Amphiprion – a place to hide

Pubblicato nel numero di Marzo 2011
noi dobbiamo generare costantemente i nostri pensieri dal nostro dolore e maternamente provvederli di tutto quel che abbiamo in noi, di sangue, cuore, fuoco, piacere, passione, tormento, coscienza, destino, fatalità…Questo è quel che cerca di vivere e far sentire, nel bene e male, il trio composto da Mattξρix, Dean e Gianfranco Summa.

Il tentativo (riuscito) dei tre artisti potentini è di arrivare a toccare il profondo dell’anima, risvegliando così emozioni particolari e molto intimistiche in chi assiste alle loro esibizioni.

Un ensamble performativo in cui, per il tramite l’accompagnamento della chitarra classica di Gianfranco Summa, Dean esprime il susseguirsi degli stati d’animo di un personaggio decadente, malinconico, ma anche beffardo o minaccioso; le atmosfere così create ispirano Mattξρix che sullo sfondo si impegna a dipingere su scatoli di cartone.

Seppur tutto programmato, c’è sempre una componente di improvvisazione nell’esibizione del trio: infatti Dean e Gianfranco possono coordinarsi per accentuare, prolungare o diminuire determinati passi e sensazioni. Anche il disegno di Mattξρix non è prefissato, ma lo si vede prendere forma man mano che lo spettacolo prosegue in base alle ispirazioni dell’artista che a fine spettacolo conserva solamente una piccola tela utilizzata per pulire i pennelli. Per lui infatti il disegno sugli scatoli di cartone è solamente un sostegno per lo spettatore, un qualcosa che va a completare le sensazioni uditive ed emozionali date dagli altri due artisti.

I testi poetici sono tratti da momenti culturali come la Beat Generation e il Decadentismo, ma la maggior parte appartiene alla penna di Dean, così come pure gli studi di chitarra, tratti da opere di grandi virtuosi come Soro, ma adattati, modificati all’occorrenza per soddisfare particolari esigenze stilistiche.

Nel complesso la performance può risultare impegnativa per un pubblico poco attento, ma sicuramente molto dipende dal luogo in cui essa viene proposta e dal feeling che si riesce a instaurare con il pubblico.

Il trio ha portato lo spettacolo in vari locali del capoluogo lucano, riscontrando una partecipazione distratta del pubblico, che non ha certo giovato alla genesi della giusta atmosfera nei tempi e nei modi adatti. L’11 febbraio, però c’è stata la possibilità di rivolgersi al pubblico giusto, nel luogo giusto: il Sotteatro, un laboratorio teatrale in continua evoluzione e perciò totalmente adattabile alle esigenze di ogni tipo di spettacolo o performance, capace di creare un feeling fra artisti e pubblico, facendo esprimere al massimo i primi e dando la possibilità di cogliere l’essenza della rappresentazione agli ultimi.

Al momento il trio ha in programma la partecipazione estiva a “Memorie dal sottosuolo” ad Avigliano, ma è ovvio e chiaro che l’obiettivo principale è quello di poter realizzare la performance fuori regione, in contesti artistici che abbiano i presupposti per una buona intesa con il pubblico.

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