Matera europea, è pronto il Regolamento urbanistico

Pubblicato nel numero di Marzo 2011

Regolamento Urbanistico ultimo atto.

Dopo una lunga gestazione è finalmente pronto questo importante strumento di programmazione urbanistica per la città di Matera. Un cammino durato oltre vent’anni che ha visto contributi apportati da amministrazioni diverse, anche sul piano politico: da Acito a Manfredi, a Minieri, a Porcari, a Buccico, fino a quella attuale guidata da Adduce.

La presentazione è avvenuta qualche settimana fa in un incontro pubblico svoltosi a Palazzo Lanfranchi.
Incontro durante il quale il progettista, Gianluigi Nigro, ha ricordato le tappe di questo strumento di pianificazione: dall’incarico conferito nel 2005, alla conclusione del progetto risalente al marzo del 2007, alla presentazione ufficiale alla città, avvenuta nell’ottobre dello stesso anno. Poi il processo di pianificazione urbana di Matera ha subito una battuta d’arresto, e del Regolamento Urbanistico non se ne è più parlato fino a luglio scorso quando l’Amministrazione Comunale ha fornito al progettista un indirizzo politico chiaro: un R.U. che contenesse le previsioni all’interno del perimetro urbano senza nuove espansioni, senza aumento di volumi, e che recuperasse aree per il verde, i parcheggi e le funzioni pubbliche attraverso lo strumento della perequazione fondiaria.

Il resto è cronaca recente. Il dato saliente è che il nuovo R.U. prevede quasi 1300 nuovi appartamenti ed è basato sulla perequazione cioè la possibilità di acquisire a vantaggio dell’interesse pubblico aree in cambio di premialità per i privati in zone diverse della città. “In primavera –sostiene il sindaco Adduce- contiamo di pervenire all’adozione del nuovo strumento da parte del Consiglio Comunale; nel frattempo proseguiremo la discussione sul documento preliminare del Piano Strutturale.

Tutto quello che stiamo facendo rientra perfettamente nel quadro di preparazione del dossier per la candidatura di Matera a capitale europea della cultura del 2019 con l’auspicio che si possa aprire una pagina nuova per la città, più rispettosa della nostra storia e con uno sguardo tutto rivolto al futuro per consegnare ai nostri figli una città migliore con il contributo di tutti”. Il nuovo R.U. non trova però tutti d’accordo come l’opposizione. “E’ singolare -sostiene il consigliere comunale del Pdl, Adriano Pedicini- il modo con cui si concepisce l’urbanistica a Matera: oltre 20 anni di attese per trovarsi di fronte ad un misero strumento che più di tanto non è. Nella realtà si deroga al Piano Casa lo sviluppo di questa città. Che fine hanno fatto tutte quelle osservazioni che i cittadini avevano prodotto nella precedente amministrazione? Tante sedute di commissioni e valutazioni trasmesse all’urbanista perché modificasse il piano regolatore e poi un nulla di fatto, in verità siamo tornati indietro di 10 anni. La logica alla quale le cose si ispirano è sempre la solita: gli interessi economici. Osservate come le cose sono mutate nel tempo: si costruivano quartieri, e li si dotava delle urbanizzazioni primarie ancor prima di essere abitati. Utenze, strade, illuminazioni, marciapiedi, in molti casi anche aiuole e giardini, Oggi accade esattamente l’opposto: i quartieri nascono e le opere di urbanizzazione non vengono fatte. No, non si tratta di ritardi, non vengono proprio realizzate. Non c’è quartiere da più di venti anni a questa parte che sia dotato completamente di infrastrutture. Quello che non si comprende è come imprese o Amministrazione Comunale, incaricati o controllori delle opere di urbanizzazione, a distanza di anni considerino tali aspetti secondari”. In tutto questo si innesta il nuovo regolamento urbanistico che rappresenta la speranza, il cambiamento la possibilità di progettare una città europea. “La città non cambia –conclude Pedicin- rimane ristretta nella sua pochezza. Il cittadino e la qualità della sua vita non viene considerata. Per piazza della Visitazione ed il suo concorso internazionale men che meno. Viene da chiedersi se oltre ai fruitori delle esose parcelle per il lavoro di tanti anni vi siano altri beneficiari, ma questo, lo vedremo e lo capiremo nel tempo”.

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