MUCCHE PODOLICHE ED I LORO MAGNIFICI PRODOTTI ” SCAMORZE DE TRE JUORNE E CASECAVALLE DE TRE GANNE

La transumanza è stata riconosciuta come PATRIMONIO UNESCO a BOGOTA’.
Le mucche podoliche, che hanno impreziosito da sempre il paesaggio agricolo della Basilicata e dell’Italia meridionale, sono quelle provenienti dalla Podolia, regione dell’Ucraina che confina con la Polonia, pare importate nel 452d.C.dagli Unni e forse dagli stessi Romani. Sono mucche di colore grigio più o meno intenso con striature scure, che hanno la caratteristica di percorrere fino a 60Km al giorno e sono molto parche nell’alimentazione. I maschi presentano corna a mezza luna, mentre le femmine a forma di lira. Vengono allevate come produttrici di carne ed anche di latte (fino a10/ 15 litri al giorno), che viene utilizzato per produrre magnifici latticini(caciocavallo)conosciuti in tutto il mondo(scamorze di 3 giorni e caciocavalli di tre anni).
La Basilicata insieme ad altre regioni, è stata il luogo dove la transumanza è stata molto praticata, specie per le mucche podoliche, “una consuetudine di allevatori di condurre nella stagione calda le mandrie in regioni elevate ove trovano, con una temperatura mite, buoni e profumati pascoli”. Le finalità perseguite erano: – economiche, allo scopo di esaltare il rendimento produttivo del capitale, – agrarie, al fine di utilizzare come pascolo foraggi freschi che le differenze stagionali della vegetazione spontanea offrivano al monte ed al piano, – biologiche, nella immancabile selezione che la vita transumante operava eliminando i soggetti più deboli, – zootecniche, nel senso del miglioramento della razza per mezzo degli incroci e nello sviluppo più armonioso delle forme per la quotidiana ginnastica funzionale. Tutto questo avveniva attraverso larghe vie erbose di terreno saldo (tratturi principali), nelle quali spesso sboccavano altre più ristrette secondarie (bracci o tratturelli). In queste vie il lungo isolamento era rotto, a primavera ed in autunno, dal vociare dei conduttori e dai loro canti, ora gai ora accorati, che si confondevano col monotono muggire delle mucche, spinte sul cammino prefissato e quasi interminabile, con a guardia grossi cani latranti solo in caso di pericolo.Per la notte si fermavano in zone stabilite dove avrebbero potuto riposare e trovare acqua a sufficienza per dissetarsi.
Nelle aziende agricole in Basilicata fino agli anni 50 erano utilizzate come animali da tiro, ma con l’avvento delle macchine il loro utilizzo ha subito un brusco declino. Caratteristica della razza sono il forte adattamento ad ambienti difficili e la capacità di sfruttare attraverso l’allevamento allo stato brado quelle risorse alimentari, che, altrimenti, a causa della loro collocazione in terreni difficili di aree interne, non potrebbero trovare altra utilizzazione. Questo è il motivo per cui sono soggette a transumanza, specie nei periodi invernali, quando il loro habitat naturale è coperto di neve. Per la transumanza si suole porre in testa alla mandria una mucca adulta, che non ha partorito, con una campana di oltre 5Kg al collo e che con i suoi anni di transumanza conosce già la strada. Al suono di questa grande campana tutta la mandria (fino a 500 animali e oltre) segue la mucca capomandria e può, “da sole a sole “,percorrere fino a 60 km. attraverso paesi, foreste, strade impervie e fiumi in piena.
In un magazzino antico chiamato” del prete”, di nostra proprietà a S:Arcangelo, abbiamo trovato appese centinaia di campane di tutte le dimensioni che erano utilizzate dalla numerosa mandrie quando per ragione di pascolo erano portate in transumanza.