Malarazzaetnica racconta la Basilicata che cambia: tradizione e nuove culture in “Streghe e Valigie”

Il musicista potentino Alberto Santoro firma un progetto che mette in dialogo le radici lucane con le culture del Mediterraneo

Una Basilicata capace di custodire la propria memoria ma anche di aprirsi al mondo. È questa l’immagine che emerge da “Streghe e Valigie”, il nuovo progetto discografico di Alberto Santoro, in arte Malarazzaetnica, musicista e ricercatore culturale da anni impegnato nella valorizzazione delle tradizioni popolari del Sud Italia.

L’album, composto da dieci brani, nasce dall’incontro tra la cultura lucana e le molteplici influenze che attraversano oggi il Mediterraneo. Un lavoro che parte dalle radici della Basilicata per sviluppare una riflessione più ampia sui temi dell’accoglienza, dell’incontro tra popoli e della trasformazione culturale che caratterizza il nostro tempo.

Il titolo del progetto racchiude due immagini simboliche. Le “streghe” rappresentano la memoria antica della Lucania, i saperi popolari tramandati oralmente, le figure che per secoli hanno custodito tradizioni, racconti e conoscenze legate al territorio. Le “valigie”, invece, diventano il simbolo dei viaggi, degli spostamenti e delle persone che attraversano confini geografici e culturali portando con sé storie, esperienze e identità differenti.

In questa prospettiva, la valigia non racconta tanto chi parte dalla Basilicata, quanto chi arriva e contribuisce a costruire nuove forme di dialogo e convivenza. È il segno di un Mediterraneo in continuo movimento, dove le culture si incontrano, si influenzano e si trasformano reciprocamente.

La Basilicata descritta da Malarazzaetnica è una terra che conserva con orgoglio la propria identità ma che non teme il confronto con il diverso. Una regione storicamente collocata al centro di rotte, scambi e contaminazioni culturali che nei secoli hanno lasciato tracce profonde nel patrimonio locale.

Attraverso la musica, Alberto Santoro evidenzia proprio questa dimensione di apertura. Le sonorità lucane dialogano con ritmi e suggestioni provenienti dal mondo arabo, dall’area balcanica e da altre tradizioni musicali mediterranee. Non si tratta di una semplice fusione stilistica, ma della costruzione di un linguaggio che trova nell’incontro la propria forza espressiva.

Le melodie popolari della Basilicata si intrecciano con strumenti, atmosfere e sensibilità provenienti da altre culture, dando vita a un percorso musicale che supera i confini geografici senza perdere il legame con il territorio d’origine.

Dietro il progetto emerge anche un importante lavoro di ricerca. Malarazzaetnica recupera racconti, simboli e memorie della tradizione lucana per inserirli in una narrazione contemporanea. La cultura popolare non viene trattata come un reperto da conservare immobile nel tempo, ma come una realtà viva, capace di dialogare con i cambiamenti della società.

È proprio questo uno degli aspetti più significativi di “Streghe e Valigie”. L’album propone una visione dell’identità culturale non come qualcosa di chiuso o immutabile, ma come il risultato di

continui incontri e scambi. Una prospettiva particolarmente attuale in una società sempre più caratterizzata dalla mobilità delle persone e dalla convivenza tra culture differenti.

Il lavoro assume così anche un valore sociale oltre che artistico. Attraverso la musica viene raccontata una Basilicata contemporanea, capace di riconoscere il valore delle proprie radici e allo stesso tempo di accogliere nuove influenze culturali come opportunità di crescita e arricchimento reciproco.

In un periodo storico in cui il tema delle migrazioni occupa spesso il dibattito pubblico, Malarazzaetnica sceglie una strada diversa: quella dell’ascolto, della conoscenza e del dialogo. Le differenze non vengono rappresentate come elementi di divisione, ma come occasioni di incontro e di costruzione di nuovi linguaggi comuni.

Con “Streghe e Valigie”, Alberto Santoro conferma ancora una volta il proprio impegno nella promozione del patrimonio culturale lucano, offrendo al tempo stesso uno sguardo aperto sul presente. Un progetto che parte dalla Basilicata ma guarda all’intero Mediterraneo, dimostrando come la cultura possa diventare uno strumento capace di unire comunità diverse attraverso la condivisione di storie, emozioni e tradizioni.

Un’opera che racconta una Lucania viva, in movimento e pronta a confrontarsi con le sfide del futuro senza dimenticare la ricchezza del proprio passato.