Casertana-Melfi dal sapore di C

curvaCasertana-Melfi è stata una bella partita, come ci si attendeva alla vigilia. Ottima cornice di pubblico in un Pinto stracolmo ed euforico per un urlo di gioia atteso per ben 21 lunghissimi anni, dopo uno 0-0 che va bene a tutti. La Casertana davanti al proprio pubblico, è scesa in campo con le intenzioni di chiudere i giochi in un torneo drammatico come questo; da par suo, il Melfi non ha sfigurato, anzi. Molto dinamico e reattivo fin da subito, ha fatto la sua partita ordinata, senza subire più di tanto, anche in 10 uomini a seguito dell’espulsione combinata a Cruz per doppio giallo.

È del Caserta la prima occasione: su angolo dalla sinistra di Correa, Mancino di testa colpisce la sfera in mischia, che si stampa sulla traversa. Il Melfi risponde 3’ più tardi con un traversone tagliato di Neglia, sul quale arrivano di poco in ritardo prima Ricciardo e poi Tortori. Ritmi altissimi fin dalle prime batture. Al 16’, punizione dalla trequarti destra di Neglia, palla dentro per la testa di Dermaku, che trova l’ottima risposta di Fumagalli, che devìa in corner.

Ancora sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, Favetta ha la palla dell’1-0 da due passi, ma spedisce alto. Poi ci prova ancora Mancino, con un tiro al volo su calibratissimo lancio di Correa, che termina di poco alto, quando eravamo agli sgoccioli della prima frazione.

Nella seconda parte, subito gol annullato a Cucciniello al 3’, su perfetto filtrante di D’Alterio dalla destra. Poi è la volta del Melfi: bandierina alzata al 6’, quando Cruz insacca di testa su calcio piazzato di Pinna dalla sinistra. Ancora Mancino all’8’, ha sulla testa la palla del possibile vantaggio per i campani, ma spreca di poco alto da posizione favorevole.

Al 15’, momento cruciale del match, quando si vedeva una Casertana molto più rintanata rispetto al primo tempo, ed un Melfi che dava l’impressione di poter anche colpire in alcune circostanze: Cruz, vuoi per ingenuità o vuoi per istinto data la ghiotta occasione profilatasi, si allunga la palla col braccio, il che costa per l’attaccante brasiliano il secondo cartellino giallo, e Melfi in 10 uomini.

Nonostante l’inferiorità numerica, il Melfi non è sembrato mai in balìa dell’avversario; al contrario, al 34’, su una punizione di Tortori, Rinaldi, subentrato per Cardore alla mezz’ora del secondo tempo, avrebbe avuto la palla del clamoroso 0-1, se solo fosse stato più lesto nella conclusione. La Casertana, come ci si attendeva, ha dimostrato tutto il suo valore tecnico, legittimando una promozione meritatissima data la caratura dell’organico campano. Al 90’, la festa del Pinto pienissimo. Più di 6000 per un traguardo tanto voluto e tanto atteso da una città che ha dimostrato sempre il suo attaccamento alla maglia, e che finalmente è ritornata a far parte del Calcio che Conta.

Un augurio alla Casertana, nella speranza che il Melfi raggiunga presto il suo obbiettivo, come ha auspicato a fine gara il grande ex Ermanno Fumagalli: “Ho visto un Melfi pimpante ed in forma. Secondo me C raggiungerà presto nel calcio importante e si toglierà tantissime soddisfazioni”.

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Giuseppe Antonio Rinaldi

Giuseppe Antonio Rinaldi ha studiato Lingue e Culture Moderne Europee presso l’Università degli Studi di Potenza e presso la Universidad de Castilla la Mancha di Ciudad Real (ES), laureandosi nell’estate del 2013. Ha avuto varie esperienze fuori dalla propria Penisola, lavorando durante uno stage a Londra presso la British International School, prima di collaborare con la Comunità Europea in vari progetti Youth in Action all around Europe. Dal novembre 2013 collabora con Il Lucano Magazine, e dal marzo del 2014 ha iniziato la sua collaborazione con La Nuova del Sud. Si occupa di sport, attualità, eventi, cronaca, politica e arte.