20 anni del Lucano: 2003 – 2023

Le parole del filosofo Friedrich Hegel, il quale afferma che “la preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale”, diventano, per il sottoscritto, il “pretesto” per avviare un viaggio editoriale nel tempo al fine di narrare e rendicontare i primi vent’anni della rivista Il Lucano Magazine.
La nascita e l’evoluzione di questa avventura, inaugurata il 14 dicembre 2003 con il lancio del numero zero, si riflettono come espressione di una profonda esigenza umana di comprensione e interazione con il mondo circostante attraverso la lettura e l’informazione. Il Lucano, in questo contesto, emerge come il mezzo attraverso il quale la comunità di lettori, e con il contributo di giornalisti e redattori, esplora e comprende il mondo che li circonda.
I vent’anni di attività possono rappresentare anche l’occasione per una riflessione sul mondo della carta stampata e dei media nella realtà lucana e italiana. Il Lucano, come tutti i quotidiani e le riviste, ha attraversato le diverse fasi del panorama mediatico nazionale, passando dall’importanza delle “riviste” influenzate dalla politica istituzionale, alla transizione dalla stampa “cartacea” al mondo online, fino all’ascesa dei free press.
Ma prima di procedere con la storia di questo viaggio editoriale è doveroso, in questo momento di riflessione e bilancio, esprimere la mia sincera gratitudine ai direttori che, nel corso degli anni, hanno guidato Il Lucano. Il primo, a dirigerlo per due anni, fu Alessandro BOCCIA. Seguì, con altrettanta dedizione per due anni, Loredana ALBANO che interruppe perché chiamata a dirigere il Corecom Basilicata. Seguirono Maddalena SALVIA e Antonello LOMBARI. Da ormai un decennio, ho l’onore e la responsabilità di ricoprire personalmente il ruolo di direttore. Altresì vorrei sottolineare che nel corso di tutto questo tempo, oltre trenta collaboratori, principalmente giovani, scrivendo per Il Lucano, hanno conseguito l’abilitazione di pubblicista. Un risultato di cui sono particolarmente orgoglioso.

E per chiudere desidero esprimere un sentito ringraziamento alla comunità di affezionati lettori che, nel corso di questi venti anni, ha condiviso la crescita di questa rivista.
Una rivista che, pur non beneficiando di contributi economici pubblici per la sua produzione e diffusione, ha trovato sostegno attraverso il finanziamento delle mie aziende e l’apprezzato supporto di amici proprietari di aziende fornitrici. Questa autonomia ha permesso a Il Lucano di mantenere una coerenza nel rispetto delle istituzioni, dei politici e della società, caratterizzandosi per la promozione di notizie positive ed evitando qualsiasi forma di denigrazione non supportata da evidenze concrete. Il Lucano ha rappresentato e rappresenta un punto di osservazione privilegiato per il dibattito politico, sociale e culturale della regione. La sua mission di approfondimento periodico dei fatti e delle opinioni ha mantenuto un legame con la comunità regionale senza distanziarsi dalle problematiche locali.
Negli ultimi tempi, Il Lucano ha ampliato i propri orizzonti, superando la sua originaria focalizzazione sulla Basilicata. Questa apertura a interessi nazionali è stata resa possibile grazie alla rubrica di poesie, provenienti da ogni parte del Paese, curata con passione da Gian Carlo Lisi.
Non sottoposto all’ansia del resoconto quotidiano o della registrazione settimanale degli eventi, Il Lucano, originariamente mensile è diventato bimestrale, ha così raccolto la sfida dell’approfondimento periodico dei fatti e delle opinioni.
Se questo esercizio di profondità – rispetto ad un’estemporanea visione di superficie – ha caratterizzato questa rivista, ciò è stato reso possibile, come specificato sopra, dal contributo dei tanti redattori che in questi anni si sono alternati nell’elaborazione del giornale: generazioni differenti, sensibilità, interessi variegati, ma sempre con l’imprescindibile valore d’una testimonianza. Quella derivante dal riconoscersi pienamente in un progetto editoriale e, più correttamente, culturale, che non facesse del sentimento identitario un limite, ma piuttosto un valore aggiunto nell’apertura al mondo e al dibattito nazionale. Sentirsi lucani e rivendicare sin dal titolo della testata questa peculiarità d’animo – prima ancora che territoriale – ma per confrontarsi con temi, motivi, emergenze necessariamente non limitate dall’orizzonte di un campanile o di un municipio, seppure tanto grande da comprendere un’intera regione.
E, con i giornalisti, naturalmente i tecnici e i collaboratori, senza i quali un giornale apparirebbe un brogliaccio di testi o un grigio susseguirsi di parole: alla grafica, all’apparato iconografico, all’impaginazione, infatti, questa rivista ha sempre dedicato grande attenzione e trovato, spesso, esiti ed intuizioni felici.
Infine, esprimo la mia meraviglia e gratitudine nei confronti di questa avventura culturale, che, oltre a essere un impegno editoriale, rappresenta una scoperta continua, una riflessione originale e la volontà di condivisione e crescita comune.
Auguro a Il Lucano Magazine di continuare il suo percorso di crescita e sviluppo, preservando la qualità e l’impegno che lo caratterizzano, e invito la comunità di lettori a vigilare e collaborare per confermare questa vocazione nei prossimi vent’anni.
Concludo con l’auspicio sincero che Il Lucano continui a prosperare, portando avanti la sua funzione con fermezza.

 

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