Cristo si è fermato ad Eboli, o no? Documentario d’un cammino dal Tirreno allo Ionio.

La Basilicata come scoperta, terra d’innovazione, scrigno che racchiude al contempo amore e odio nei confronti delle proprie radici, terra piena di ricchezze troppo spesso mal gestite, questo si propone di raccontare il documentario “Cristo di è fermato ad Eboli, o no?” presentato sul sito Kickstarter da Nicola Bisceglia, giovane ed ambizioso filmaker lucano. Un’iniziativa interessante che coinvolgerà chiunque abbia a cuore la Lucania e la voglia di farla scoprire al mondo.

Nicola, partiamo dal titolo del documentario. Ce lo spieghi?

Il titolo definitivo non sarà quello che ho usato per il crowdfunding, che serve a spiegare un po’ quello che vorremo fare. Sceglieremo il titolo definitivo dopo il montaggio, organizzeremo una prima visione web per i sostenitori e li coinvolgeremo nella scelta. La risposta alla domanda di partenza dipenderà da quello che avrò scoperto durante il percorso. Partiremo con questo viaggio per scoprire se la tesi di Levi è ancora attuale oppure no, per cui quella sarà la domanda attorno alla quale girerà tutto il tragitto. Vogliamo raccontare la Basilicata tra passato e modernità, incontreremo persone che ci parleranno di come si viveva nello scorso secolo e delle tradizioni culturali dei vari luoghi che toccheremo, ma anche visionari che non sono descrivibili con lo stereotipo leviano, gente che ha una marcia in più e che fa cose interessantissime per fare in modo che il territorio non sia più dimenticato da Dio, ma che anzi possa avere nuove frontiere di sviluppo. La metafora della camminata è molto forte, è sacrificio, senso di collettività e raggiungimento di un traguardo passo dopo passo e credo possa essere il modo perfetto per raccontare i lucani e la Lucania dopo Levi e Papaleo. Al percorso di Basilicata coast to coast, infatti, si sono ispirati i ragazzi di Vox Populi Grassano che hanno organizzato la traversata. Sarà una bellissima avventura umana prima che filmica.1

Come e da cosa nasce l’idea? Parlaci anche della tua giovane società di produzione: la Vulture Video.

L’idea nasce con gli amici di Vox Populi Grassano che hanno organizzato la camminata ed avevano l’idea di farne un racconto audiovisivo grazie al giovane regista Gerardo Schiavone, che è l’altra figura centrale per la realizzazione del documentario. Io mi sto occupando della parte autorale, cioè quella di dare un senso artistico ed un filo conduttore, per fare in modo che non sia il semplice racconto di una camminata, ma che possa ambire ad un pubblico nazionale, usando gli artifizi narrativi che ho elencato prima. C’è un’altra opera che mi ha ispirato: si chiama “Cristo non si è fermato ad Eboli” ed è un documentario anni ’50 che racconta l’alfabetizzazione a Savoia di Lucania. È un’opera fantastica e dimostra come già nello scorso secolo ci fosse la volontà di superare lo stereotipo raccontato da Levi. In realtà non sappiamo quale sarà la risposta, è un lavoro di ricerca vero e proprio quello che faremo. La mia giovane società sta provando ad investire sul territorio, raccontando cose interessanti ed innovative ed invitando produzioni nazionali ed internazionali a girare da noi; stiamo per pubblicare un cortometraggio in coproduzione con una società spagnola, ne parleremo al momento opportuno.

Quali sono le otto tappe del progetto?

In realtà c’è qualche tappa in più, anche se scoprendo le storie dei nostri luoghi, mi verrebbe voglia di farne molte altre: partiremo da Maratea, forse la prima realtà lucana in cui è arrivato Cristo, poi andremo a Trecchina e Lauria, il giorno dopo ci sposteremo a Castelsaraceno, poi a San Chirico Raparo ed a Castronuovo di Sant’Andrea; da lì ad Aliano, poi passeremo per Craco e Tursi, per terminare la camminata a Scanzano. La festa finale sarà a Grassano il 7 agosto, sarà un bel percorso e non mancheranno sorprese.

Da chi è composto il gruppo di camminatori e come sono stati scelti?

Il gruppo di camminatori è stato messo insieme dai ragazzi di Grassano, giovani che hanno a cuore la loro terra e che fanno di tutto per difenderla, renderla un luogo migliore e farla conoscere agli altri. Per questo verranno con alcuni amici dell’università, da ogni angolo di Italia, per fare questo percorso di scoperta. È un gruppo fantastico che ci riserverà molti spunti narrativi, ne sono certo.

Perché investire in questo progetto? Quanto tempo hanno a disposizione i contribuenti?

Credo che a questa domanda ci siano molteplici risposte, da un semplice atto di mecenatismo 2.0, all’amore per la propria terra e la curiosità di vederla raccontata anche con il proprio contributo; dalla voglia di chi non vive più qui di sapere come vanno le cose, all’interesse di un’impresa o associazione a patrocinare un progetto filmico ed a emergere nella narrazione. Ci sono varie modalità di co-finanziamento, da 1 euro ad oltre 1000, ricevendo in cambio ricompense diverse, ed il crowdfunding termina il 9 agosto. Chiunque voglia contribuire e supportare l’iniziativa è benvenuto, un po’ ciascuno non pesa a nessuno!

Per maggiori informazioni visitare il sito del progetto o telefonare al 3492925801.

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Debora Colangelo

Debora Colangelo

Laureatasi in Lingue e Letterature Moderne europee ed americane, è diventata giornalista pubblicista a maggio del 2018. Nutre uno spiccato interesse per la letteratura italiana, francese, inglese ed americana. La lettura, la traduzione e il disegno sono le sue grandi passioni.