Lavori in corso e rinnovamenti di facciata

Piazza Prefettura inizi 1900

-65; -64; -63. Scandisce la Gazzetta del Mezzogiorno che dalla sua posizione privilegiata dell’affaccio su Piazza Prefettura segue da presso i lavori di ristrutturazione della piazza e ce ne informa. La Benetton, da parte sua, ha tappezzato la città di manifesti che ritraggono la piazza e vecchi angoli della città con un gesto di qualificazione della memoria che merita un encomio. Le pietre che disegnavano la piazza voluta nel 1800, formandone e valorizzandone la forma e l’estetica che la collegavano agli avvenimenti di quel secolo che l’avevano determinata e ne avevano firmato il senso,  sono sparite (quale destino è stato loro riservato?). Viene cancellato il segno di una storia di duecento anni che ha tutto il peso di una documentazione “archeologica”, di conferma e studio dell’antico, nell’unica piazza nata e strutturata secondo un progetto chiaro nella città dove la predominante è la categoria della piazza che non c’è. Disturba la soluzione che si prospetta, distante dalla estetica dell’insieme. Piaggeria ed omologazione, fittiziamente giustificato dalla necessità di spendere fondi europei, squalificano l’ambiente e deturpano quanto si era salvato. Il senso della storia degli interventi, in questa nostra città, d’altra parte, è ben documentato nel libro di Antonio Motta, Memorandum per il centro storico di Potenza, Archivio Lucano Studi Territoriali-Potenza, Zafarone Potenza. “ I risanamenti sono risultati più devastanti dei terremoti..” afferma l’autore.

Nel frattempo, ben impacchettati, restano i piloni sul Gallitello a segnare la sospensione sine die di quel  cavalcavia, unico realmente necessario nella zona ed efficace per sciogliere il nodo del traffico nel punto nevralgico del passaggio a  livello. Imprese edili con contratti diretti con il committente e imprese che hanno preso in subappalto sono in difficoltà per i mancati incassi.

Il fastidio per gli errori di chi ha la gestione della cosa pubblica non ha assolutamente colorazione partitica e si alza particolarmente significativa lì dove, malgrado  vicinanze ed appartenenze, si chiede un cambio di rotta.

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Margherita E. Torrio

Ha insegnato nei Licei. Attualmente è iscritta all’Ordine dei pubblicisti e dei giornalisti della Basilicata. Scrive su testate locali e si interessa di ricerca.