Illuminiamo il futuro: la campagna di “Save the Children” approda anche in Basilicata

L’associazione “Save the Children”, è un’associazione fortemente impegnata in 117 paesi nel mondo, dal 1919, con l’unico obbiettivo, ovvero quello di aiutare numerosi bambini e garantire loro una crescita migliore. Dal 1999 si opera anche in territorio italiano; grazie a fondi provenienti da donazioni di persone comuni, circa il 70%, da aziende e fondazioni, circa il 18%, e da enti e istituzioni, circa il 12%, l’associazione è in grado di aiutare numerosi bambini e le loro famiglie in pericolo e tutelare i loro diritti, rispondendo anche alle emergenze in modo tempestivo.

L’associazione “Save the Children” è impegnata, ad esempio, anche nelle operazioni di salvataggio dei numerosi migranti provenienti da paesi meno agiati. In collaborazione con la Guardia Costiera Italiana, l’associazione ha lavorato, con a bordo team specializzati, nella complessa logistica di soccorsi, dal salvataggio in mare all’assistenza medica, dalla distribuzione di cibo, acqua e indumenti al primo supporto psicologico. Molte le persone salvate ma molti sono anche bambini non accompagnati.

I tanti volontari, 480 operatori, lavorano con un approccio che considera il minore “soggetto di diritto, attivo e consapevole”, essi si impegnano perché norme politiche e prassi nazionali e internazionali, siano conformi ai principi della convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

L’associazione, ultimamente, si è occupata anche di una ricerca dei bambini del Gaza; bambini che vivono in “profonda sofferenza psicologica” causata dalla paura delle bombe e dal vivere in una situazione poco sicura. I bambini mostravano segnali di sofferenza e difficoltà nel dormire. Bambine e bambini hanno affermato di essere spaventati e insicuri a causa della prospettiva di guerra o dei bombardamenti che possono colpire le loro famiglie.

I tanti volontari, presenti anche in Basilicata, operano anche nell’ambito sanitario cercando di garantire cure necessarie a madri e bambini, ma non solo. Opera anche nel campo della lotta alla povertà, della protezione di minori da ogni forma di sfruttamento e abuso. Si occupa anche di diritti e di educazione.

Ed è proprio di educazione che parleremo in questo articolo.

Il 12 maggio 2018 è stata rilanciata, per il quinto anno, la campagna sull’educazione che mira alla restituzione di spazi pubblici abbandonati, chiedendo alle istituzioni una legge nazionale per riqualificare le aree degradate a favore dei bambini.

Illuminiamo il Futuro” è il nome della campagna per il contrasto alla povertà educativa e avvia la petizione online sul sito www.illuminiamoilfuturo.it, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori.

La campagna mira al recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini.

La campagna ha dei veri e propri Punti Luce, ovvero, spazi ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città. All’interno di questi spazi, i bambini e le loro famiglie, potranno usufruire di un sostegno allo studio, ma non solo, anche attività di laboratori artistici, musicali e attività motorie, ma anche consulenze pedagogiche, pediatriche e legali.

Numerosi sono i punti luce presenti in tutta Italia; nel 2016 alla lunga lista si è aggiunto un punto luce anche a Potenza, nel Quartiere dell’Europa Unita, in piazza Don Pinuccio Lattucchella, quartiere meglio conosciuto con il nome di Poggio Tre Galli, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambini tra i 6 e i 17 anni.

Il Punto Luce ha sede in una struttura di proprietà comunale, uno spazio che si colloca all’interno delle attività di carattere socio-culturale promosse dalla parrocchia e dall’associazione musicale Santa Cecilia, attivato in partnership con la Cooperativa Sociale AppStart.

Il Punto Luce accoglie bambine e ragazzi tra i 6 e i 16 anni offrendo loro l’opportunità di partecipare gratuitamente ad attività di supporto scolastico, sport, musica, danza, di seguire laboratori di lettura, di matematica, ludico-creativi e di educazione a approccio al web 2.0.

Obiettivo della campagna: combattere la povertà educativa sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire l’attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze.

Secondo alcuni dati forniti dall’associazione, oggi nel nostro paese, oltre 1 milione di minori, il 10% del totale, vive in condizioni di povertà assoluta. Tra i tanti tipi di povertà, ci si aggiunge, la povertà educativa che priva delle opportunità di crescita e formazione di bambini e adolescenti in Italia. Questo tipo di povertà agisce nel buio, nessuno vede, nessuno denuncia, ma agisce sulle capacità di ciascun ragazzo, priva i bambini dell’opportunità di costruirsi un futuro.

La povertà educativa indica l’impossibilità per i minori di apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni. Le conseguenze di questa povertà portano il 20% dei quindicenni a non raggiungere competenze in lettura e il 25% quella in matematica.

La povertà educativa, costringe questi bambini a non godere di uno spazio pubblico pulito e attrezzato, ma li costringe a usufruire di aree urbane degradate e cementificate.

Attualmente la Basilicata è una delle regioni con il più alto tasso di povertà educativa. Solo 1 classe su 5 offre il tempo pieno, quasi la metà dei minori non fanno sport o non leggono libri e 1 bambino su 4 non naviga si Internet. Si posiziona al settimo posto della classifica delle regioni con il più alto tasso di povertà educativa, dopo la Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Abruzzo.

Solo il 20% dei ragazzi di 15 anni di età che provengono da famiglie svantaggiate dal punto di vista socio-economico in Basilicata si dimostrano resilienti, ovvero ragazzi e ragazze che nonostante le cattive condizioni economiche riescano a raggiungere le competenze minime sia in matematica che in letteratura.

