“Li picc’ d’la migliera…”: la commedia brillante potentina

Se dovessimo definire il talento, l’impegno e la bravura della Compagnia Dialettale Potentina di Zi Gerard, della commedia in sé e della regia di Dino Bavusi, utilizzeremmo un unico aggettivo: brillante. La scelta di presentare una commedia in vernacolo potentino fa riscoprire le radici di questo linguaggio: una lingua da recuperare, da amare. Ne parliamo con uno degli interpreti, l’attore e regista potentino Rocco Laurita.
Rocco, potresti presentarci la nuova commedia di cui sei regista?
Questa commedia si chiama “Li picc’ d’la migliera…” ed è una commedia in due atti in dialetto potentino perché l’autore, Dino Bavusi, è uno storico del teatro di Potenza. Dino Bavusi, l’anno scorso, ha festeggiato i 50 anni di teatro del Centro Artistico di Basilicata. Ha sempre fatto queste commedie in vernacolo e sta cercando di mantenere l’uso del dialetto e della storia di Potenza altrimenti potrebbe essere anche persa. Ci sono dei termini, dei modi di vedere che ai giovani risultano desueti o poco noti. Lui e la moglie Melina Caggiano da sempre hanno formato una coppia vincente perché hanno sempre fatto teatro in vernacolo denunciando avvenimenti locali o parlando di problematiche legate a Potenza e dintorni. Hanno realizzato il famoso programma: “Fatt d’ n’gasa nostra” che è andato in onda, per diversi anni, su emittenti locali e con loro c’era anche Ferdinando Lagrotta, con il quale, anche in questa occasione, recito. Questa commedia è di stampo più moderno di altre perché tratta di temi attuali. Si parla, tra le varie cose, di fuga di cervelli, dell’accoglienza e dell’aggregazione di immigrati. È ambientata ai giorni nostri. La scena presenta una coppia matura, in pensione. Hanno un figlio che la mamma protegge molto, anche troppo. Il papà, invece, lo contesta perché questo figlio è schiavo della tecnologia, è pigro, sembra che non abbia addirittura simpatia per le donne. Il padre nutre anche dubbi sul figlio di questo tipo. La mamma cerca sempre di difenderlo mostrando il figlio come una persona seria e studiosa e il padre, in più occasioni, porrà sempre l’accento su questa domanda: “Tanti anni che studia e allora perché non si è ancora laureato?”.
Idee diverse all’interno dello stesso nucleo familiare…
Sì. La mamma vorrebbe tanto che lui diventasse avvocato. Il marito vorrebbe che facesse un lavoro più concreto. Il padre era un salumiere. Aveva una salumeria che ha dovuto chiudere perché non è riuscito a gestire i soldi che aveva a disposizione in maniera brillante. All’interno della commedia si creano una serie di equivoci divertenti. Accade che i due coniugi, ad esempio, nel cambiare i mobili accumulano dei debiti che poi non vogliono pagare. Si presentano, allora, a casa i creditori che avanzano soldi. Il figlio sceglie un’altra strada ma non ti svelo il finale. Dentro casa entra anche un’aiutante cameriera, una donna di nazionalità rumena, che aiuterà la madre nelle faccende domestiche. Ci sono tanti sviluppi comici con personaggi grotteschi. Pensiamo al cognato tirchio che non vorrebbe mai spendere soldi e, invece, finisce sempre per sborsare denaro in quantità. È un teatro molto spontaneo. Abbiamo a disposizione un canovaccio e i nostri attori sono sempre disposti ad arricchirlo con battute extra.
Quando sarà presentata la commedia e dove?
Vi aspettiamo al Teatro Stabile di Potenza giovedì 27 aprile e, in replica, venerdì 28. Il sipario è alle ore 21:00 e il costo del biglietto è di 10 euro per le poltrone ed i palchi al primo e al secondo piano. Per il terzo e il quarto piano il costo è di 5 euro dato che i posti non sono numerati.

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Debora Colangelo

Debora Colangelo

Laureatasi in Lingue e Letterature Moderne Europee ed Americane, nutre uno spiccato interesse per la letteratura italiana, francese, inglese, americana. La lettura, la traduzione e il disegno sono le sue grandi passioni.