FRANA DI POMARICO MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO

La frana che ha interessato il centro storico di Pomarico ha danneggiato numerose abitazioni civili e infrastrutture come la principale strada di collegamento con i borghi vicini, le reti idriche, fognanti ed elettriche nonché alcune attività commerciali.
Il fenomeno è riconducibile alla riattivazione rapida di un preesistente corpo di frana; infatti, solo in parte sembra aver coinvolto porzioni di versante integro dato che la sua attivazione è avvenuta mediante un movimento complesso, come dicono i geologi, in parte evolvente in colata con una evoluzione che ha mostrato una distribuzione di spostamenti di tipo regressivo.
Quasi tutti i paesi Lucani sono nati “arroccati” sulla sommità di rilievi più o meno estesi e ripidi per garantirsi una maggiore sicurezza dagli assalti nemici e per superare il problema della malaria.
Sopratutto negli ultimi 30 anni si sono estesi a dismisura ben oltre gli originari e sicuri confini, andando spesso ad impegnare aree di allettante morfologia ma in realtà instabili o virtualmente tali.
Queste, infatti, nascondevano l’insidia di una genesi da frane pregresse dovute alle scadenti caratteristiche geotecniche e spesso perennemente sature di acqua.
Pertanto, la stragrande maggioranza delle frane recenti ed attuali è riconducibile a fenomeni di riattivazione parziale o totale dei corpi di frana pregresse, non di rado antichissime, così come si è verificato proprio a Pomarico.
A mio avviso la Pubblica Amministrazione insieme agli imprenditori e ai liberi professionisti dovrebbero dare vita ad un percorso comune affinchè si possa ridurre i ritardi e raggiungere risultati concreti per la messa in sicurezza del territorio.
L’insieme di queste tre entità dovrebbe avere come scopo principale quello di facilitare la partecipazione ai bandi, intercettando la maggior parte dei fondi strutturali possibili di carattere europeo ed accedendo ai piani operativi regionali e nazionali.


Ma sopratutto impegnarsi a trovare la soluzione per semplificare le procedure dell’assegnazione degli incarichi di progettazione e dei relativi appalti affichè si possa nei tempi più brevi possibile cominciare a riaprire qualche cantiere, visto anche lo stato di crisi esasperata in cui vive il mondo delle costruzioni.
Sarebbe importante che anche da noi, nascano più società di professionisti costituite per l’esercizio di una o più attività professionali in grado di dare più competenza alla realizzazione di in tempi brevi dei progetti esecutivi necessari.
Nella nostra regione come anche nel resto della nazione il modello predominante è quello della piccola e media impresa che fino a qualche anno fa è stato il traino della nostra economia, grazie sopratutto alla loro flessibilità e adattabilità agli andamenti del mercato, oggi assistiamo a causa della globalizzazione a una continua e crescente estinzione.
Pertanto mi auguro che la politica si prenda le sue responsabilità, in quanto intervenire dopo l’accadimento di eventi clamorosi significa spendere molto di più che intervenire prima dell’evento.
Solo in questo modo si pongono le basi per una prevenzione vera finalizzata alla messa in sicurezza del territorio.
Per concludere, in base alla mia esperienza degli ultimi tempi, per iniziare l’attuazione di alcune delle cose espresse sopra, servirebbe riattivare in modo costante il tavolo dell’ OSSERVATORIO OO.PP. della nostra Regione.

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Vito Arcasensa

Vito Arcasensa

Editore e Direttore de Il Lucano Magazine