Nella Regione soltanto 6 bambini su 100 riescono ad avere l’accesso agli asili nido e ai servizi per l’infanzia; il 50,6% delle classi della scuola primaria e il 70,3% della scuola secondaria, in Basilicata non offrono l’opportunità del tempo pieno agli studenti. Quasi la metà degli alunni della Basilicata, non accede al servizio di mensa scolastica.

Resta drammatico anche i risultati che provengono dall’IPE per quanto riguarda lo sport.
In Basilicata quasi la metà dei minori non praticano attività sportiva e non leggono libri.
anche dal punto di vista del web 2.0 i risultati non sono eccellenti. Nella nostra regione, 1 bambino su 4 non naviga su internet. Anche musei, teatri e siti archeologici dimostrano carenze nelle visite da parte dei minori (circa 2 minori su 3).

Ma i dati statistici rimangono drammatici anche a livello nazionale. In Italia il 23% degli alunni non raggiunge i livelli minimi di competenza in matematica, il 21% non riesce a interpretare correttamente il significato di un testo appena letto, non raggiungendo pertanto le competenze minime di lettura. I risultati dimostrano che i minori che vivono in famiglie con un più basso livello socio-economico e culturale hanno infatti quasi 5 volte in più la probabilità di non raggiungere le competenze minime sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei che provengono dalle famiglie più agiate.

Una regione che, in cui minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali.

La resilienza di bambini e adolescenti è ulteriormente penalizzata dall’abbandono e dal degrado in cui versano tantissimi spazi pubblici, che invece potrebbero essere utilizzati dai minori che vivono in contesti svantaggiati per svolgere attività sportive, artistiche e culturali. Luoghi che potrebbero rappresentare un’opportunità per uscire dalle difficoltà, migliorare i loro risultati scolastici e coltivare capacità, sogni e aspirazioni. Dobbiamo fare di tutto per restituire ai minori questi luoghi e per incentivare la loro capacità di resilienza, a superare le onde degli ostacoli che sono costretti ad affrontare ogni giorno e a spezzare così finalmente il circolo vizioso della povertà”, ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di “Save the Children Italia”.

Ed è proprio per questo che nella nostra Lucania, dal 14 maggio, si sono organizzati manifestazioni di mobilitazione con tanti eventi e iniziative che hanno coinvolto realtà locali, associazioni del territorio lucano, scuole, enti e istituzioni culturali che hanno deciso di essere al fianco di “Save the Children” per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto della povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educative.

Numerose sono state le iniziative in Basilicata di mobilitazione nazionale contro la povertà educativa che si sono concluse il 20 maggio.

Solo per citarne alcune, il 19 maggio è stato organizzato l’evento “Sotto lo stesso cielo”, presso il Planetario Osservatorio Astronomico di Anzi. L’evento era mirato alla riflessione sulla povertà educativa a partire dalle bellezze del cielo. Alla riflessione si è aggiunta la visita gratuita per tutti i bambini in condizioni di povertà educativa ed economica.

Sempre il 19 maggio, in collaborazione con il Circolo culturale “Gocce d’autore” e Trenitalia, i volontari di “Save the Children” erano a bordo del treno letterario che non trasporta soltanto passeggeri ma anche libri, una vera e propria biblioteca su rotaie.

In Basilicata gli eventi si sono conclusi il 7 giugno con l’associazione “Abito in scena” presso il Teatro Stabile di Potenza.

Negli ultimi anni sono stati compiuti alcuni significativi passi avanti per contrastare la povertà educativa, tra cui l’adozione del Reddito di inclusione e l’istituzione di un Fondo specifico con Legge di stabilità. Tuttavia, i dati che emergono dal nostro rapporto ci consegnano un quadro allarmante dell’impatto della povertà educativa oggi in Italia. Questi dati aspettano non solo di essere analizzati, ma anche – e soprattutto – aspettano di essere tradotti in una agenda di lavoro e in impegni concreti. Si rende necessaria una accelerazione, un impegno straordinario, come l’adozione di un’Agenda italiana per il contrasto della povertà educativa, per spezzare questo circolo vizioso tra povertà economica ed educativa che oggi ipoteca il futuro dei bambini e, con loro, quello di tutto il Paese. L’influenza della comunità territoriale sulla resilienza dei minori ci indica inoltre la necessità di allargare lo sguardo delle politiche di contrasto alla povertà educativa, oltre l’individuo, la famiglia e la scuola, verso il territorio e gli spazi dove il bambino cresce. Per questo riteniamo fondamentale mettere in campo, con il concorso delle istituzioni ad ogni livello, di soggetti privati e non profit, un piano di azione volto al recupero dei tanti spazi pubblici inutilizzati e abbandonati che potrebbero essere invece ben sfruttati per assicurare un’attività extrascolastica gratuita e di qualità a tanti bambini e ragazzi lungo tutto il Paese”, ha proseguito e concluso Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di “Save the Children”.

Finora, secondo alcuni dati giunti da “Save the Children”, hanno usufruito delle diverse attività nei Punti Luce, più di 15.500 bambini e ragazzi. Hanno usufruito di sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, gioco e attività motorie.

In conclusione “Save the Children” invita a tutti i cittadini lucani alla collaborazione dei lucani, per incrementare e migliorare sempre di più l’attività dell’associazione per il miglioramento della condizione di vita dei numerosi bambini.

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