Agglutination Metal Festival

Dopo qualche anno Chiaromonte torna ad essere teatro di quello che a detta di molti è il più grande festival Heavy Metal del sud Italia.

Da mesi su forum e social network si parlava del reale rischio di interrompere una manifestazione che dura da 17 anni prettamente per motivi economici; infatti pur ricevendo aiuti dalle istituzioni, l’organizzatore Gerardo Cafaro deve ogni anno sacrificare sue risorse e impegnarsi a cercarne altre fra gli sponsor, sforzandosi anche di mantenere basso il prezzo del biglietto d’ingresso (15€).

Ma anche quest’anno, come sempre ormai nel rispetto della tradizione dell’evento, niente ha fermato la voglia di regalare agli appassionati metallari del sud un festival di tutto rispetto, che ha visto la partecipazione di gruppi di alto livello tecnico/artistico, come Bombers, Node, Majesty e Bulldozer.

Oltre alle quattro formazioni headliner, ci sono state esibizioni di gruppi italiani quali ad esempio come gli Aura e i Tyrannizer Order.

Il festival ormai è un importante punto di riferimento per gli appassionati del genere, infatti basta navigare in rete per scoprire quanti ragazzi organizzino autobus o viaggi in macchina per raggiungere Chiaromonte partendo da Roma, Napoli e addirittura dalla Sicilia e dall’estero.

Le presenze registrate sono state circa di un migliaio, ma le aspettative della vigilia non sono state disattese: infatti in un susseguirsi di emozioni forti, tecnicismi, velocità folli di batterie e chitarre, il concerto è stato uno spettacolo assoluto e parecchi fans hanno avuto finalmente la possibilità di ascoltare i loro beniamini a pochi chilometri da casa e forse troppi non hanno inteso il valore di ciò che gli si propone.

Fra i partecipanti delle scorse edizioni come non citare i Vision DivineMarduck, Extrema, Iron Savior e l’orgoglio italiano Pino Scotto che non manca mai di elogiare l’operato di Gerardo Cafaro e dell’associazione Agglutination nel suo programma su Rock TV.

Da un po’ di tempo circolano voci sulla partecipazione degli Opeth, puntualmente le dicerie vengono smentite. Che l’anno prossimo sia quello buono? Chi vivrà vedrà.

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