Proverbi: fra antropologia e filosofia

Ad un primo livello, semplice e non impegnativo, i proverbi possono interessare per pura curiosità. A questo livello quasi banale si può far ricorso a semplici raccolte, come ad esempio le varie raccolte popolari o gli almanacchi locali. Su questo piano si pone la paremiologia in quanto raccolta e descrizione dei proverbi. Ma questo è un livello, ribadiamolo, semplice ed elementare poiché si tratta solo di elencare e descrivere brevemente i vari proverbi delle diverse culture. Fin qui non c’è e non ci può essere nulla di profondo. Una raccolta non è altro che un insieme di dati registrati in alcuni documenti.

1Invece, se consideriamo i proverbi dal punto di vista dell’antropologia culturale allora ci appariranno sicuramente un po’ più interessanti. Perché? Per il semplice motivo che l’antropologia li considera come prodotti culturali, come idee, credenze, valori che sono o possono essere utili, che hanno o possono avere un valore adattivo. In questo senso sono interessanti perché utili per la sopravvivenza dei gruppi sociali che li adottano. Questa lettura antropologica dei proverbi va molto al di là della semplice classificazione e descrizione che può offrire la sola paremiologia, ci spinge a riflettere seriamente, a capire i significati reconditi di ogni proverbio.

Prendiamo ad esempio un proverbio tratto dalla paremiologia lucana: na capa bona val’ chiù r’ ciend frazz’ (una testa buona vale più di cento braccia). Il suo significato è abbastanza evidente: l’intelligenza è più importante della sola forza bruta. Ma da un punto di vista antropologico perché questo detto dovrebbe essere preso in seria considerazione? Evidentemente perché è un prodotto culturale, e se è un prodotto culturale allora contiene informazioni utili per l’adattamento e la sopravvivenza. In questo caso ci sono informazioni culturali utili? Certamente perché la semplice forza fisica se non è diretta da nessun cervello risulta un pericolo serio, energia che si spreca senza direttive, azioni insensate.

E  la filosofia? Cosa può mai dire? In primo luogo considereremo la caratteristica essenziale della filosofia, il pensiero critico. Il pensiero critico riguarda la capacità di superare le apparenze, di vedere oltre la superficie delle cose, di andare al di là della loro manifestazione fenomenica.

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