Nuovi e vecchi business: come e perché ri-partire

Il momento è complicato, impossibile sostenere il contrario. Oltre alla delicatissima emergenza sanitaria, anche dal punto di vista lavorativo molte persone stanno risentendo delle misure restrittive imposte dal Governo per combattere la diffusione del Covid-19. Dietro questa enorme difficoltà, però, può nascondersi una grande opportunità: quella di sfruttare l’occasione per ripartire, rimettersi in gioco e rinascere in un nuovo business, colmando quei “vuoti” che inevitabilmente e purtroppo si sono aperti nel corso di questa crisi.

Cogliere le opportunità

Per ripartire è bene conoscere prima di tutto la situazione delle imprese italiane, studiando i propri competitor o magari cercando dei nuovi partner commerciali. A tale scopo la prima e più semplice cosa da fare può essere, ad esempio, consultare portali specializzati come iCRIBIS, che mette a disposizione strumenti di analisi e approfondimenti vari sullo stato delle aziende italiane. Informazioni importanti sia per un’azienda che intenda lanciare un nuovo business, sia per quella che invece voglia rilanciarsi, adeguandosi ai tempi e sfruttando gli innumerevoli vantaggi offerti dal digitale.

E altrettante sono le attività che possono essere studiate in questo periodo per crescere e farsi trovare pronti in vista della riapertura. Analisi decisive possono essere fatte ad esempio per progettare una “customer experience efficace”, domandandosi quindi quali siano gli strumenti adottabili dall’azienda per rispondere alle nuove aspettative del cliente.

Per chi ancora non lo avesse fatto, poi, è fondamentale utilizzare tutte le opzioni che offre il web: dalla cura di un personale sito internet, sul quale possibilmente stimolare una sorta di “attesa” della riapertura, alla gestione dei social media, comunicando le proprie offerte commerciali e ampliando di conseguenza le proprie possibilità di vendita. Magari creando delle promozioni, oppure descrivendo le misure precauzionali che saranno utilizzate per garantire la sicurezza dei clienti, come l’introduzione (dove necessario) del termoscanner, del servizio di take-away e così via.

Ripartire in sicurezza

Molto dipende ovviamente anche dalle nuovissime indicazioni e disposizioni appena comunicate dal Governo per regolare la “Fase 2”. In un clima saturo di parecchia incertezza, di sicuro la parola chiave sulla quale non si potrà transigere sarà quella della prudenza.

L’Italia sarà riaperta per gradi successivi, eventualmente con la possibilità di fare dei passi indietro, magari con delle misure di lock-down locale. Le aziende saranno riattivate a scaglioni e sarà regolato certamente l’utilizzo di mezzi pubblici per evitare il sovraffollamento negli orari di punta. Questo avverrà anche con l’incoraggiamento a utilizzare il car sharing e soprattutto la bicicletta, mezzo che permette non solo di avere un distanziamento sociale, ma pure di limitare l’inquinamento.

Si cercherà di trarre spunto anche al modo in cui è ripartita la Cina, che oltre ad aver introdotto misure per garantire la sicurezza all’interno delle imprese al fine di evitare nuovi contagi, ha investito pesantemente sul digitale. Lo ha fatto prendendo spunto dai dati registrati tra gennaio e febbraio, quando con le vendite al dettaglio che crollavano del 20,5%, allo stesso tempo si registrava un incremento del 3% di quelle online, per un totale di 159,1 miliardi di dollari.

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