DISPERSIONE ACQUA POTABILE: IL PRIMATO È LUCANO

La rete idrica italiana disperde buona parte dell’acqua potabile immessa e la Basilicata è in testa alla graduatoria delle regioni con la percentuale più alta di perdite. Lo dice il rapporto di Open Polis secondo cui il volume di acqua immesso nelle reti italiane nel 2015 ammonta al 41,4% e la nostra regione fa peggio di tutte con una perdita del 56,30% seguita da Sardegna e Lazio.

Al contrario la regione più virtuosa è la Valle d’Aosta con il 18,7% con un divario rispetto alla Lucania, del 37,6%.

Nella maggior parte delle città italiane, secondo fonti ISTAT, l’infrastruttura idrica è soggetta ad un forte invecchiamento e deterioramento, in parte legate all’estensione della rete ma anche per criticità di vario ordine: rotture nelle condotte, vetustà degli impianti, consumi non autorizzati, prelievi abusivi dalla rete, errori di misura dei contatori. La situazione è peggiorata, basti sapere che la quota d’acqua dispersa nel 2012 era mediamente del 37,4%.

A livello di province le meno virtuose sono Frosinone e Latina le cui reti idriche disperdono più del 70% di acqua, invece le due province lucane Potenza e Matera hanno rispettivamente il 56,4% e il 56,2% di perdite. Il sito di Open Polis permette di verificare comune per comune le percentuali di dispersione: così leggiamo che per Potenza ammonta al 68,76% e Matera al 48,41%, mentre i comuni della regione più spreconi sono: Castelluccio Superiore con 87,17%, San Paolo Albanese con 85,93% e guardia Perticara con 83,56%. I più parsimoniosi sono Rotonda con 8,14%, Ruvo del Monte con 9,09% e san Fele con 12,43%.

 

Non resta che confidare nell’“App del cittadino” ideata dal Consorzio Bonifica della Basilicata e presentata il 18 giugno scorso a Matera.  Si tratta di una piattaforma digitale con l’obiettivo di ridurre lo spreco di risorse idriche, attraverso le segnalazioni dei cittadini.

Come sempre, e in particolare negli ultimi tempi, si rimanda alla responsabilità del singolo individuo per gestire la “res publicae” qual è l’acqua, sperando però, che le indicazioni fornite vengano prese in carico e risolte nel più breve tempo possibile, perché “ça va sans dire”, l’oro blu si sta esaurendo e sprecarne quasi la metà è davvero un paradosso.

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