IL PIACERE DELLA LETTURA, GIUSEPPE E LA SUA “LIBRERIA ARTIGIANALE”

«Oltre un centinaio i libri tra fantasy, gialli e fumetti: la lettura è sempre stata la mia finestra aperta sul mondo», racconta il 23enne lucano

«Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso». Così Marcel Proust ne “Il tempo ritrovato”, settimo e ultimo volume dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto”. Una frase, questa, che ben si accosta ai nostri giorni, dove la spasmodica ricerca di trovare o, meglio, ritrovare se stessi deve fare i conti con i ritmi frenetici di una quotidianità che va sempre più veloce, poco elastica nel capire quando è giunto il momento di fare una piccola pausa per ricongiungersi con il nostro io più profondo.

Quando tutto sembra procedere alla velocità della luce, ecco che vengono in soccorso i libri. Il piacere della lettura, diversamente da qualsiasi altro tipo di linguaggio artistico, consente al lettore di immergersi in mondi totalmente nuovi e alternativi. Lo scrittore, da parte sua, deve far immaginare volti, anime, colori, odori, luoghi, luci e atmosfere servendosi semplicemente di una penna e un foglio di carta. Scrittore e lettore si ritrovano, così, a essere i fautori di un preciso iter evocativo che corrisponde a specifiche potenzialità immaginative e artistiche. Negli anni, tuttavia,

la pratica della lettura ha subito non poche trasformazioni: con l’ingresso di nuovi strumenti come e-book e varie app da installare sugli smartphone, la tecnologia ha avuto la meglio.

Di fronte all’avanzare delle nuove modalità di lettura, c’è chi ancora predilige recarsi in una libreria per toccare con mano le pagine di una nuova storia, inebriato dal profumo della carta stampata; c’è chi, addirittura, è in grado di costruire una libreria su misura che parla di sé, come Giuseppe che di

fare ingresso in nuovi mondi non si stanca mai. Giuseppe ha 23 anni: lucano d’origine e barese d’adozione, ha fatto dell’informatica la sua professione e della lettura il suo hobby preferito. «I libri

– racconta Giuseppe – sono i miei migliori amici da sempre. Avevo circa sette anni quando mio zio

mi regalò il primo racconto illustrato di Geronimo Stilton. Da quel momento, cominciai a fare una scorpacciata di storie nei miei momenti di relax: il pomeriggio, dopo aver mangiato una fetta di torta di mele a casa di nonna o la sera, prima di impostare la sveglia alle sette del mattino per una

nuova giornata scolastica».

«Il fantasy – prosegue Giuseppe – è sempre stato il mio genere letterario preferito: il semplice fatto di potermi catapultare in luoghi fittizi, ben lontani dalla realtà circostante e popolati da creature fantastiche, mi ha consentito di sviluppare un forte senso immaginativo. In base alla mia esperienza personale, ritengo che una costante attività di lettura possa riuscire a stuzzicare la mente positivamente senza farla precipitare negli abissi della noia e dell’apatia. Ogni volta che rincasavo da scuola, il mio primo pensiero andava ai libri, all’ultimo personaggio che avevo “incontrato” e che era precipitato nel pozzo: non sarei stato in grado di salvarlo personalmente, ma forse qualcun altro ci sarebbe riuscito al posto mio».

Giuseppe è sempre stato un ragazzo timido e riservato e la lettura, in qualche modo, gli ha permesso di trasformare le sue insicurezze in punti di forza. «La lettura – aggiunge ancora Giuseppe – è diventata la mia finestra aperta sul mondo: ancora non so di preciso quale sia il mio, ho solo 23 anni, ma ci sto lavorando. La timidezza, negli anni, ha giocato a mio sfavore: eppure, ogni

qualvolta aprivo un nuovo libro mi rendevo conto che non tutto era perduto. Molti dei personaggi, protagonisti e non delle storie che ero solito leggere, finivano spesso in un circuito di insicurezze temporanee dal quale riuscivano a liberarsi solo dopo aver preso consapevolezza delle loro potenzialità intrinseche. E io, spesso e volentieri, prendevo esempio da loro: per quanto sapevo fossero puramente frutto dell’immaginazione di un abile scrittore avevano qualcosa che ci accumunava».

Man mano che Giuseppe cresceva, anche il suo interesse verso la lettura aumentava sempre più. Per questo, Giuseppe decide di creare una vera e propria “libreria artigianale”: ogni mese, una storia

in più da leggere e poi da riporre nello scaffale. Al momento, Giuseppe ha inserito almeno un centinaio di libri tra fantasy, gialli e fumetti: «I romanzi gialli e i fumetti sono subentrati con l’adolescenza: accanto al fantasy – spiega Giuseppe – ho maturato una profonda curiosità per gli enigmi da risolvere. E, dunque, quale sfumatura letteraria più azzeccata se non i gialli per tenerti col fiato sospeso prima

di beccare magari l’autore di un delitto? Quando poi ero alla ricerca della giusta combinazione tra immagini e parole, mi sono avvicinato al mondo dei fumetti. A oggi, Stephen King, Agatha Christie, Akira Toriyama, Naoki Urasawa e Junji Ito li

identifico come parte di me: grazie alle loro storie, ho imparato e sto imparando ancora a raggiungere la versione migliore di me stesso. A chi si sente momentaneamente

perso, a chi fa fatica a trovare la propria strada o a chi semplicemente desidera prendersi un momento per sé,

circondarsi di libri è il modo più efficace per arricchirsi come individui e per confrontarsi con la realtà circostante».

Miriam Galgano