i versi più belli di alcune appassionate poetesse venosine che raccontano la vita e l’amore, anche nel ricordo di chi ormai non c’è più, accompagnate da alcuni musicisti dell’hinterland. All’incontro era presente anche il vicesindaco di Venosa, Carmela Sinisi, che a fine serata si è lasciata andare a un commento sull’importanza dell’andare contro corrente, con convinzione, perché l’onestà intellettuale ripaga.
“È un petalo la tua memoria che si adagia sul cuore e lo sconvolge”, una delle infinite gocce nel mare aperto di un’anima introspettiva, quella della poetessa Alda Merini, che ha sempre combattuto il pregiudizio e l’emarginazione per mezzo della scrittura e della creatività. Per lei, la penna e il calamaio sono lo strumento, nel contempo ideale e razionale per denudare i preconcetti e le convenzioni sociali.
Naturalmente, tra gli obiettivi concreti dell’iniziativa vi è la riqualificazione urbana di uno dei Borghi più Belli d’Italia, la Venosa antica, attraverso una vera e propria opera di riconversione. L’arte è un viatico che apre mille porte e scrigni preziosi, misconosciuti, di grande bellezza. Quella bellezza scolpita nelle parole di una donna che non ha mai rinunciato alla propria libertà di pensiero.

Così, sulle orme di Alda Merini, l’immaginazione si concreta nelle arti operative e negli arredi urbani del riciclo. Così, la “cultura dello scarto” diventa nobile e pura. Non è più oggetto di steccati, ma un ponte di frontiera che trasforma la fragilità in un valore inestimabile. Salendo ai piani più alti dell’ex convento ci si trova dinnanzi a un cantiere aperto, dove ci sono i laboratori di riciclo. Qui vengono realizzati lavori figurativi utilizzando materiale da recupero, attraverso l’arte del consumato e del vecchio (shabby chic). “I laboratori artistici e di artigianato sono guidati magistralmente da Ettore Albergo, un giovane talento venosino che, a titolo gratuito, ha messo a disposizione le proprie energie fisiche per un tipo di arte a cielo aperto” dice Mariantonietta Dicorato, promotrice dell’Associazione Antistigma e responsabile Not ASP di Venosa.
Questi laboratori culmineranno nella realizzazione di vere e proprie botteghe artigianali grazie al contributo sostanziale de “La Bottega della Poesia – L’Angelo perso”, nata dall’idea di una poetessa, Michelina Sellitri, la quale è venuta a mancare.
“L’associazione aprirà all’arte e alla poesia il primo monumento storico di Venosa, per anni abbandonato perché un considerato un costo per l’amministrazione. I Vicoli degli Angeli è un progetto culturale e di socializzazione, un veicolo per attrarre il turismo. Ogni artista lascerà un monumento che sarà la testimonianza della sua presenza nella comunità” chiosa Dicorato.
L’associazione è aperta a qualsiasi contributo dei giovani talenti venosini (musicisti, pittori, ceramisti) che vogliono fare esperienza e contribuire alla crescita dei laboratori artistici.
La serata è stata allietata dalle parole soavi di alcune muse della poesia che hanno portato, a livello locale, con la loro voce un soffio di emozione delicata, ma carica di enfasi, che ha smorzato il vento freddo, in una serata di inizio primavera.
La poesia può assumere un valore “pedagogico” perché non si limita a descrivere un ambiente, la natura o il volto di un bambino, penetra i sentimenti dell’uomo, ne scorge i colori, la bellezza, le diverse tonalità, in modo che una impressione si trasformi in pathos, palpitazione, in turbamento e rinascita. Assume quasi un valore escatologico, di liberazione dai lacci del conformismo. La poesia è anche la semplicità che traspare in quel gioco di parole che è la polisemia della vita. Il gioco scuote il bambino e lo porta, mano nella mano, verso l’età adulta. Questo e molto altro è emerso durante la serata.

Altra nota importante: gli organizzatori e i volontari hanno deciso di mettere in atto un’idea, quella di coinvolgere i presenti in una sperimentazione. Mettersi a confronto con se stessi, provando ad esprimere il proprio vissuto in versi. Gli uditori hanno deposto dei fogli con i propri pensieri in un’ampolla di vetro. Poi, alcuni pensieri, estratti a sorte, sono stati letti. Non per ultimo, l’intervento di Franco Arminio si è soffermato, con piglio vigoroso, sulla situazione di marginalità in cui la Basilicata – e più in generale tutto il meridione – nonostante i suoi paesaggi splendidi, continua ad essere sepolta. Una doccia fredda con cui bisogna fare i conti, alla luce dei numerosi tentativi con cui si cerca di demolire lo straordinario patrimonio di cui il Mezzogiorno gode. Una nota politica non affatto stonata in una serata dedicata alla poesia e alla bellezza. Sperando che la bellezza vinca sulla deturpazione morale, fisica e psicologica che solo i mediocri sanno apprezzare.

Print Friendly, PDF & Email
Marianna Gianna Ferrenti

Marianna Gianna Ferrenti

Laureata specialista in Teoria e Filosofia della Comunicazione e magistrale in Scienze Filosofiche e della comunicazione. Iscritta dal 2012 all’Ordine Nazionale dei Giornalisti (elenco pubblicisti della Basilicata), collabora con Il Lucano Magazine e Il Quotidiano della Basilicata dal 2009. Si occupa delle notizie relative al territorio del Vulture Melfese.