“Una via nel cuore di Dio” terza edizione della passio christi ad Avigliano

Con la Domenica delle Palme, per la Chiesa cattolica, ha inizio la Settimana Santa, durante la quale siamo invitati a meditare sulla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, che, a prescindere dal proprio credo, rappresenta un fatto storico “essenziale”, come afferma Conzelmann.
Papa Francesco, quest’anno, per la Quaresima, ci ha invitati a rinfrancare i nostri cuori, facendo propria l’esortazione di Giacomo Apostolo (Gc 5,8). Come si può, però, rinfrancare il proprio cuore? Scoprendo le caratteristiche che ci rivelano il cuore di Dio: è questo il suggerimento che giunge da Avigliano, dove, il prossimo 4 aprile, si terrà la III edizione della Sacra Rappresentazione vivente della Passio Christi, dal titolo “Una Via nel Cuore di Dio”. La via crucis vuol essere uno strumento attraverso il quale non essere indifferenti al mistero pasquale, ma per non esserlo bisogna sentirsi un solo corpo, sentirsi parte del Corpo di Cristo; se si è, però, il Suo stesso corpo bisogna necessariamente sapere com’è il suo cuore.

Ripercorrendo, così, la Via Dolorosa di Gesù, dalla rivelazione del Suo sacrificio nel Cenacolo alla Morte in Croce, grazie anche all’aiuto di alcuni personaggi chiave della tradizione biblica, si potrà scoprire che il cuore di Gesù, nonché di Dio, è il luogo in cui nasce la Comunione e non c’è spazio per l’indifferenza, un cuore che sa affidarsi alla Volontà del Padre, ma che è anche il posto in cui è incisa la Vera Legge, quella dell’Amore, è fonte di Verità, è sede di pura umiltà, è colmo di misericordia per l’uomo.PASSIO CHRISTI AVIGLIANO-3
Dunque, se Gesù nell’Ultima Cena dà il senso del servizio, bisognerebbe imparare ad amarsi vicendevolmente; come Egli nel Getsemani ha provato la sofferenza così si dovrebbe imparare ad accettare la volontà di Dio; se Gesù viene accusato dal Sinedrio perché i gesti valgono più delle cose vere, bisognerebbe imparare a distaccarsi dalla ritualità ricercando la legge dell’amore; se la verità, per Pilato, è legata al potere terreno nel nostro cuore dovrebbere esserci spazio solo per la Verità; se Gesù nella Via della Croce è stato umiliato e deriso, anche noi dovremmo imparare a renderci umili; se Gesù, pur soffrendo, perdona dovremmo anche noi saper perdonare.
Il convento dei Padri Riformati, di cui quest’anno ricorrono i 400 anni della sua edificazione, ospiterà i luoghi della Gerusalemme del tempo: la Mensa Eucaristica (Chiesa Santa Maria degli Angeli), il Sinedrio, il Pretorio di Pilato; si proseguirà poi fino alla Collinetta dell’Angelo, che rappresenterà il Golgota.
Il tutto è stato organizzato dalla Parrocchia Santa Maria del Carmine, con il Patrocinio del Comune di Avigliano, ed è stato reso possibile grazie al lavoro di tanti volontari, di tutte le età, che hanno messo a disposizione il proprio tempo, i propri talenti, le proprie risorse, per la realizzazione artigianale dei costumi d’epoca, per la costruzione delle scenografie, per la scrittura della sceneggiatura, che sarà interpretata da circa settanta figuranti.
“L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani”, afferma Papa Francesco nel suo messaggio, “mentre Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo.” Voglia, questa drammatizzazione, essere uno strumento per varcare la porta tra Cielo e Terra, che la Morte e Resurrezione di Cristo ci ha aperto.

Print Friendly, PDF & Email

Mariassunta Telesca

Laureata in Studi letterari, linguistici e storico-filosofici con curriculum moderno presso l’Università degli Studi della Basilicata. Si occupa di progetti video documentaristici e collabora con Il Lucano Magazine da febbraio 2014, dove pubblica articoli all'interno della rubrica Eureka su cultura, eventi, fede, folklore e tradizioni.