“ASPETTANDO LA GRANDE ONDA” all’Università della Basilicata si parla delle onde gravitazionali ipotizzate da Albert Einstein

14 settembre 2015, ore 11:45 in Europa centrale. Dei segnali giungono dal cosmo. A captarli tre grandi “orecchie”, una si trova in Italia, a Cascina vicino Pisa, due negli Stati Uniti, in Louisiana e nello Stato di Washington. Si chiamano VIRGO e LIGO, e sono i grandi rilevatori che hanno udito il passaggio di un’onda spaziale che ha attraversato la Terra per un tempo inferiore ad un secondo. Il “bip” è brevissimo ma basta ai ricercatori per capire che si sono imbattuti in un evento eccezionale ipotizzato da Albert Einstein nel lontano 1916. Sono le Onde Gravitazionali, increspature dello spazio-tempo generate da fenomeni cosmici.

Aspettando la grande onda” è stato il titolo di un incontro che l’Università degli Studi di Basilicata ha organizzato lo scorso 3 maggio per spiegare al pubblico, attraverso contributi di fisici e astrofisici dell’Unibas, dell’Università “Federico IIdi Napoli e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la portata di una scoperta che apre nuove frontiere sulla conoscenza del cosmo. Scoperta a cui si è giunti dopo anni di osservazioni avviate sul finire degli anni ’80 e che hanno confermato ancora una volta le teorie di Einstein. Lo spazio-tempo è il concetto con cui il genio tedesco definiva l’Universo immaginandolo come un enorme tappeto elastico che si piega sotto il peso di una massa o materia. Più è grande è la massa, più questo “tappeto” si piega, cioè si curva. Le onde gravitazionali, che il genio tedesco aveva etichettate come “curiosità matematiche” in quanto a suo dire mai sarefotobbe stato possibile individuarle e misurarle, esistono e si muovono alla velocità della luce. La loro andatura somiglia alle onde prodotte da un masso fatto cadere in uno specchio d’acqua. Già nel 1974 gli scienziati Hulse e Taylor avevano trovato la prova indiretta della loro presenza. Oggi, invece, gli scienziati, dopo lunghe ed accurate analisi e verifiche, possono affermare di averne la prova diretta. La notizia viene divulgata l’11 febbraio 2016 simultaneamente a Cascina e a Washington. Le onde gravitazionali rilevate da VIRGO e LIGO provengono da un evento accaduto 1,3 miliardi di anni luce dalla Terra, noi umani per intenderci non esistevano ancora, e sono state generate dalla fusione di due buchi neri. E’ stato un cataclisma cosmico raramente “osservabile” la cui conoscenza ha richiesto una tecnologia avanzatissima e la collaborazione di 1.400 studiosi di più nazioni. LIGO nasce nel 2002 negli USA mentre VIRGO da un progetto italo-francese finanziato nel 1997 è divenuto operativo dieci anni dopo. Entrambi sono in fase di ampliamento. Oggi nel mondo si stanno costruendo nuovi e sempre più sofisticati rilevatori nella speranza di fare luce sui tanti ed affascinanti misteri che ancora avvolgono il nostro Universo.

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