A Potenza la F.I.D.A.P.A. parla dell’integrazione socio-sanitaria nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria

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La naturale evoluzione della società è un fenomeno che inevitabilmente condiziona scelte e decisioni. Nuove scoperte e ritrovati della ricerca permettono il miglioramento della qualità della vita e ci consentono di vivere meglio e più a lungo. Tali cambiamenti portano, nei paesi occidentali, ad una diversa composizione demografica che disegna una popolazione sempre più anziana. E tutto questo sembra essere più vero in Italia e in Basilicata dove è alto è il numero degli ultra 75enni.

Le problematiche connesse a questo stato di cose sono state affrontate il 13 marzo 2015 in un incontro promosso a Potenza dalla sezione locale della F.I.D.A.P.A. dal titolo “La necessità dell’integrazione socio-sanitaria nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria”. Presso la Sala dell’Arco del Comune la presidente Licia Viggiani nel ricordare l’impegno della F.I.D.A.P.A. nel rivalutare il centro storico della città e dopo aver salutato e ringraziato il sindaco Dario De Luca, ha presentato il relatore Vincenzo Viggiani, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona” di Salerno.1

Il dott. Viggiani, potentino di origine, ha all’attivo una lunga esperienza in ambito sanitario esplicata sia nei competenti uffici della Regione Campania, sia nella formazione e sia in pubblicazioni scientifiche da lui curate. La sua laurea in Sociologia e la successiva specializzazione in Sociologia Sanitaria gli hanno consentito di maturare una visione del mondo sanitario ad ampio raggio e di analizzare l’evoluzione dei relativi fenomeni all’interno della collettività. Collettività dove, a fronte di un allungamento della vita, è corrisposto un decremento delle nascite che riduce il numero dei componenti della famiglie e il numero dei giovani che possono prendersi cura di anziani sempre più longevi (oltre gli 85 anni) e spesso portatori di pluripatologie croniche.

L’attuale modello di assistenza, ha spiegato il dott. Viggiani, non funziona più. E’ necessario rimodulare il sistema socio- assistenziale a favore di strutture idonee a curare anziani non autosufficienti e, laddove è possibile, potenziare l’assistenza sul territorio con personale sanitario che monitori costantemente sul posto e con la telemedicina dall’ospedale, lo stato di salute dell’anziano nel frattempo adeguatamente educato a gestire la propria malattia. L’obiettivo è creare la rete di interventi che eviti l’intasamento degli ospedali e migliori il servizio a tutto vantaggio del malato e dell’intero sistema che così funziona meglio. Il dott. Viggiani sta sperimentando tale metodo nella provincia di Salerno in contemporanea con alcuni ospedali della Spagna e della Scozia. Ma esempi simili, a noi più prossimi, li troviamo in Veneto e Toscana, da 20 anni pioniere di un sistema che sta dando ottimi risultati. La Basilicata ha da qualche tempo avviato un analogo percorso che include in più una regola d’oro funzionale ad una serena terza e quarta età: la prevenzione.

Prendersi cura della propria salute con un corretto stile di vita ed una corretta alimentazione già a 40 anni consente un’alta probabilità di arrivare bene a 85 anni ed anche oltre e, sorprendentemente, senza dimostrali.

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