DANTE 700 ANNI

Centro Carlo Levi di Matera e Società Dante Alighieri Comitato di Matera

Presentazione del libro d’artista di Pietro Paolo Tarasco “La Divina Commedia. Pagina della vita” con una nota di Eugenio De Signoribus

Venerdì 26 Novembre 2021, ore 17,30

Chiesa degli Artisti (Chiesetta del Cristo Flagellato nel Complesso dell’ex Ospedale San Rocco) Piazza San Giovanni – Matera

Intervengono:

Silvio Antiga

Fjodor Montemurro

Rossella Montemurro

Lorenzo Rota

Pietro Paolo Tarasco

 

Con la partecipazione di:

Natalia Lucia Bonello

Vincenzo Failla

Venerdì 26 Novembre 2021, ore 17,30, presso la Chiesa degli Artisti (Chiesetta del Cristo Flagellato nel Complesso dell’ex Ospedale San Rocco), verrà presentato il libro d’artista di Pietro Paolo TarascoLa Divina Commedia. Pagina della vita, che racchiude una nota di Eugenio De Signoribus, la riproduzione dell’acquerello Il grande libro della creazione. La Comedia (1321- 2021), un’acquaforte Dante e la Lunigiana e una didascalia dell’artista. L’Edizione a cura della TIF (Tipoteca Italiana Fondazione) di Cornuda – (TV), è stata stampata in occasione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri a tiratura limitata con la stampa dei testi composta in carattere “Dante”, su carte pregiate e con legatura eseguita a mano. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Rossella Montemurro; la presentazione dell’opera sarà a cura del Prof. Fjodor Montemurro presidente della Dante Alighieri di Matera che descriverà le figurazioni dantesche dipinte da Tarasco. Durante l’evento saranno proiettate le immagini delle opere d’arte dell’artista; contestualmente l’attore Vincenzo Failla reciterà versi danteschi e darà lettura della nota del poeta Eugenio De Signoribus, prefazione nel libro. La musicista Natalia Lucia Bonello eseguirà brani medievali con flauti storici.

Saranno esposte le opere d’arte in originale e il libro d’artista.

Ai presenti sarà fatto dono di un segnalibro ricordo “Dante 700 Anni”.

L’accesso sarà consentito con green-pass ed obbligo mascherina.

Immagini in allegato:

1 – Copertina del libro d’artista di Pietro Paolo Tarasco La Divina Commedia. Pagina della

      vita, con una nota di Eugenio De Signoribus.

      2 – Acquerello Il grande libro della creazione. La Comedia (1321- 2021).

      3 – Acquaforte Dante e la Lunigiana.

 

Info pubblico

Centro Carlo Levi

Palazzo Lanfranchi

Piazzetta Pascoli, 1

75100 Matera

T\Fax +39 0835314235

Cell. 335 688 8462

info@centrocarlolevi.it

 

 Società Dante Alighieri                                                                        

Comitato di Matera

ladantematera@gmail.com

Per Pietro Paolo Tarasco

     L’acquerello che illustra la Commedia di Dante è un capolavoro: non solo di sintesi (le tre cantiche in un unico quadro) ma anche di invenzione, di immaginazione, di sensibilità cromatica. Corrisponde pienamente al suo modo di lavorare interpretando, che non è solo quello di lettore acuto ed empatico: è anche, credo, la sua visione della vita, dove prevalgono colore e visione del possibile bene, e dove l’inferno è intuibile nella sua caducità (i corpi che scivolano nei gorghi, sul margine sinistro) ma non costruito su lingue di fiamma e su uno straziante, esibito, dolore. Il monte del purgatorio, al centro ma non in primissimo piano, ci racconta di figure umane nude che vanno alla loro sorte, o salgono, o in sosta nelle cavità della roccia, penitenti comunque nell’attesa della salvezza.

      I tanti dettagli, gli alberi secchi e i corvi affacciati sul baratro fumante, gli alberi dalle vive chiome e le api che si posano sui petali della “candida rosa”, nel pieno chiarore materno: sono, le prime, figurazioni del male che genera il male e, le seconde, della gioia che feconda la luce. Il tutto dentro un proscenio dove il libro si srotola in fogli che formano cunei verticali, di discesa e ascesa, o varchi o, sparsi per terra, mostrano camminamenti accidentati e spogli: contengono il corso ripetente della storia, l’errore della cupidigia. E le loro mutevoli pieghe sono le pieghe umane, nei loro drammatici limiti e nella loro contenuta grandezza (quando contengono un lume che tende, solo tende, al fulgore della più alta luce).

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