Gli agrumi lucani. Un concentrato di salute

1Ed eccoci di ritorno sulla costa jonica per conoscere più da vicino gli agrumi, un prodotto tipico della zona, che non andiamo ad incontrare ed analizzare solo per la stagionalità, ma anche e soprattutto per le loro proprietà benefiche per la salute umana.

Il termine agrumi, con il quale si indicano oggi tutte quelle specie e cultivar (arance, mandarini, pompelmi, limoni, lime e cedri) presenti sulle nostre tavole, deriva dal latino “agrumen” (dal sapore agro). L’area di origine e diffusione, la cui individuazione ha rappresentato un aspetto di non facile lettura, coincide con le regioni tropicali e subtropicali del Sudest asiatico, del Nordest dell’India, della Cina meridionale, della penisola indocinese e dell’arcipelago malese. La maggior parte degli agrumi oggi coltivati appartiene alla famiglia delle Rutaceae, sottofamiglia Aurantioideae, genere Citrus.

Per quanto riguarda la coltivazione degli agrumi in Basilicata, cominciata con gli Arabi, inizialmente era localizzata lungo i fiumi Agri e Sinni, grazie alla disponibilità di acqua. La diffusione è stata possibile in quanto gli agricoltori lucani hanno moltiplicato molti ecotipi locali principalmente sulla costa ionica, caratterizzata da un particolare clima mite e da terreni molto fertili.

I principali ecotipi locali sono il Biondo o Golden di Tursi, il Biondo o Golden di Montalbano e, soprattutto, l’Arancia Staccia di Tursi e Montalbano. Si tratta di cultivars a polpa bionda e a maturazione tardiva. Per questo aspetto, in passato venivano collocate soprattutto nel mercato campano per il consumo fresco e, quando il raccolto era abbondante, anche per la trasformazione in succhi freschi. Attualmente la parte interna o endocarpo viene consumata sia cruda sia in preparazioni quali marmellate, conserve, succhi, spremute e sciroppi. Il pericarpo o scorza è utilizzato per canditi o per la preparazione di liquori.

L’importanza nutrizionale degli agrumi era già conosciuta alla fine del XVIII secolo, quando sulle navi1 venivano imbarcate grandi quantità dei frutti per prevenire lo scorbuto, patologia causata da carenza di acido ascorbico (vitamina C). La vitamina C è essenziale per la salute umana in quanto contribuisce significativamente alla neutralizzazione di radicali liberi dell’ossigeno responsabili dello stress ossidativo, una forma di stress chimico responsabile di danni alle cellule dell’organismo e, di conseguenza, di molte patologie umane e del processo fisiologico dell’invecchiamento. Contenuto principalmente nelle arance rosse (40% in più rispetto alle arance bionde), l’acido ascorbico partecipa anche alla formazione del collageno, dell’adrenalina e riduce, a livello gastrico, la formazione di nitrosamine, particolari composti di tipo cancerogeno.

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Maria Carmela Padula

Maria Carmela Padula

Laureata in Biotecnologie Molecolari, arricchisce la sua formazione universitaria conseguendo il Dottorato di Ricerca in "Biologia e Biotecnologie" e frequentando scuole di perfezionamento in materia di nutrizione umana. Ad oggi "vive" quotidianamente il connubio cibo-salute, in quanto svolge l'attività di biologo nutrizionista e si occupa di ricerca in ambito universitario con focus principale su aspetti della salute umana (genetica dell'obesità, del metabolismo del ferro e delle neoplasie ematologiche; studio delle proprietà health promoting di specie vegetali di interesse nutraceutico e farmaceutico).

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